Ma Leonardo Maria Del Vecchio non ce l’ha uno strategist? Un consulente? Un amico? Un parente? Qualcuno che gli dica che sarebbe meglio non aprisse bocca, perché ogni volta che lo fa, fa figure di mer*a. E te lo diciamo col cuore, Leonardo, basta, perché ti sei messo in testa di fare il Berlusconi, ma hai la dialettica di Zeman.
Dopo la disastrosa intervista alla Gruber e quella “riparatrice” (che non ha riparato un granché) dagli amici di Pulp, ieri LMDV (che questo sì, è un acronimo figo) è stato ospite a Password su RTL 102.5, in un’intervista imbarazzante, per non dire tragica, per non dire comica... Sì, perché il rampollo di Luxottica è incapace di rispondere alle domande. Esita, si blocca, deve essere incalzato dai conduttori, parla a velocità 0,5x e il 90% delle risposte che dà farebbero invidia alle supercazzole di Ugo Tognazzi.
Un’intervista che fa, ovviamente, con l’intento di autoincensarsi dopo aver annunciato l’intenzione di acquistare il Fatto Quotidiano, rilanciando la tesi, già buttata lì dall’amico Fedez e dal Giornale di cui detiene il 30%, di volerlo “salvare”. L’OPA al Fatto Quotidiano, dice, è un grande onore, la possibilità di salvare un brand storico. Ma Nicoletta, la conduttrice, gli fa notare un piccolo dettaglio: “Ma hai un problema, Leonardo, non te lo vendono”. LMDV, però, non si fa scoraggiare: “è solo una prima reazione”. Ci sarebbe da andarlo a dire a Travaglio. Ah, a proposito di Travaglio, dice di stimarlo profondamente, anche se su X appena qualche giorno fa definiva i giornalisti del Fatto “ratti del giornalismo”, forse tutti eccetto il direttore. E dice di stimarlo così profondamente che prima della famosa intervista a Otto e mezzo avrebbe chiesto a Lilli Gruber la presenza di Travaglio, ma il suo ufficio stampa ha preferito evitare. Quindi qualcuno con un minimo di senno c’è... “Ma comandi tu, non l’ufficio stampa”, gli fanno notare in radio. “L’ufficio stampa non credeva abbastanza in me”, risponde Del Vecchio, e, visto l’esito di quella intervista, l’ufficio stampa non aveva tutti i torti.
Poi la vetta dell’imbarazzo viene raggiunta quando in collegamento telefonico si aggiunge Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, per dire che bravo editore sia Del Vecchio, su domande dello stesso Del Vecchio. L’editore che intervista la direttrice: cringe quasi quanto Scanzi che si fa intervistare dalla sua compagna. A un certo punto Del Vecchio si dimentica persino il nome della radio, che poi sono tre lettere: non ci vuole nemmeno tanto. Insomma, se avete venti minuti, godetevela. Sì, dico venti minuti sebbene l’intervista ne duri trentacinque, perché per la vostra salute mentale e uditiva è caldamente consigliato ascoltarla in 2x. Se la salvezza del giornalismo passa da Leonardo Maria Del Vecchio, be’, siamo messi proprio male. Che imbarazzo.