Su tutte le agenzie internazionali e occidentali sta rimbalzando una notizia alquanto pesante, ma anche totalmente parziale. Gli Stati Uniti, alle prese con il blocco navale di Hormuz, avrebbero aperto il fuoco contro una nave mercantile che stava tentando di forzare il blocco dei porti iraniane. Ecco chi rilancia la notizia data dall’Associated Press, però, omette di scrivere di quale nave mercantile si tratti. E come mai? Forse perché gli Stati Uniti hanno appena attaccato militarmente una nave non militare di un partner strategico per il contenimento della Cina nell’Indopacifico? Andiamo con ordine.
Un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato verso le tre del mattino (2:48 per l’esattezza, ora italiana) all’Associated Press che la nave mercantile “Lavine” aveva tentato di forzare il blocco già altre quattro volte. L’equipaggio era già stato avvertito, ma non aveva obbedito agli ordini e, di conseguenza, le forze militari statunitensi hanno deciso di aprire il fuoco sulla sala macchine, neutralizzando l’imbarcazione. Il video dell’attacco non è ancora stato diffuso e non si sa se vi siano feriti oppure no. L’incidente è avvenuto nel mare dell’Oman dopo la tredicesima notte consecutiva di attacchi tra Stati Uniti e Repubblica Islamica, alle prese con attacchi militari nei confronti delle roccaforti americane del Golfo Persico. Ecco, però qui c’è un piccolo problema. Siamo sicuri che si tratti proprio della “Lavine”, e non della “Levin” battente bandiera camerunense e di proprietà indiana? Konstantin Toropin dell’Associated Press riferisce che la nave in questione sarebbe la petroliera mercantile "Lavine", un nome corrispondente a una VLCC con numero IMO 9177686. Poiché la nave con numero IMO 9177686 non ha una cronologia AIS di recenti attività commerciali in Medio Oriente, è possibile che il nome riportato sia un caso di omonimia.
Siamo dunque andati a consultare la mappa open source in tempo reale di MagicPort delle navi transitanti nello stretto di Hormuz e abbiamo individuato una petroliera che ha un nome molto simile alla “Lavine” di cui parla l’Associated Press, ovvero la “Levin”, battente bandiera camerunense, costruita nel 2005 (codice IMO 9293155) il cui ultimo scalo portuale è stato a Khor al Fakkan, negli Emirati Arabi, lo scorso 12 luglio. Ecco, ma allora perché tutte le agenzie che rilanciano la notizia dell’Associated Press omettono di scrivere il nome del tanker? Probabilmente per l’incertezza nell’identificare correttamente la nave e, forse, perché se davvero si trattasse della “Levin” individuata qui su MOW, si tratterebbe di una petroliera battente bandiera camerunense, ma di proprietà della Elevate Marine Management Pvt Ltd con sede a Mumbai, in India e sotto sanzioni dell'Ofac statunitense all'ordine esecutivo 13846. Quell’India strategica per gli Stati Uniti nel contenimento della Cina in quanto parte del Quadrilateral Security Dialogue, detto anche Quad, una cooperazione strategica informale tra Australia, Giappone, Stati Uniti e, appunto, India iniziata nel 2017. Qualora si trattasse davvero della nave “Levin” si tratterebbe di un incidente diplomatico di dimensioni importanti. Ma è anche vero che, forse, gli Stati Uniti di Trump e l'India di Modi, sono ai ferri corti da un po'.