È la notte fonda tra il 14 e il 15 ottobre del 2025, l'omicidio di Pamela Genini si è consumato da poco. A tentare a frapporsi fra la ragazza e la furia omicida di Gianluca Soncin c'è stato Francesco Dolci. Seppur non fisicamente, lo ha fatto a distanza, ha raccolto il grido d'aiuto della sua ex fidanzata e lo ha trasmesso alla polizia, il cui arrivo non ha impedito a Gianluca Soncin di sferrare 76 coltellate. Per la povera Pamela sembrava finita, ma purtroppo paradossalmente, era appena iniziata. Quello era il primo capitolo di una storia che ancora oggi, a svariati mesi e un rinvio a giudizio di distanza, manda forti echi. Pamela non ha trovato pace nemmeno in cimitero, la sua tomba è stata profanata e la sua testa asportata dal cadavere e (fino ad oggi) mai più ritrovata. Francesco Dolci, l'eroe che ha provato a salvarla, è diventato il mostro indagato per il reato di vilipendio di cadavere.
All'alba del 15 ottobre fornisce alla polizia la prima delle tante deposizioni che in seguito renderà. Non è ancora indagato, si presenta come l'ex fidanzato di Pamela: "Premetto di aver avuto una relazione sentimentale con la Genini Pamela" dice, una relazione che è durata "da fine 2019 fino all'estate del 2022", prima di decidere lui stesso, dice, di "interrompere la relazione". Una ricostruzione che cozza in gran parte con quello che è emerso successivamente. Nicodemo Gentile, avvocato che assiste Una Smirnova, madre di Pamela, ha detto: "Lui una relazione sentimentale con Pamela non ce l'ha avuta, ha avuto una frequentazione di due o tre mesi, asimmetrica, che non aveva assolutamente senso per Pamela". Addirittura parla di: "Una relazione che nasce e muore dalla sua mente una mente che fabbrica tutta una serie di ipotesi insensate". Tanto è vero che, già nel 2020, dunque secondo Dolci nel pieno della loro "relazione" Pamela Genini già conviveva con Andrea Lunghi. Lo stesso Lunghi ha raccontato ai carabinieri che Dolci li seguiva, li fotografava, sostava per ore sotto casa o sotto all'ufficio. Nell'ascensore del condominio sarebbero anche comparsi manifesti con la scritta "Andrea Lunghi è un delinquente". Le amiche di Genini descrivono Dolci come una presenza oppressiva: invadente con le conoscenze maschili di Pamela, incapace di accettare i confini, che da loro era anche stato soprannominato con degli epiteti piuttosto eloquenti: Psycho o stalker.
Nel verbale di sommarie informazioni poi Dolci parla del rapporto tra Pamela e il suo futuro carnefice, Gianluca Soncin, presentatole dall'amica Elisa Bartolotti. Racconta una spirale di atteggiamenti tossici, controllanti, soprattutto una spirale di violenza. Prima le parole forti, poi le botte, infine le minacce di morte, fisiche, con "cocci di vetro", o una pistola al ventre. "Da maggio ad agosto 2025, avendo paura che Soncin potesse farle del male, spesso veniva a dormire presso la mia abitazione". Lo ha ripetuto anche in seguito, quando la troupe di "Chi l'ha visto" ha trovato in casa Dolci un sospetto capello biondo in una botola, spiegato dall'uomo dalla circostanza che Pamela frequentava abitualmente la casa. Il verbale si conclude con il racconto della notte dell'omicidio, il grido di aiuto di Pamela e il tentativo di Dolci di salvarla attraverso il 112. "Pamela mi ha riferito più volte che il Soncin era ossessionato da lei". È la conclusione del verbale, un'accusa che, in seguito, faranno allo stesso Dolci. Pamela Genini, Francesco Dolci e Gianluca Soncin, un filo nero invisibile li ha legati in vita e, tragicamente, anche dopo la morte.