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12 gennaio 2026

Omicidio Paganelli, “Loris per nulla dispiaciuto. La Bianchi? Per Dassilva un gioco da pianerottolo”: l’udienza, i testimoni, la “prima volta” di Valeria Bartolucci e il mistero “cam 3”

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

12 gennaio 2026

Oggi in Corte d'Assise la prima udienza del 2026 per l'omicidio di Pierina Paganelli. Oltre a Valeria Bartolucci (per la prima volta da indagata), moglie dell'unico imputato per l'omicidio Louis Dassilva, davanti alla corte si sono presentati due teste chiave e l'investigatore privato che fu coinvolto nelle prime settimane dell'indagine, oltre i periti chiamati a relazionare sulle immagini dell'ormai famosa "cam 3". Qui raccontiamo tutto...

Foto di: Facebook, Ansa

Omicidio Paganelli, “Loris per nulla dispiaciuto. La Bianchi? Per Dassilva un gioco da pianerottolo”: l’udienza, i testimoni, la “prima volta” di Valeria Bartolucci e il mistero “cam 3”

L’anno è nuovo, ma il copione è sempre lo stesso: frastagliato. Attraversato da versioni che si sovrappongono. Si correggono. E, spesso, si contraddicono pure. Anche il teatro è stato sempre lo stesso: l’aula della Corte d’Assise di Rimini, tornata a aprirsi per la prima volta nel 2026 per una nuova udienza del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. Alla sbarra, come noto, Louis Dassilva, unico imputato per il delitto della 78enne uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino, che oggi s’è presentato in aula con una tuta del Napoli. E’ intorno alla sua figura che s’è sviluppato il dibattimento, chiamando in causa relazioni personali, testimonianze discusse e, soprattutto, toccando il nodo irrisolto delle immagini della cosiddetta “cam 3”.

Louis Dassilva e la svolta nelle indagini
Louis Dassilva

È proprio su quella telecamera, posizionata nei pressi della farmacia San Martino, che si è consumato uno dei passaggi più delicati dell’udienza. Emanuele Neri, residente nel complesso e ascoltato dopo sua moglie, ha ribadito di riconoscersi nella sagoma ripresa la sera del delitto, pur ammettendo come, nel corso delle indagini, la visione reiterata dei filmati non gli avesse sempre restituito la stessa sicurezza. Una dichiarazione che l’accusa considera compatibile con la complessità della percezione visiva, ma che la difesa di Dassilva utilizza – a questo punto anche a ragione - per provare a smontare uno degli indizi che hanno portato all’imputazione. Sul piano tecnico, però, resta centrale l’esito degli accertamenti della Polizia Scientifica sulla stessa cam 3, che hanno indicato una compatibilità cromatica della figura ripresa con una persona di etnia africana e che c’è “compatibilità coi rumori dell'apertura e chiusura sia della basculante del garage della vittima che quella della porta tagliafuoco”. Un dato che l’accusa continua a considerare rilevante, tanto che la difesa ha insistito sulla necessità di non trasformare un’analisi scientifica in una scorciatoia probatoria, ribadendo che la certezza processuale non può fondarsi su un solo elemento anche quando è particolarmente suggestivo.

Louis Dassilva, Valeria Bartolucci e Manuela Bianchi
Louis Dassilva con Valeria Bartolucci e Manuela Bianchi

Sempre oggi, in udienza, c’è stata, poi, la testimonianza di Ezio Denti, investigatore privato coinvolto nelle prime settimane dell’inchiesta su incarico degli stessi “protagonisti” della vicenda: Louis Dassilva, Manuela Bianchi e Loris Bianchi. Le sue parole hanno avuto un peso specifico soprattutto nel racconto dei rapporti personali, spesso ritenuti un possibile e probabile movente. Secondo Denti, il legame tra Dassilva e Manuela Bianchi non aveva la profondità sentimentale che è stata suggerita. O comunque non era uguale tra i due, ma si collocava per Dassilva su un piano marginale, quasi domestico, definito dall’imputato come un semplice “gioco da pianerottolo”. Una relazione priva di prospettive, in cui Dassilva avrebbe anche escluso qualsiasi ipotesi di abbandono della propria famiglia durante un colloquio a cui lo stesso investigatore avrebbe assistito di nascosto. Ancora più crudo, infine, il passaggio relativo a Loris Bianchi, fratello di Manuela. L’investigatore ha riferito di aver colto in lui un atteggiamento distante, se non apertamente privo di dolore, rispetto alla morte di Pierina Paganelli, sottolineando come l’uomo non avesse mai nascosto una forte avversione nei confronti della donna.

E Valeria Bartolucci? Oggi s’è presentata in udienza per la prima volta da indagata, dopo che la Procura l’ha iscritta sul registro per favoreggiamento e false attestazioni al pm. La sua legale, Chiara Rinaldi, però, prima di entrare in aula, ha voluto solo precisare che non esistono intercettazioni, come invece è stata o riferito in alcuni programmi TV che si occupano del caso, ma solo dichiarazioni rilasciate nel tempo e quando la Bartolucci era assistita dallo studio legale Barzan.

Pierina Paganelli
Pierina Paganelli Ansa

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