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20 luglio 2026

RaiSport, cambia Fratello d’Italia (da Petrecca a Lollobrigida) ma restano le solite figure di me**a? Il tweet ufficiale durante il Tour De France: “E chi m’ammazza? Mario Roggero”

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

20 luglio 2026

Che bello il Tour De France, "e chi m'ammazza? Mario Roggero". Twitter regala perle e figuracce che nella Rai Sport già di Petrecca, ora sotto la guida del fratello di Marco Lollobrigida, a quanto pare piacciono tanto

Foto: Ansa

RaiSport, cambia Fratello d’Italia (da Petrecca a Lollobrigida) ma restano le solite figure di me**a? Il tweet ufficiale durante il Tour De France: “E chi m’ammazza? Mario Roggero”

“Cocomero ghiacciato e tappa di montagna al Tour de France. E chi m’ammazza? Probabilmente Roggero”. Questo è il post di Twitter strappa lacrime (di risate) che viene proiettato nella diretta del Tour de France su Rai2 nella giornata di ieri. Lo ha notato il giornalista Massimo Falcioni, che ha ritwittato la notizia, domandandosi cosa ne pensasse il direttore della testata. In questa calda estate, mentre i ciclisti soffrono la fatica delle salite ma si godono il fresco tra i tornanti dell’Alta Savoia, nella redazione di Rai Sport in viale Mazzini, che segue la diretta, l’ennesima cappellata – cose che succedono. Eppure sembra che su Telemeloni e sul governo aleggi la nuvoletta dell’impiegato di fantozziana memoria, oppure qualche ben più grave maledizione. Dopo la sostituzione in corner di Maurizio Petrecca per il suo strafalcione da 217mila euro all’anno alla presentazione delle Olimpiadi invernali a Milano, è subentrato al suo posto Marco Lollobrigida, lontano parente dell’attuale ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, cognato di Giorgia Meloni.

Marco Lollobrigida Ansa
Marco Lollobrigida, direttore Rai Sport Foto Ansa

Tutto in famiglia, verrebbe da dire, ma sarebbe la solita banalità che la stampa, appena nominato il Fratello d’Italia alla direzione di Rai Sport, si era voluta risparmiare. Ora certamente l’errore umano appartiene a tutti e chi ne è scevro, scagli la prima pietra. Fare i bacchettoni non ci appartiene. Però è tutto bellissimo. Da un lato Matteo Salvini che alla riunione preliminare a Pontida si ritrova davanti una marea di sedie vuote, e ciò nonostante da buon ministro dei Trasporti si è teletrasportato, come ai bei vecchi tempi, due volte davanti al carcere di Bollate per invocare la candidatura al Parlamento europeo di Mario Roggero. Nel frattempo Meloni si è congratulata con le forze dell’ordine poco prima che Abderrahim Fakir morisse sotto il peso degli agenti al Pilastro, alla George Floyd.

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Il Tweet incriminato Rai 2

Poi lo stalinismo in Rai che va per la maggiore: Pietrangelo Buttafuoco – pericoloso bolscevico musulmano e benevolente verso la Russia in quel di Venezia – presidente della Biennale e prezioso intellettuale conservatore, fatto fuori insieme al suo Lupus in Fabula in fascia dorata di Rai Radio 1 come un qualsiasi schiavo con contratto da collaboratore esterno – chissà gli schiavi allora come li trattano. Poi Adolfo Urso che, incurante di quel che potrebbe essere inteso dalla stampa estera – spoiler: censura – chiede un audit interno alla Rai sulle fonti utilizzate da Sigfrido Ranucci di Report per le sue inchieste sul potere. Insomma, tutto nella regola: l’importante, come sempre, è fare finta di niente. La strategia decisamente più efficace.

https://www.youtube.com/watch?v=T6on1N3RSzk&t=20s

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