Rocco Casalino fa un passo indietro. Nel senso che torna sulla sua strada: alla politica, dopo meno di un anno di assenza. Solo nel novembre del 2025 aveva lasciato la gestione della comunicazione del Movimento 5 Stelle per diventare direttore di un giornale online. “Potrei fare come Cerno” aveva detto, paventando l'ipotesi di una carriera televisiva. Ma il digiuno politico è durato poco. L'ex eminenza grigia di Giuseppe Conte riscende in campo, lo fa da Ceglie Messapica, il borgo in provincia di Brindisi dove è cresciuto. Riparte dal basso, dalle elezioni comunali, e neanche come sindaco, ma come consigliere: “Credo che si debba partire dal livello locale. Far vincere, nei comuni, le forze che si oppongono a queste destre significa iniziare a costruire il terreno per le prossime elezioni politiche. Ogni vittoria locale contribuisce a generare un’onda positiva che rafforza un fronte largo contro una deriva che considero pericolosa e dannosa per il Paese”.
L'obiettivo? Il solito, salvare la democrazia e contrastare l'avanzata delle destre: ”Sono convinto che questo sia un momento storico in cui non si può restare neutrali né sottrarsi: bisogna scegliere se limitarsi a osservare la crescita di queste destre o lavorare per indebolirle”. Poi continua: “Tra due anni si voterà il capo dello Stato e potrebbe essere realisticamente Ignazio La Russa il prossimo presidente della Repubblica, che fa ancora dichiarazioni che richiamano il fascismo, cose che pensavamo superate. Dopo Mattarella avere La Russa: questo scenario è un pericolo vero”. Insomma, da Ceglie Messapica alle sorti del Colle il passo è breve. In attesa di contrastare l'avanzata dei fascisti si accontenterà di rovinare le vacanze estive di Giorgia Meloni: “Ceglie ha un valore nazionale. Avere un sindaco di sinistra a Ceglie significa che Meloni, quando verrà l’estate, sarà accolta con gli onori istituzionali ma da un sindaco di centrosinistra: un segnale che anche la ‘sua’ Ceglie l’abbandona”.
Chissà se, almeno nel piccolo comune pugliese, Casalino riuscirà a farsi spazio oltre il pregiudizio, oltre quell'infame marchio da ex gieffino che lo avrebbe reso una personalità divisiva all'interno del Movimento: “E mi feriscono ancora oggi, dopo 10 anni di militanza integerrima continuo ad essere vittima di uno stupido pregiudizio”. Movimento che avrebbe lasciato in polemica con la linea politica, ormai lontana da quella originale, ma in Puglia sarà comunque candidato in una lista di centrosinistra che comprende anche esponenti del pentastellati. Che Casalino abbia trovato la sua dimensione o stia semplicemente aspettando il momento giusto per tornare sul palcoscenico più grande? In fondo, anche i grandi ritorni hanno bisogno di un primo atto.