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L'ultima telefonata prima di essere arrestato Valter Lavitola l'ha fatta a MOW: “Se sono stato io è stato anche Ranucci”. E dietro la chiamata una serie di affari in Africa
Saviano, Saviano, Saviano... Possibile che cadi sempre nella solita leggerezza? Possibile che noi, un'umile “testata online”, dobbiamo venire a spiegare a te, emblema della resistenza, le basi deontologiche del mestiere del giornalista? “Il giornalista: (…) b) cita le fonti, salvo nel caso in cui chiedano espressamente di rimanere riservate”. Lo dice l'articolo 18 del Codice deontologico, e allora perché fai un video di 55 minuti su “Lavitola e i messaggi in codice dal carcere: la confessione su Ranucci” pescando a piene mani dalla nostra inchiesta sul carbon credit senza citare mezza fonte? Né nel video, né nei titoli, né in descrizione.
Saviano parla di carbon credit, di Chimutengo, parla addirittura per circa 10 minuti della chiamata che ci ha fatto Valter Lavitola prima di essere arrestato, la analizza completamente, ma la introduce genericamente: “scrive a una testata online”. Senza un nome, un cognome o un minimo di dignità professionale. E il discorso, come per noi, vale anche per tutte le altre testate interessate, una su tutte Il Fatto Quotidiano, altro archivio open source di mister Gomorra.
È un vizietto antico di Saviano, anzi, sarebbe da dire quasi il suo peccato originale, visto che il suo primo ed enorme successo letterario, Gomorra, conteneva tre brani caratterizzati da una vera e propria “illecita appropriazione plagiaria”, riportando “quasi integralmente” articoli originali usciti su Cronache di Napoli e il Corriere di Caserta, ovviamente senza citare la fonte. E non lo diciamo noi, non è malignità, lo ha messo nero su bianco la Cassazione giusto poco tempo fa, condannandolo a risarcire per 10mila euro Libra, editore dei giornali in questione.
E se non bastasse la Suprema Corte ci ha pensato anche la stampa d'oltreoceano a certificarne la vocazione al riciclo creativo. Nel 2015 il Daily Beast dedicò un'inchiesta firmata da Michael Moynihan proprio a ZeroZeroZero, il secondo grande successo di Saviano: pagine intere del libro, sosteneva Moynihan, riprendevano quasi parola per parola articoli di testate come il Los Angeles Times, il salvadoregno El Faro e persino una voce di Wikipedia sui narcos messicani, senza mai citare la fonte.
Visto il trend dei suoi primi due libri speriamo solo che non gli venga l'ispirazione per un nuovo romanzo d'inchiesta basato sulla vicenda Ranucci-Lavitola. Nel caso, il titolo glielo suggeriamo noi: “Zero Citazioni Zero” (tranquillo Roberto, niente diritti d'autore, è un omaggio). In compenso nei commenti si è beccato le belanti adulazioni per il “coraggio”, la “resistenza”, la “libertà”: liberi di non citare. D'altronde la proprietà intellettuale è roba da kasta.
Comunque, caro Saviano, noi 10mila euro non te li chiediamo, ma un consiglio spassionato: la prossima volta prova a scrivere il nome per esteso, è anche corto, ci vuole poco e costa ancora meno, sicuramente meno di quanto ti ha spillato Libra editore (e della figura di m*rda).
Firmato: una testata online