La Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Rimini è da mesi uno dei luoghi su cui gli inquirenti hanno indagato in merito all’omicidio di Pierina Paganelli, la donna che il 3 ottobre 2023 è stata brutalmente uccisa con ben 29 coltellate nel garage della sua abitazione in via del Ciclamino. Una vicenda che attualmente vede come principale indagato il 35enne senegalese Louis Dassilva insieme Manuela Bianchi, nuora di Pierina, a sua volta indagata per favoreggiamento. Il quadro delle indagini si è arricchito, nel tempo, di sfumature quantomeno insolite tra cui c’è l’intercettazione in Dassilva chiederebbe un maleficio voodoo che avrebbe dovuto colpire i poliziotti e il pubblico ministero attivi sulla vicenda. Attorno alle indagini si inserisce oggi un altro elemento, forse destinato a restare solo un enigmatico fatto di cronaca, successo proprio nella Sala del Regno di via Rosmini, frequentata da Paganelli anche la sera dell’omicidio.

Una donna di 37 anni di origine indiane è entrata nella sala “dando in escandescenza e invocando la protezione di Pierina Paganelli” nel mezzo della funzione religiosa. Un evento che ha impedito il prosieguo della cerimonia e scosso ulteriormente una comunità di fedeli già fortemente toccata dalla morte violenta di Paganelli. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine e riportato dal Resto del Carlino, “la donna sarebbe arrivata forse ubriaca nella Sala del Regno mentre era in corso una celebrazione, avrebbe iniziato a disturbare i fedeli presenti sbraitando frasi sconnesse”. La donna non ha risposto ai richiami e ha continuato fino all’intervento dei carabinieri richiamati sul posto dai presenti: “Durante le operazioni di identificazione, l’indiana ha alzato più volte la voce, inveendo contro i carabinieri intervenuti anche con offese e altre minacce – continua il giornale – Inoltre, avrebbe anche tentato di colpire i militari dell’Arma, che l’hanno dunque prontamente immobilizzata”.

La donna è stata arrestata con l’accusa di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ed è stato disposto per lei un obbligo di firma al termine di un processo per direttissima avvenuto giovedì. Ovviamente, l’interrogativo sul perché la donna abbia invocato Paganelli in preda al suo stato di alterazione. Un evento probabilmente attribuibile al grande turbamento collettivo che l’omicidio di Paganelli e il grande spazio mediatico dato alla vicenda hanno creato sulla comunità del Testimoni di Geova di Rimini, che ancora aspetta che sia fatta chiarezza.
