Sarà certamente un caso, però povero Mario Giordano. Tutte a lui capitano. Sul fronte garlaschese viene denunciato da Maurizio Pappalardo, l’ex comandante del Nucleo Informativo del Reparto operativo di Pavia, oggi in pensione e imputato nel procedimento “Clean 2” per corruzione, peculato e stalking nei confronti dell’ex fidanzata, con una richiesta di condanna formulata dalla procura pari a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Sul fronte di Mediaset e di Cologno Monzese, invece, il dinamitardo conduttore e direttore di Fuori dal Coro il 10 maggio non andrà in onda come al solito su Rete4 perché Piersilvio Berlusconi ha acquistato i diritti della partita Barcellona-Real Madrid che verrà trasmetterà in chiaro al suo posto. Giustizia o sport ad orologeria? Forse nessuno dei due, però comunque viene da pensare male. Sul Fatto Quotidiano si scrive che sia Giordano, sia Paolo Del Debbio, sarebbero reduci da una certa maretta negli studi di Milano 2, dato il loro dissenso politico con il nuovo corso dettato da casa Berlusconi. Per carità, ognuno è padrone di sé stesso e della “roba” sua, ma non è un bello spettacolo sapere che Mario Giordano debba restare in panchina proprio a ridosso di una denuncia per diffamazione aggravata a mezzo televisivo da parte di un personaggio imputato per corruzione. Un trattamento ben diverso rispetto a quello che ci si sarebbe aspettati da parte di Mediaset.
Il messaggio che passa all’esterno è che si stia dando ragione a Maurizio Pappalardo. Certamente così non è, sarà solo un caso, una sfortunata coincidenza spazio temporale. La difesa di Pappalardo sostiene che, come si scrive sulla Provincia Pavese, “tali contenuti abbiano finito per creare una narrazione unitaria e semplificata di vicende tra loro distinte, sovrapponendo procedimenti giudiziari differenti e ampliando il perimetro delle contestazioni oltre quanto effettivamente accertato nei singoli fascicoli. In questa prospettiva, la querela evidenzia come l’accostamento mediatico tra indagini separate avrebbe generato un effetto complessivo potenzialmente lesivo dell’immagine e della reputazione di Pappalardo, con una ricaduta pubblica significativa”. Il punto, però, è che se questa denuncia in un primo momento è parsa servire a ben poco – dato che, assegnato il fascicolo alla pm Chiara Giuusa, la stessa ha domandato l’archiviazione per entrambi i giornalisti – Pappalardo e i suoi legali hanno infatti presentato opposizione al decreto di archiviazione, chiedendo che sia un giudice a pronunciarsi nel merito. In questo caso sarà il gip Maria Cristina Lapi che presiederà l’udienza fissata in un freschissimo 16 luglio. Non proprio un bello spettacolo, ma si sa, gli italiani si dimenticano di qualsiasi cosa davanti ad una partita di calcio, dunque non dubitiamo che anche da questa vicenda, si distrarranno con grande facilità, perlomeno tornando dal tifo sulla cronaca nera a quello autentico, quello tra Real Barça. Dunque signori, che vinca il migliore!