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10 aprile 2026

Palantir e non solo: Elkann fa asse con i big della tecnologia

  • di Andrea Muratore Andrea Muratore

10 aprile 2026

La nuova alleanza tra Stellantis e Palantir svela il salto di John Elkann: da erede industriale a regista del capitalismo tech globale tra IA, difesa e finanza

Foto: Ansa

Palantir e non solo: Elkann fa asse con i big della tecnologia

La notizia della nuova partnership conclusa la settimana scorsa tra Stellantis, la grande casa automobilistica presieduta da John Elkann e avente Antonio Filosa come Ceo, e Palantir, l’azienda specializzata negli algoritmi computazionali di frontiera e nel data mining più avanzato, racconta una nuova frontiera del capitalismo industriale e tecnologico contemporaneo. E offre l’occasione per leggere il nuovo posizionamento di un polo finanziario-industriale come quello di Exor e del suo uomo-simbolo, Elkann, nelle nuove dinamiche dell’innovazione globale. Sul piano operativo, chiaramente, in questa fase storica ogni partnership tra un colosso come Stellantis e Palantir, l’azienda co-fondata dal venture capitalist Peter Thiel e guidata dal CEO “guerriero” Alex Karp, fa inevitabilmente rumore: Palantir è stata nelle settimane scorse al centro del dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale in guerra dato che i suoi algoritmi sono tra i maggiori abilitatori strategici del Project Maven di puntamento e identificazione obiettivi del Pentagono. Thiel, miliardario conservatore vicino al mondo del populismo repubblicano e Karp, aperto occidentalista che perora la competizione tecnologica a tutto campo tra il campo guidato dagli Usa e i suoi avversari, sono figure che inevitabilmente fanno parlare di sé, specie in questa fase che vede il loro mondo, facente riferimento al presidente Donald Trump, al potere negli Usa.

Palantir e Donald Trump secondo gli attivisti Ansa
Palantir, cavallo di Troia di Trump Foto Ansa

All’ombra del nuovo complesso militare-industriale-tecnologico, però, c’è un mondo ben più ampio di applicazioni tecnologiche con chiare ricadute industriali, produttive e civili di cui è interessante parlare. Per la precisione, Stellantis collabora con Palantir dal 2016 e utilizzerà per altri cinque anni il sistema Foundry per ottimizzare i flussi di dati, governarli al meglio e continuare un processo di razionalizzazione iniziato nel 2016 dopo lo sviluppo di Fiat Chrysler Automobiles e proseguito dopo l'integrazione tra Fca e i francesi di Psa. L’azienda italo-franco-americana, dunque, ha scelto Palantir prima che diventasse la Palantir che conosciamo oggi. In tal senso, per un colosso dell’automobile oggi chiamato a cercare marginalità ed efficienza in ogni fase di un processo industriale sfidato da concorrenze di prezzo e di prodotto su ogni parte della catena del valore appare difficile rinunciare ad apparati di intelligenza artificiale capaci di garantire processi decisionali più rapidi e operativi.

Di Palantir e della visione di Thiel e Karp tutto si può dire, e certamente la nuova era del capitalismo tecnologico e militare sviluppato all’ombra del Pentagono, che di recente ha indicato proprio nell’azienda in questione un partner prioritario, apre diversi interrogativi. Verrebbe però da dire anche che in questa fase di accesa competizione globale non esiste nessun conglomerato e nessun potentato economico-tecnologico che non abbia avuto forme di partnership e cooptaizone da parte degli apparati federali Usa e, più in generale, da parte delle grandi potenze. Per Palantir, peraltro, Stellantis contribuisce a una crescita della quota di ricavi imputabili non a servizi al settore pubblico ma a imprese commerciali che nel 2025 ha raggiunto il 46,5% del totale, oltre 2 miliardi di dollari. Nella galassia Elkann-Exor, del resto, il gruppo di Karp è in campo anche come partner nientemeno che di Ferrari, con l’ultima sinergia rinnovata nel 2022. Questo racconta di un legame che non nasce ora, e che nel caso di Elkann ha avuto un passaggio importante il 7 giugno 2018, quando a Torino Talent Garden organizzò un evento della Fondazione Agnelli in cui Thiel fu ospite di una scuola di imprenditoria assieme a Reid Hoffman (fondatore di LinkedIn) e Xavier Niel (fondatore di Iliad). Muoveva allora i primi passi la galassia finanziaria che oggi anima il mondo di Vento, il venture capital presieduto proprio da Elkann e che a marzo ha celebrato i suoi primi dieci anni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo tecnologico del sistema-Paese e il rafforzamento della capacità di fare impresa in Italia.

