image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

10 settembre 2026

Perché si è tornati a parlare di Berlusconi nel processo Baiardo? E perché è tornato a testimoniare Giovanni Brusca, le cui dichiarazioni furono bollate di “fortissima ambiguità”?

  • di Michele Larosa Michele Larosa

10 settembre 2026

Ma come si è passati da un procedimento per calunnia nei confronti di un gelataio di Omegna all'ennesimo processo sul coinvolgimento di Berlusconi e Dell'Utri sulle stragi di mafia? E soprattutto, perché è tornato a testimoniare Giovanni Brusca, il pentito per tutte le stagioni

Foto di: ANSA

Perché si è tornati a parlare di Berlusconi nel processo Baiardo? E perché è tornato a testimoniare Giovanni Brusca, le cui dichiarazioni furono bollate di “fortissima ambiguità”?

Periodicamente, quando si parla di Cosa Nostra e soprattutto delle dietrologie legate a Cosa Nostra, politica, stragi, piste nere, trattative, deep state, torna sempre lui: Giovanni Brusca. Il boia di San Giuseppe Jato, noto per la sua ferocia, tanto da non ricordare nemmeno il numero preciso delle persone che avrebbe ucciso, forse un centinaio, forse più centocinquanta. Ma nonostante la sua fama sinistra il killer di Cosa Nostra è diventato, nel tempo, uno dei pentiti prediletti di certi magistrati. Uscito dal carcere nel 2021, “graziato” dalla sua collaborazione, ha fatto ieri la sua prima uscita pubblica da uomo libero, al processo a Firenze contro Salvatore Baiardo che è diventato l'ennesimo reboot per la teoria, archiviata per sei volte, che vedrebbe Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri coinvolti nelle stragi di mafia del 1993-94.

“Nelle discussioni con Bagarella — ha detto Brusca — ci dicevamo di usare le stragi come strumento politico, come se gli attentati ci fossero stati suggeriti dalla sinistra, in modo da agevolare Berlusconi, in modo tale da orientare la sua entrata in politica”.

La Strage di Capaci, il 23 maggio 1992
La strage di Capaci ANSA

Il processo Baiardo

Ma, la prima domanda è: com'è che a Firenze si è trasformato il processo a Baiardo nell'ennesimo processo contro Berlusconi? Del resto, da quelle parti, i pm hanno una passione per l'argomento. Ma il paradosso è che, per ammissione dello stesso Brusca, il boia di San Giuseppe Jato e il gelataio di Omegna non si sarebbero mai visti né conosciuti. Baiardo è sotto processo a Firenze per il reato di calunnia aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca. Baiardo avrebbe sostenuto di essere in possesso di una fotografia che ritrarrebbe Silvio Berlusconi assieme ai fratelli Graviano, immagine che avrebbe mostrato anche a Giletti, a supporto della tesi di un presunto “patto stragista” tra Cosa Nostra e la nascente Forza Italia nei primi anni '90, per poi negare di averla effettivamente mostrata al giornalista.

I magistrati di Firenze, aggiungendo alla calunnia l'aggravante mafiosa, (dicendo cioè che la calunnia fosse stata fatta per favorire e agevolare Cosa Nostra) l'hanno usata come “grimaldello” processuale per trasformare un processo nato per un episodio specifico in un dibattimento che riapre, di fatto, il tema dei presunti mandanti esterni delle stragi del '93-'94. Tema su cui Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi sono già stati plurimamente giudicati.

La discesa in campo di Silvio Berlusconi Ansa
La discesa in campo ANSA

Brusca, il pentito per tutte le stagioni

Ed è in questo contesto che viene scongelato il sempreverde Brusca. Peccato che, sulla questione, sia già stato ritenuto più volte inattendibile. Lo hanno detto i pm di Caltanissetta, lo hanno detto i giudici del tribunale di Palermo che nel corso del processo contro Dell'Utri definirono le sue dichiarazioni come caratterizzate da “fortissima ambiguità” e “in rotta di collisione e in stridente contrasto con alcuni dati processuali incontrovertibili e inoppugnabili”, concludendo che Brusca “non aveva voluto fornire uno spontaneo e leale contributo all'accertamento della verità”. Il gup del processo Mannino disse invece che Brusca era solito “arricchire le sue dichiarazioni di connessioni tra fatti da lui conosciuti e fatti appresi dai processi e dai mezzi di informazione”.

