Vale la pena ripetere che se Ranucci non fosse Ranucci, per un’uscita come quella a Cartabianca, programma con uno share del 3%, contro un ministro, insomma se Ranucci non fosse il bomber di Report, il Capitano/Capitone del giornalismo, avrebbe concluso la carriera. Uno che non è Ranucci e fa questo lavoro, magari come Ranucci o meglio di Ranucci, per un’uscita come quella lì verrebbe divorato vivo. Rimarrebbero vestiti e ossa all’angolo di una qualsiasi redazione senza santi in paradiso, con editori liberi e indipendenti, e quindi in Italia debolissimi e soli. Vale la pena anche di dire che Ranucci a questo giro è andato talmente oltre da essersi praticamente sconfessato da solo, prima dicendo che quella del ministro in Uruguay era “una pista che stiamo verificando”, e dunque non verificata al momento in cui l’ha detta, e poi dimostrando di non sapere neanche ciò di cui parlando, tanto da non avere idea se l’illazione contro Nordio si riferisse al 2026 o ad anni precedenti. Una spacconata del genere senza basi in diretta televisiva irriterebbe qualsiasi editore. Ora, visto che Ranucci, nonostante il fascismo, la dittatura, l’attacco alla libertà di stampa eccetera eccetera, lavora per la Rai, cioè la tv pubblica, è normale che sia la Rai a scaricarlo, dicendo che non gli coprirà le eventuali spese legali nel caso in cui il ministro decidesse di denunciarlo. E vorrei ben vedere.
Un giornalista che rapporti ha con il proprio datore di lavoro? Intanto di mutuo rispetto. Ti faccio pagare il minor quantitativo di spese legali giustificate possibili, in cambio quando serve l’editore paga e aiuta il giornalista. Ma se il giornalista parla in libertà viola in sostanza l’accordo di stima reciproca e di rispetto che dovrebbe esserci. Quale editore pagherebbe per dei deliri gratuiti a favore di telecamera (e pure su un’altra emittente)? Ricapitolando: Ranucci ha sbagliato su tutta la linea, giornalisticamente e nei confronti di chi lo stipendia. La sua azienda, in questo caso la Rai, ha fatto bene a richiamarlo e dirgli che non pagherà eventuali spese legali. Ora tocca a Nordio fare la cosa giusta: non denunciarlo, perché denunciare per diffamazione è comunque volersi rifare sulla libertà di parola altrui, anche la libertà di dire cazzate. È difficilissimo, se non impossibile, tollerare chi ci infama e diffama. Ma è uno sforzo necessario per progredire in senso civile. Per lo stesso motivo non ha senso multare chi bestemmia, perché la bestemmia va smontata proprio tollerandola, proprio accettandola. Punire chi bestemmia è come punire chi parla in libertà e offende o diffama. Può sembrarci giusto ma non lo è, e poi non è neanche efficace. Quindi sì, a Nordio non servono i soldi di Ranucci e a Ranucci non serve “imparare una lezione”, tanto quella lezione lì, uno come lui, non la imparerà mai. E forse va anche bene così.