Questo festival è una vera democristianata. Ci volete spiegare per quale motivo un meraviglioso bacio lesbico dev’essere censurato con un allargamento di camera? Ma dove siamo, in Iran? Quell’Iran che Donald Trump nel giro di 48 ore parrebbe pronto a bombardare con gli F22. No, siamo a Sanremo, è il 2026, ma sembrano gli anni quaranta. In questa serata delle cover ci sono degli ottimi pezzi come ad esempio Ditonellapiaga con Tony Pitony e Andamento Lento di LDA con il mitico Tullio De Piscopo, che è un grande e io personalmente lo amo alla follia. Sembra però che la scolaresca abbia preso un bus per una vacanza insieme ad un gruppo di anziani che con la parrocchia vanno per 3 giorni al mare. C’è un’aria un po’ anziana. Ma cosa ti piace, a te, veramente nella vita? L’odore della casa dei vecchi. Basta ammetterlo, però pure la fessa. E allora spiegatemi perché dovete censurare un dolce e sensualissimo bacio lesbico. Ma Carlo Conti, regista, direttore generale, mamma Pausini, perfavore, perché? Perché avete deciso che non dobbiamo godere? Non domandiamo un inno all’autoerotismo, ma perlomeno un po’ di edonismo. Ennò.
Ringraziamo Dio che a parlare di matrimonio e di amore eterno non c’è un prete, ma il mitologico Sal Da Vinci che potrebbe fare una canzone anche sui vecchietti che guardano i cantieri ed i teatri, gli stadi esploderebbero in boati di entusiasmo come fossero di fronte a Maradona. Ma perché queste scelte? Perché con questo Sanremo Carlo Conti ha deciso che quello che il Festival è stato per la sua memoria va consegnato ai propri figli, alle nuove generazioni, tramite un passaggio di testimone che lo preservi tale e quale. Ecco perché i duetti tra cantanti che hanno l’uno l’età il doppio dell’altro. Ecco perché il vecchio Kabir Bedi che stringe la mano a Can Yaman. Ecco perché figli d’arte come Tredici Pietro e LDA con i loro pezzi tentano di superare i propri padri, rispettivamente Gianni Morandi e Gigi D’Alessio, ma al tempo stesso vi duettano (Tredici Pietro) nella serata delle cover perché ambiscono a prendere il posto istituzionale che hanno rappresentato per lo Stato d’Italia. Epperò va fatto come dice nostro padre Carlo Conti. D’altronde è il suo ultimo Sanremo, la sua ultima festa e dunque tutti gli egoismi, i suoi tabù vanno rispettati, vanno tollerati perché d’altronde è la sua festa di addio a questa città incantata.
E’ la sua festa di pensionamento e dunque tutti i personaggi che hanno popolato la sua vita, nonostante le dentiere devono ballare con le prossime generazioni, perché queste nuove leve conoscano cosa è stato il suo tempo, un tempo dove la censura passava più che altro dal Vaticano. E allora un bacio tra donne oggi non può più essere. Siamo passati dal bacio omoerotico di Fedez e Rosa Chemical spadellato in primo piano ad una totale censura di un innocente bacio lesbico estremamente sensuale. Tutto il woke degli anni scorsi va lavato via, bisogna creare dei precedenti per una nuova era di perbenismo. Un perbenismo che non è più quello laico delle casalinghe di Voghera che Ivano Fossati criticava in “Cara Democrazia”. Ora è tempo di un perbenismo clericale che vada oltre il laicismo, ma che affondi le sue nuove radici addirittura nella teologia. Nel dogma cattolico. Abbiamo tanto criticato la tv de sinistra, ma questa è così simile seppur con tinte più virili da dare molta tristezza.