Ma allora, perché continua ad essere chiamato a testimoniare? La verità è che Brusca piace e soprattutto compiace, con le sue dichiarazioni a metà, le sue ricordanze poi dimenticate, le insinuazioni che soffiano sul fuoco dell'accusa. Nel 2001 addirittura, durante un interrogatorio, il pm fiorentino Gabriele Chelazzi fu costretto a richiamarlo, ricordandogli che è un testimone che deve riferire di ciò che sa, non comportarsi come “un consulente della procura”. E anche Marina Petruzzella, nelle motivazioni della sentenza di primo grado che ha assolto l'ex ministro Calogero Mannino, ha scritto che le dichiarazioni di Brusca erano state “suggerite dalle molteplici sollecitazioni, ricevute nel corso di interrogatori, a volte anche molto sofisticati, degli inquirenti e dalle contestazioni fattegli durante i suoi esami”.

Su Dell'Utri e Berlusconi le sue ricordanze si innestano dopo che sono state definitivamente smascherate le fragnacce di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito e condannato per calunnia. Sulle dichiarazioni di Ciancimino si innestano quelle di Brusca, che inizia a parlare di indicibili accordi fra Cosa Nostra e Marcello Dell'Utri. Disse di non aver parlato prima per paura, e ora, sparita la paura, ricorda a trent'anni di distanza, delle bombe politiche che avrebbero portato al potere Silvio Berlusconi. O forse è solo un pretesto per rivangare fatti già giudicati, in barba a quell'operetta che è diventato lo stato di diritto.

More

Graviano ce l’ha fatta: sarà ascoltato al processo di Caltanissetta sui suoi rapporti con Berlusconi e Dell’Utri e fa slittare la (probabile) archiviazione del processo per concorso in stragi mafiose. Ah, tutto a un anno dalle elezioni…

di Giuseppe Vatinno Giuseppe Vatinno

Gli sviluppi

Graviano ce l’ha fatta: sarà ascoltato al processo di Caltanissetta sui suoi rapporti con Berlusconi e Dell’Utri e fa slittare la (probabile) archiviazione del processo per concorso in stragi mafiose. Ah, tutto a un anno dalle elezioni…

Berlusconi è stato archiviato sei volte in trent'anni di indagini sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi di mafia. Ma come è andata davvero? La nascita di Fininvest, i rapporti con Cosa Nostra e tutte le domande fatte in questi anni dai gioralisti

di Michele Larosa Michele Larosa

le stragi e i "mandanti occulti"

Berlusconi è stato archiviato sei volte in trent'anni di indagini sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi di mafia. Ma come è andata davvero? La nascita di Fininvest, i rapporti con Cosa Nostra e tutte le domande fatte in questi anni dai gioralisti

Ok, ma chi ca**o è Salvatore Baiardo, il “non pentito” di mafia al centro del caso Giletti-Non è l’Arena? [VIDEO]

di Matteo Cassol Matteo Cassol

La chiusura del programma

Ok, ma chi ca**o è Salvatore Baiardo, il “non pentito” di mafia al centro del caso Giletti-Non è l’Arena? [VIDEO]

Tag

  • Mafia
  • Cosa Nostra
  • Giovanni Brusca
  • Silvio Berlusconi
  • Marcello Dell'Utri
  • Firenze
  • strage di capaci
  • Massimo Giletti
  • pentiti
  • Giustizia
  • cronaca giudiziaria
  • Forza Italia

Top Stories

  • Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana

    di Michele Larosa

    Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana
  • Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141
  • Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”

    di Domenico Agrizzi

    Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)
  • Abbiamo trovato l'intervistatore di Ranucci in Zimbabwe: “Mi hanno contattato i suoi avvocati in Africa (gli stessi di Lavitola e Neutralia)”. Intanto Ben Chimutengo annuncia querela, e da Giletti arriva un'altra bordata

    di Michele Larosa

    Abbiamo trovato l'intervistatore di Ranucci in Zimbabwe: “Mi hanno contattato i suoi avvocati in Africa (gli stessi di Lavitola e Neutralia)”. Intanto Ben Chimutengo annuncia querela, e da Giletti arriva un'altra bordata

di Michele Larosa Michele Larosa

Foto di:

ANSA

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Quel “porcone” di Ranucci. L’ex di Lavitola Natalia Potenza pesantissima sul giornalista e promette nuove rivelazioni sul rapporto tra il conduttore e il suo ex compagno, che nel frattempo resterà in carcere

di Michele Larosa

Quel “porcone” di Ranucci. L’ex di Lavitola Natalia Potenza pesantissima sul giornalista e promette nuove rivelazioni sul rapporto tra il conduttore e il suo ex compagno, che nel frattempo resterà in carcere
Next Next

Quel “porcone” di Ranucci. L’ex di Lavitola Natalia Potenza...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy