I cani delle unità cinofile provenienti da Firenze sono stati sguinzagliati nella sconfinata proprietà di Francesco Dolci, l'ex fidanzato di Pamela Genini sospettato di aver profanato il cadavere della ragazza. I cani stanno cercando proprio quella testa, che potrebbe essere nascosta nelle asperità di casa Dolci, in operazioni “particolarmente complesse per estensione territoriale e caratteristiche dei luoghi da ispezionare”.
Ma, a circa sette mesi dall'omicidio e dall'asportazione della testa, i “cani molecolari” saranno davvero in grado di ritrovarla? Cani, si dice, “specializzati in resti umani”. Lo abbiamo chiesto al professor Marcello Rendine, uno dei massimi esperti di cinofilia forense in Italia, e la risposta è stata sorprendente:
Se trattasi di cani preparati per la ricerca di resti umani assolutamente sì. Non credo però che i Carabinieri abbiano cani da cadavere, è una cosa che millantano da molto tempo ma non è vero.
Quindi è tutta una “farsa a favor di telecamera”?
Sicuramente ricorderà la storia di madre e figlio scomparsi in Sicilia qualche anno fa. (Si riferisce alla tragica morte della dj Viviana Parisi, 43 anni, e del figlio Gioele Mondello, di 4 anni, avvenuta nell'agosto 2020 nelle campagne di Caronia, in provincia di Messina) Lì per oltre una settimana quella zona fu battuta dalla unità da cadavere della Polizia di Stato e dei Carabinieri, oltre che dai Vigili del Fuoco, non trovarono niente salvo poi aver trovato i cadaveri e scoprire che dai tracciati GPS i cani ci erano passati quasi sopra. All'epoca saltò il dottor Marcello Verde, responsabile dei cani da cadavere dei Vigili del Fuoco. Una barzelletta tutta italiana.
Il motivo?
Per preparare adeguatamente questi cani occorre avere campioni biologici reali, cioè devo avere cadaveri. E questo in Italia è assolutamente vietato.
Quindi la domanda sorge spontanea, chi dispone in Italia di cani da cadavere?
Le aveva fino a qualche anno fa, ma poi hanno sospeso questo progetto, la sezione dipartimentale di medicina legale dell'Università degli studi di Foggia, allora diretta dal professor Fineschi, ora direttore della Sapienza. Che era riuscita ad adoperare campioni biologici per finalità di ricerca scientifica.
In questo caso si parla di boschi, stalle e arnie, spazi così vasti influiscono sull'efficacia del cane?
Sicuramente sì perché un cane da cadavere è un cane in grado di segnalare in punti specifici la presenza o meno di matrici odorose cadeveriche. Mi spiego: voglio sapere se sotto questo pezzo di terreno è seppellito un cadavere? Il cane me lo può dire, se è adeguatamente addestrato. Voglio sapere se in questa autovettura è stato trasportato un cadavere? Anche se poi è stata lavata? Il cane mi può dire sì o no. Ma nel momento in cui impieghiamo un'unità cinofila per battere aree così importanti o bisogna fare un passaggio con un'assoluta accuratezza, senza tralasciare neanche un metro, oppure può essere che il cane mi dia un responso negativo. Ma non perché è incapace, ma per la tipologia di addestramento che hanno questi cani.
Ambienti come letame o compost possono coprire o neutralizzare le tracce olfattive? Il cane può "confondersi"?
Se un cane è adeguatamente preparato ha un addestramento che gli consente non lasciarsi confondere da questi odori, che vengono definiti confounding factors, cioè elementi confondenti. Esempio: un corpo di un animale in putrefazione non desta alcun interesse, seppur siano in corso processi putrefattivi del tutto simili a quelli dell'essere umano. Ma la specialità dei VOCs Volatile organic compounds, cioè gli elementi volatili che connotano tutte le fasi di putrefazione del corpo umano sono ovviamente per quanto similari differenti da quelle di qualunque altro elemento in putrefazione. A maggior ragione del letame o altro. Potrebbero trarre in inganno noi esseri umani ma non certo un cane. Ma un cane che deve avere un'adeguata preparazione.