Il deputato Aldo Mattia di Fratelli d’Italia in sostegno al sì in un evento in Basilicata ha esortato chi lo ascoltava nella sua geniale orazione ad utilizzare il vecchio e collaudatissimo sistema clientelare “io ti ho aiutato su questo? E adesso tu aiuti me”. I colleghi alla fine dell’intervento addirittura applaudono. Ora il clientelismo politico non è reato finché non si dimostra il voto di scambio (che può anche essere mafioso in determinate circostanze), però diciamo che non è bello essere così espliciti. La politica è sia l’arte del tempismo che della parola. E questa a cui abbiamo assistito è arte povera, non certo raffinato pragmatismo e ragion di stato di andreottiana memoria. Ci duole dover fare i bacchettoni, ma la figuraccia è talmente grossa che nessuno dei deputati della coalizione di governo che abbiamo raggiunto telefonicamente, o persone vicine al partito per l’imbarazzo hanno voluto commentare la questione. Siamo allora passati all’opposizione per avere una spiegazione un po’ più esauriente di cosa sia un sistema clientelare a livello politico e perché questo sia, diciamo, il cancro della democrazia. Una mentalità corporativista radicata nella mentalità di certa politica provinciale disposta a tutto pur di mantenere il potere prima ancora di occuparsi dei problemi che affliggono realmente le fasce sociali che a questi sistemi si piegano per ottenere vantaggi dai Don Rodrigo di turno, padroni della miseria e interessati a mantenere uno status quo a loro favorevole. Matteo Hallissey, presidente dei Radicali Italiani e di +Europa, sempre criticatissimo per le sue azioni di provocazione nei confronti di settori chiusi e protetti dalla politica per creare consenso di tipo clientelare. Sono numerosi i casi per cui Hallissey è stato criticato, ma che poi hanno infine portato a risultati concreti, dalle campagne contro le concessioni senza gara delle spiagge in spregio all’applicazione della direttiva Bolkestein fino a quella contro le licenze per i tassisti. Hallissey ci ha spiegato, poi, come in verità il clientelismo politico investa tutti i partiti, da quelli d’opposizione a quelli di governo, dunque non è una storia di destra o sinistra, di sì oppure no al referendum sulla riforma Nordio (per la quale Hallissey voterà sì). Ma un problema, purtroppo, prettamente italiano. Il caso di Aldo Mattia ne è solo l’ultimo, triste, esempio.
Un caso assolutamente da condannare. Questa è stata una campagna referendaria che ha visto da tutte le parti, sia nei comitati per il sì che in quelli per il no toni veementi per cercare di propagandare le proprie posizioni. Per cui la riteniamo assolutamente grave e speriamo che tutti i cittadini che si recheranno al voto lo facciano il più possibile senza farsi condizionare dall’appartenenza di partito, dalle preferenze del leader che magari preferiscono, ma che lo possano fare sulla base delle idee in cui credono e giudicando nel merito il quesito. Anche per questo noi, pur facendo parte dell’opposizione al governo, credendo nel merito che questa riforma sia giusta e vada in una direzione positiva, votiamo favorevolmente e crediamo che tutte le forze progressiste e liberali non dovrebbero bocciare soltanto questo governo, che su tante altre questioni della giustizia ha un approccio panpenalista, un approccio che non condividiamo, in un tema del genere garantista da sempre per il nostro Paese.
Quali sono i sistemi clientelari di cui parla Aldo Mattia?
Mah, come sapete io da sempre combatto tutto ciò che riguarda i sistemi clientelari nel nostro Paese e anche tutti quei sistemi, i meccanismi corporativi che permettono ad alcune realtà di mantenere i propri privilegi in cambio di un rapporto con quei partiti di riferimento che tutelano queste lobby. Per cui sappiamo esserci modalità clientelari e corporative in tutti gli schieramenti, sia a destra che a sinistra, che ovviamente riguardano – e non concerne solo il Mezzogiorno – il legame tra alcune figure, soprattutto locali, che hanno un potere sul territorio e possono garantire degli interessi ad alcuni attori: imprenditori, associazioni, realtà e singoli cittadini che in qualche modo pensano che, invece di svolgere al meglio il proprio lavoro o poter accedere a dei servizi liberamente, per farlo nel nostro Paese debbano per forza andare a chiedere, andare ad avere un rapporto con esponenti politici soprattutto locali. Anche per questo vediamo un sistema locale e regionale del potere che, invece di avvicinare la politica al cittadino, avvicinare anche la singola persona alla politica in maniera positiva, ha creato un sistema corporativo clientelare terribile, che riguarda anche per esempio tutte quelle società pubbliche e società partecipate che dovrebbero gestire dei servizi importanti per il cittadino – energia, acqua, rifiuti – e che invece molto spesso vedono alla guida esponenti politici che vengono messi lì in queste dinamiche di potere. Sta accadendo anche in questi giorni con la nomina di centinaia di vertici di partecipate.
Nel caso specifico della Basilicata quali possono essere i sistemi clientelari di cui parla Mattia?
Questi sistemi clientelari, a mio avviso, sono ovunque molto simili, soprattutto in alcune regioni dove magari, per esempio, soprattutto le fasce più deboli, dal punto di vista in cui in alcune regioni per accedere a dei servizi anche banali – per farsi una tac, per accedere a dei servizi dal punto di vista sanitario e di cure – devono chiamare il politico di turno. Lo abbiamo visto anche con alcuni scandali negli scorsi giorni in Sicilia. Accade molto spesso soprattutto nel Mezzogiorno, ma in tutta Italia, che alcuni servizi fondamentali, anche quelli di cura, in qualche modo possano avere delle agevolazioni se c’è un legame con la politica ed è un fenomeno assolutamente terribile che c’è nel nostro Paese. Quindi riguarda sicuramente le fasce più povere in merito a dei servizi che dovrebbero ricevere, ma che in alcuni casi vengono veicolati attraverso un intermediario che è il politico locale. Dall’altro lato, però, vi sono anche grandi realtà imprenditoriali, associazioni che reputano di poter avere dei vantaggi, trarre dei vantaggi attraverso il legame con la politica locale e quindi sono disposti poi, nei momenti elettorali, a supportare il candidato di turno con una dinamica non sana. Anche per questo servirebbe una legge per regolamentare il lobbying in Italia, che ad oggi non c’è.
Di tutte le persone che abbiamo chiamato di area governativa nessuno ha voluto (o ha potuto) rispondere, anche sembra abbastanza chiaro quale sarà la posizione ufficiale di Fratelli d’Italia, ovvero, l’allontanamento di questa persona dalla politica. A prescindere da come uno scelga di votare al referendum, questa non dovrebbe essere la posizione di chi propaganda il sì
Credo che da tutti gli schieramenti politici molto spesso questa dinamica clientelare sia preponderante. Mi auguro che Fratelli d’Italia allontani questo soggetto che addirittura non soltanto la mette in atto ma la rivendica pubblicamente. Bisognerebbe però poi che ogni partito, soprattutto i grandi partiti d’Italia, su questo facesse una riflessione e indagasse anche al proprio interno, perché ci sono tanti partiti, anche del mondo progressista, che oggi si scandalizzano per questa dichiarazione di questo esponente di Fratelli d’Italia, ma che poi all’interno delle loro formazioni spesso vivono anche grazie a questi cacicchi locali, questi esponenti locali con particolare potere su una zona anche attraverso mezzi clientelari. Quindi di certo, soprattutto nei grandi partiti d’Italia anche di opposizione, non li ho visti tanti fare una buona riflessione.