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8 settembre 2026

Perché Lavitola ha chiesto i domiciliari in Basilicata? E poi, ma che posto è Noepoli? Valterino vuole tornare alle origini, ai tempi di “Ciociò”, della politica e della caccia (ma stavolta piccola)

  • di Michele Larosa Michele Larosa

8 settembre 2026

Lavitola vorrebbe lasciarsi Rebibbia alle spalle e punta a Noepoli, il borgo del Pollino dove tutto è cominciato: la caccia, la politica, l'ascesa di Valterino “Ciociò”, mentre la ex compagna minaccia rivelazioni e lo bandisce dalla casa romana
Perché Lavitola ha chiesto i domiciliari in Basilicata? E poi, ma che posto è Noepoli? Valterino vuole tornare alle origini, ai tempi di “Ciociò”, della politica e della caccia (ma stavolta piccola)

“Un paese ci vuole, non fosse anche per il gusto di andarsene via”, e Valter Lavitola dopo tanti anni di peregrinazioni, fughe e scorribande, fra i palazzi romani, l'Africa e le Americhe, stringendo le mani dei potenti, cingendoli nella sua rete per compiere la sua scalata, ha deciso di tornare. O meglio, ne ha espresso la volontà, a decidere sarà il giudice a cui, da quando ha confessato di essere il mandante della bomba all'amico Ranucci, è demandata la sua libertà. Ha chiesto di essere trasferito agli arresti domiciliari in una casa che ha trovato suo figlio a Noepoli, in provincia di Potenza. Ma perché non Roma? Non Salerno dove è nato? Napoli? Perché proprio Noepoli? E soprattutto, ma che posto è Noepoli?

Valter Lavitola
Valter Lavitola ANSA

Ufficialmente, per i suoi avvocati, avrebbe scelto Noepoli per allontanarsi da tutto, da “contatti e vie di fuga”, da quella Roma santa e dannata che tanto lo ha affascinato con i suoi palazzi dorati e le sue stanze dei bottoni, tanto da trasformare il suo piccolo bistrot di pesce in una di queste.
In primis perché a Roma la sua ormai ex compagna dice di non volerlo più, almeno nella casa che era sua. Natalia Potenza, argentina di quarantasette anni e madre dei suoi figli, sembrerebbe non aver preso bene l'amante brasiliana scovata nelle intercettazioni e poi intervistata da Amadori su Libero: Adriana Linhares, estetista, che si è presentata come la vera compagna e la fidanzata ufficiale di Lavitola, raccontando di una relazione avviata a febbraio e proseguita fino all'arresto.
Un altro bel grattacapo per Lavitola, visto che la sua ex compagna ha anche annunciato di voler parlare, e rivelare inediti dettagli del rapporto fra “il gatto e la volpe”, Lavitola e Ranucci. Senza considerare che con la rottura definitiva è saltata anche l'unica soluzione a portata di mano per i domiciliari a Roma. Da qui la necessità di trovare in fretta un'alternativa, e dunque ha mandato in missione suo figlio fra le asperità del Pollino.

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Noepoli

A Noepoli, paese di 700 anime incastonato nel Parco Nazionale del Pollino, Valterino è stato residente ufficialmente dal 9 gennaio 1986 al 30 gennaio 2008 in un palazzo signorile di colore rosa, quelli che nei paesi denotano le famiglie importanti, medici, avvocati, notabili. Lo chiamavano Ciociò, ma sono gli anni del Lavitola rampante, de L'Avanti!, dell'ascesa politica prima della discesa giudiziaria. Nel piccolo paesello Lavitola è un cognome che conta, la sua famiglia ha origini lì da un paio di secoli, e i suoi cugini sono illustri professionisti conosciuti in tutto il vicinato. Lì era nato anche suo padre Giuseppe nel 1911, famosissimo psichiatra napoletano, autore di alcune perizie per don Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra organizzata. Lo aveva anche scelto come primissimo banco di prova della sua esperienza politica, quando si candidò alle elezioni provinciali nel 1986, non fu eletto, ma solo a Noepoli ottenne circa 860 voti, più degli attuali abitanti del comune.
Sempre a Noepoli, fino a vent'anni fa, era stato titolare della ditta “La Beccacia snc del dott. Lavitola Valter & c” (coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi), “Valter inizió quell’attività appena diciannovenne spinto dalla sua passione per la caccia che da giovanissimo coltivava anche a Noepoli” ha raccontato un uomo del posto al Quotidiano del Sud, una passione che, abbiamo visto, si porterà dietro per tutta la vita, elevandola con i safari africani.

Lo ha scelto come locus amoenus per il suo ritiro, quasi eremitico tra i monti, proprio mentre è tornato sulla bocca di tutti. Per sparire e aspettare che la tempesta giudiziaria si plachi, lontano dalle telecamere e dai salotti, spera. Da predatore (di selvaggina, si intende), Lavitola vuole tornare fra quei monti da uomo braccato, nel mirino. Resta da vedere se i giudici accoglieranno la richiesta, e se Noepoli sarà davvero, per Lavitola, il punto d'arrivo di una parabola cominciata lì quasi quarant'anni fa. Oppure se sarà soltanto l'ennesima tappa di una storia che è ancora ben lontana dal chiudersi.

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