Di Federica Torzullo, 41 anni, non si hanno notizie dalla sera dell’8 gennaio, ma è per omicidio che si indaga. E il principale sospettato è il marito, Carlo Carlomagno. Nelle sue ricostruzioni, come su MOW abbiamo già raccontato, ci sono vuoti, anche temporali, che adesso pesano tantissimo. Perché si sono trasformati anche in qualcosa di concreto, visto che nella villetta dove la donna viveva con il marito sarebbero state trovate tracce di sangue, invisibili a occhio nudo ma emerse grazie al luminol, concentrate tra il soggiorno e l’ingresso dell’abitazione. Secondo gli inquirenti, quelle tracce non solo ci sarebbero, ma risulterebbero anche ripulite. Quel sangue appartiene davvero a Federica? E, soprattutto, quando è stato versato? I campioni saranno comparati con il Dna della donna, ma anche un eventuale riscontro positivo non basterebbe, da solo, a collocare i fatti nelle ore della scomparsa. Serve una ricostruzione che regga. O che, magari, porti a una confessione.
Il nodo centrale resta il buco temporale della mattina del 9 gennaio. Carlomagno esce di casa alle 7, si presenta in ditta solo intorno alle 10. In mezzo, tre ore che gli investigatori stanno cercando di ricostruire minuto per minuto. Anche passando al setaccio la centralina del furgone che era solito guidare. Velocità. Distanze. Tempi di guida. Tempi di sosta. Tutti dettagli che potrebbero dire fino a dove quel mezzo si è spinto e se compatibilmente con quei chilometri esiste un luogo dove cercare ciò che, al momento, non c’è: il corpo di Federica. A complicare la posizione del marito ci sono le testimonianze. Un collega ha raccontato di averlo visto, quella stessa mattina e poi nel primo pomeriggio, nel deposito dei mezzi edili, intento a lavare il cassone di un camion con un tubo dell’acqua. Un gesto che, preso da solo, non significa nulla. Ma che, inserito in un contesto di sospetti, diventa pesante. I carabinieri hanno infatti esteso i rilievi con il luminol anche ai veicoli e ai capannoni della ditta.
C’è, poi, anche il fronte digitale. Il cellulare di Federica è sparito, ma dal suo account risultano partiti messaggi verso la madre tra le 7.40 e le 8.06 del 9 gennaio. Gli investigatori stanno cercando di geolocalizzare il computer della donna, ipotizzando l’uso di Whatsapp Web dall’interno dell’abitazione. Un dettaglio tecnico che, se confermato, avrebbe un peso enorme nella ricostruzione, visto che c’è il sospetto che quei messaggi non siano stati inviati da Federica.. La madre della donna l’ha detto sin dal minuto zero e la famiglia non ha mai creduto all’allontanamento volontario.
Non ci crede neanche un po’ anche l’uomo con cui Federica, nell’ultimo periodo, aveva intessuto una amicizia particolare dopo la decisione di separarsi dal marito. Sì, gli inquirenti sono risaliti anche a lui: un uomo residente ad Ascoli, già ascoltato in più occasioni e al momento ritenuto estraneo ai fatti. Un legame, quello tra i due, che s’era fatto sempre più stretto e che potrebbe essere stato all’origine di un ultimo, fatale, screzio in casa. Resta da chiarire, infatti, se il marito fosse a conoscenza della relazione della moglie e se questa abbia avuto un peso, diretto o indiretto, nella catena di eventi che ha preceduto la scomparsa.