L’assassino in ascolto dell’ultima audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, stamani, potrebbe aver fatto un salto sulla sedia. Le parole pronunciate a Palazzo San Macuto dal comandante Federico Zomparelli, a capo della Sezione di fonica e audiovideo del RIS dei Carabinieri di Roma, raccontano un dettaglio preziosissimo su quanto stava accadendo tra via dei Rossi, via del Refe Nero e vicolo Monte Pio, a Siena, la sera del 6 marzo 2013, negli ultimi momenti di vita di David Rossi e dopo la sua precipitazione dalla finestra dell’ufficio al terzo piano del Monte dei Paschi di Siena. Perché i fari delle auto che in quei minuti svoltavano da via dei Rossi in via del Refe Nero, passando davanti a vicolo Monte Pio, proiettarono, in dodici occasioni individuate nelle riprese della telecamera di sicurezza, un’ombra antropomorfa. L’ombra di una persona con una borsa appoggiata a una delle gambe. Quell’ombra rappresenta un soggetto in movimento, una volta da destra verso sinistra, la seconda da sinistra verso destra. Forse due persone diverse. Questa la ricostruzione del Ris dei Carabinieri di Roma, i cui militari si sono recati sul posto e, sotto la guida del comandante Luca Gasparollo, a capo della Sezione di intervento operativo del RIS, hanno ricreato, per quanto possibile, le condizioni ambientali di quel 6 marzo 2013. È stato utilizzato anche un drone ed è stata realizzata una ricostruzione tridimensionale di quanto ripreso dalla telecamera di sicurezza che immortalò gli ultimi istanti di vita di David Rossi, compresa una persona affacciatasi nel vicolo quattro minuti dopo la caduta del corpo del manager del Monte.
Gli stessi quattro minuti che, secondo il consulente della Commissione, il tenente colonnello Adolfo Gregori, rappresentano il tempo necessario per abbandonare l’ufficio di Rossi e raggiungere quella posizione, senza correre. Non è da escludersi che quella persona fosse uno degli stessi aggressori di Rossi, considerando che, secondo la ricostruzione della Commissione, a spingere il manager della comunicazione del Monte fuori dalla finestra sarebbero state almeno due persone, come emerso anche dalla precedente simulazione effettuata presso l’Università del Foro Italico di Roma, il 28 settembre scorso. La tecnologia di scansione 3d adoperata dal RIS ha permesso ai militari di ottenere una rappresentazione fedele di quanto era visibile nel vicolo e, dunque, di stabilire con precisione quali fossero i punti dai quali era possibile osservare il corpo di Rossi senza essere inquadrati dalla telecamera di sicurezza. Il tutto partendo dall’accertamento di quante auto fossero transitate nell’ora di registrazione del video. Durante queste verifiche è stato notato che le luci delle vetture che svoltavano da via dei Rossi in via del Refe Nero illuminavano la parte iniziale del vicolo per ben dodici volte. Le particolarità dei dettagli in movimento rendono chiaramente visibile un’ombra antropomorfa proiettata sulla parete di marmo bianco in fondo a vicolo Monte Pio. L’ombra di una persona con una borsa appoggiata alla gamba. I militari del RIS hanno inoltre accertato l’esistenza di sette aree cieche, dalle quali sarebbe stato possibile osservare il corpo esanime di David Rossi senza essere ripresi dalla telecamera. L’analisi ha riguardato, in particolare, la fascia oraria dalle 20:04 alle 20:14, quando compare il soggetto nel campo visivo della telecamera. Dopo quell’evento, non passarono più auto da via dei Rossi. Il comandante Zomparelli ha anche spiegato alla deputata Valentina D’Orso, componente della Commissione, il significato delle luci rosse proiettate contro lo stesso muro di vicolo Monte Pio. Nessuna auto parcheggiata in retromarcia: semplicemente i fanali posteriori rossi delle vetture in transito, che compaiono proiettati sul muro sempre nella stessa posizione a causa della particolare conformazione delle pareti che delimitano il vicolo.
Ora non resta che attendere la prossima audizione a Palazzo San Macuto, domani 13 ottobre, quando verrà ascoltato l’avvocato senese Cristiano Vecoli, già comparso nelle cronache giudiziarie come difensore in un processo per falso riguardante un ex dipendente del Monte dei Paschi e in un procedimento per presunta corruzione negli appalti pubblici. Ad ogni audizione, la Commissione parlamentare d’inchiesta si avvicina sempre di più alla verità, attraverso nuovi riscontri tecnici e testimonianze, nel tentativo di ricostruire ciò che accadde davvero quella sera del 6 marzo 2013, dentro e fuori l’ufficio di David Rossi.