John Elkann
John Elkann Foto Ansa

Il rinnovo del deal Stellantis-Palantir, in tal senso, non è da leggere alla luce di presunte dietrologie o minacce securitarie (in tal senso, Palantir è nota nelle sue capacità e nei suoi limiti come molte altre imprese tecnologiche) ma perché ci racconta della nuova era di Elkann, della galassia Exor e delle attività personali del nipote dell’Avvocato Gianni Agnelli. Una fase che sta vedendo la transizione impetuosa del modello di business di Elkann da erede di una dinastia imprenditoriale industriale a figura che mira a costruire un ruolo di peso nelle grandi catene del valore tecnologico-finanziarie di rango internazionale. In tal senso, Elkann può contare su una rete internazionale di contatti e relazioni sull’asse Europa-Usa che può contribuire a concretizzare questo progetto. Nel 2013, Elkann si piazzò quarto, ai piedi del podio, nella classifica Fortune dei 40 manager Under 40 più influenti al mondo. Davanti a lui, terzo nella lista guidata da Marissa Mayer di Yahoo seguita da Jack Dorsey di Twitter, il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg, della cui parent company Meta Elkann sarebbe divenuto consigliere di amministrazione nel 2025. Nel mezzo, la crescita di Vento e delle sue proiezioni, principalmente per mezzo dell’Italian Tech Week, l’iniziativa promossa annualmente alle ex officine Ogr di Torino, i cui ospiti d’onore segnalano sia una rete economico-finanziaria che una di relazioni: nel 2024 Elkann dialogò con Sam Altman, Ceo di OpenAI e “padre” di ChatGpt; nel 2025 è toccato a Jeff Bezos, patron di Amazon. Nel 2026 l’evento, rinominato “Wave by Vento”, avrà la presenza di Dario Amodei, Ceo di Anthropic, oggi l’azienda tech centrale nel mercato dell’IA sia per la sua proiezione tecnica (che ha riguardato anche un recente braccio di ferro col Pentagono) sia per la volontà di anticipare OpenAI diventando la prima delle ex start-up dei Large Language Models a sbarcare a Wall Street. Parliamo di un sistema di rapporti incrociati passante, in casa Exor, anche per l’ingresso in nuovi settori come l’acquisizione del 15% di Philips, leader delle tecnologie per la salute, nel 2023 e l’integrazione delle sue capacità negli asset della compagnia, e per deal che hanno mostrato i legami di Elkann con un sistema internazionale tutt’altro che secondario. Nel febbraio 2025, Tether, colosso delle criptovalute fondato dagli italiani Paolo Ardoino e Giancarlo Devasini, ha acquisito il 10% della squadra di calcio della Juventus divenendone secondo azionista dietro la stessa Exor. Tutto questo testimonia una rete del capitalismo mondiale innovativo e tecnologico in cui Elkann è ben inserito, in un processo che sta trasformando sia il ruolo della partecipazione di Exor in Stellantis da componente decisiva a parte importante, ma non unica, di un portafogli diversificato sia le proiezioni operative della galassia Elkann, sempre più centrata sull’economia dei servizi, sull’innovazione, sull’internazionalizzazione. La corsa al mondo nuovo è in pieno sdoganamento, e non riguarda solo Palantir. Nel capitalismo italiano, il sistema-Elkann è forse uno dei pochi che, oggettivamente, ha struttura, rete e proiezione per pedalare nel gruppo. E questo è dovuto sia alle relazioni industriali consolidate nel tempo che ai rapporti personali e istituzionali costruiti nell’arco di un lungo, impetuoso decennio.

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