Galleggia a bordo del suo mega yacht ormai refrigerato luogo di ricevimento per diplomatici e capi di stato tra le acque salate del Mare Nostrum. E’ l’ambasciatore americano in Italia e San Marino, Tilman Fertitta, che nella giornata di ieri non ha potuto approdare in Serenissima a causa delle proteste degli attivisti del Laboratorio Morion. Fertitta, oltre ad essere un eclettico diplomatico dispone di un patrimonio multimiliardario, patrimonio personale costruito tra ristorazione, hospitality e gaming, e di recente ha acquistato, in un’operazione stimata sui 17,6 miliardi di dollari, niente di meno che il Ceasars Palace di Las Vegas e tutta la Ceasars Entertainment, appartenuti alla più potente famiglia della città americana fondata sul gioco d’azzardo, quella dei Carano. Ormai è da un anno che è ambasciatore in Italia e questo frangente storico potrebbe rivelarsi il momento più adatto per entrare nel mercato del gioco fisico in Italia. Perché? Adesso ve lo spieghiamo, ma prima andiamo con ordine.
Mentre state leggendo questo articolo la sua mega imbarcazione contenente campo da basket e da tennis, si trova nel golfo di Napoli e sempre a bordo di questo yacht ha detto a un giornalista di Sky che “Meloni ha fatto un ottimo lavoro”, per gettare acqua sul fuoco sulla polemica tra la premier, Trump e Mark Rutte, primo ministro dei Paesi Bassi. In questi giorni, poi, Fertitta avrà firmato, si legge sui giornali, sì e no 2000 inviti per l’Independence Day che si terrà a Villa Taverna.
Chissà se in mezzo ai suoi pensieri sarà balenata anche l’idea di aprire un casinò in Italia. Dicevamo, il momento è fra i più adatti, dato che, come si legge su Repubblica, in Italia circola la bozza di un decreto legislativo sull’indizione di gare per il rinnovo delle concessioni di licenze nel settore del gioco fisico. La Commissione Europea ha più volte sollevato obiezioni all’Italia sulle modalità di rinnovo delle licenze e sull’assenza di avvisi pubblici a proposito. Dossier di cui, da febbraio, si sta occupando il governo su impulso del viceministro alle finanze Maurizio Di Leo, al lavoro per un decreto omnibus per chiudere, oltre alla riforma fiscale, il decreto sul gioco d’azzardo fisico di cui, in queste ore, sta circolando la bozza. Questa accelerazione nel processo legislativo è dovuta principalmente al timore del governo Meloni di suscitare l’attivazione di una procedura d’infrazione in misura analoga rispetto a quanto accaduto per i balneari. Situazioni controverse come quella riguardante il Casinò di Saint-Vincent, partecipato dalla Valle d’Aosta, stanno suscitando parecchio clamore nell’ambiente data la contingenza con la rivoluzione legislativa che dovrebbe seguire al decreto. Il casinò, esempio perfetto, è infatti alle prese con una cinematografica indagine da parte del Tribunale di Torino per sospetti riciclaggio e false fatturazioni a cui è conseguita l’amministrazione giudiziaria. In questo caso tutta l’opposizione in consiglio regionale, in particolare il consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi ha ventilato l’ipotesi della privatizzazione del Casinò in questione, oltre a chiedere, come prevedibile, chiarimenti al presidente della regione Renzo Testolin che dispone di delega al Casinò. Ecco, ci troviamo dunque di fronte ad un’imminente rivoluzione nel settore dove nuovi attori si affacceranno pronti a cogliere la palla al balzo e perché no, l’ambasciatore Tilman Fertitta potrebbe a questo punto sbarcare in Italia nel settore del gioco fisico, sempre che a Venezia gli attivisti… lo lascino attraccare.