Non è stata gentile Natalia Potenza, l'ormai ex compagna di Valter Lavitola, nei confronti dell'anche lui ormai ex amico Sigfrido Ranucci. Volano gli stracci in casa Cefalù, con il padrone che ora, oltre a dover spiegare ai magistrati perché avrebbe messo una bomba sotto casa del suo fraterno amico, si ritrova anche a dover spiegare alla compagna perché una 44enne brasiliana, Adriana Linhares de Lucena, ai microfoni di Libero qualche settimana fa si è definita la sua fidanzata. Natalia Potenza ha già comunicato che, in caso di arresti domiciliari non accetterebbe un ritorno a casa, e anche in caso lavori socialmente utili non gradirebbe venisse utilizzato il ristorante. Ma per il momento il problema non si pone: Valter Lavitola non si muove da Rebibbia, lo hanno deciso questa mattina i magistrati confermando l'accusa dell'aggravante mafiosa.
L'argentina poi ha annunciato rivelazioni inedite sul rapporto tra il conduttore di Report e il patron del Cefalù, e si dice pronta a consegnare un esposto alla procura. Al Giornale la donna ha rivelato di ritenere che il giornalista avrebbe avuto un ruolo più significativo di quanto finora emerso, e che Ranucci avrebbe aiutato Lavitola anche in questioni personali, utilizzando Report per favorirne alcuni interessi. A venire in mente è subito l'intervista rilasciata da Ranucci al The Standard, settimanale dello Zimbabwe, dove nelle vesti di giornalista-investigatore gettava discredito su un “socio locale”, protagonista di una truffa ai danni di “imprenditori italiani” nel settore del carbon credit.
Libero nella giornata di ieri ha anche rivelato dell'esistenza di alcune chat fra la stessa Potenza e Laura Cianfoni, per qualcuno “fidanzata” di Ranucci (compresa Natalia Potenza che così l'aveva memorizzata sul telefono), per altri “amica”, per Ranucci “collaboratrice” (in che senso non si sa dato che Laura Cianfoni è una sindacalista). “Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la moglie di Lavitola” ha risposto il conduttore, che ha poi proseguito: “È stata mandata un'ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null'altro”. Una dichiarazione a cui ha fatto seguito la poco edificante risposta di Natalia Potenza tramite il suo avvocato a colloquio con Libero: “è un bugiardo. Ma io non lo sono e questo porcone mi sottovaluta”. Per completare il quadro sono anche spuntati gli screenshot di quelle famose chat, avvenute nel cuore della notte fra il 4 e il 5 luglio. A Roma i carabinieri hanno da poco effettuato la perquisizione che avrebbe poi messo Lavitola al centro di questa storia, gli amici “fraterni” parlano al telefono in una conversazione criptata su Signal in parte captata dalle microspie, e nel frattempo nella chat tra Laura Cianfoni e Natalia Potenza spunta prima l'ordinanza di arresto degli esecutori, poi un articolo di FanPage sul famoso “Corrado”. La conversazione riprende la mattina dopo con qualche convenevole.
Perché manda quell'ordinanza? E quell'articolo? Natalia Potenza, che sarebbe stata “presente alla telefonata”, dice che i due amici “discutevano degli alibi da fornire insieme sui loro rapporti”. Un'accusa pesante, che ora aspetta di fare anche di fronte ai magistrati da cui aspetta convocazione. Intanto ha annunciato di voler denunciare per diffamazione e calunnia Ranucci e Lavitola, e per i due si aggiunge l'ennesimo problema.