Il vescovo va alla mensa dei poveri con la Tesla. Ma come doveva andarci a piedi? Semmai il vescovo di Alessandria poteva comprarsi una macchina migliore della Tesla... Queste sono le accuse mosse dai fedeli a Guido Gallese, alla guida della diocesi di Alessandria da circa 14 anni. Sotto indagine ci sarebbe la “bella vita” del prelato: l'acquisto della Tesla per l'appunto, poco consona a un sacerdote, i viaggi in Sudamerica per fare kitesurf. Uno stile di vita "allegro" che ha innescato l'indignazione della comunità. Le lettere dei fedeli alla Santa Sede hanno fatto scattare per Gallese la visita del cardinale Giuseppe Bertello, inviato dal Dicastero dei vescovi a indagare sull’operato del monsignore. Il nome della rosa, ma stavolta l'Anticristo è incarnato dalle macchine elettriche.
Ma davvero ci scandalizziamo perchè un prete è un po' fuori le righe? E poi magari i delatori sono gli stessi che urlano alla modernizzazione della Chiesa. Lo stipendio di un vescovo si attesta intorno ai 3.000 euro mensili, più o meno quanto un dirigente della Pubblica Amministrazione. La famigerata Tesla invece, a giudicare dalle foto, sarebbe una Model 3, la berlina “economica” della casa di Musk. Una Model 3 nuova oggi costa dai 36.990 euro della versione base ai 57.490 della versione Performance. Meno di una Mercedes Classe A. Desterebbe scandalo un dirigente regionale con il Classe A? Non credo, senza contare che il vescovo ha molte meno spese. Non paga affitto, utenze, spesso anche il vitto è coperto dall'autorità ecclesiastica. Del suo stipendio monsignor Gallese una buona parte se la mette in tasca.
Anzi, il vescovo attraverso il suo portavoce si difende, la Tesla sarebbe una diretta applicazione dei dettami di Papa Francesco. Il pontefice infatti con la sua enciclica Laudato Si' parlò di ecologismo, danni ambientali e cura della Terra come “casa comune”. “Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno per raggiungere ogni angolo della diocesi e per i suoi impegni con la Conferenza episcopale italiana e regionale. Scegliere un’auto elettrica è stato un investimento consapevole sulla sostenibilità, grazie all’abbattimento dei costi di carburante e manutenzione. L’auto comunque non è stata acquistata dalla Diocesi. Capisco che possa fare impressione vedere un vescovo su un mezzo simile, spesso associato al lusso, ma è una scelta di efficienza”. Le vie del Signore sono infinite, meglio non inquinare. Una raffinata paraculata, ma che mette in luce il cortocircuito della polemica. Eco-hippie sì, ma se sei un prete forse è meglio di no.
Semmai il problema, che i titoloni dei giornali stanno tralasciando, sarebbe quello relativo ai bilanci della Diocesi, che da qualche anno non vengono pubblicati. “È naturale che un passaggio così autorevole porti con sé domande sui temi economici, da sempre uno degli argomenti più scandalosi quando si parla di Chiesa. Negli anni, purtroppo, abbiamo sentito cronache bruttissime e capisco che il sospetto possa essere un riflesso legittimo. Quello che posso dire con assoluta serenità è che sicuramente anche i bilanci verranno visionati, ma dubito che troverà un segno “meno” in fondo” dice il portavoce di Gallese. L'attenzione è ricaduta su alcuni lavori di ristrutturazione, a cominciare dall’attuale alloggio del vescovo, nello storico convento che fu dei frati cappuccini, e il nuovo Collegio Santa Chiara, dove ora vengono ospitati (paganti) gli studenti universitari. Il portavoce ancora difende: “ Gli investimenti sul Collegio Santa Chiara e su Casa San Francesco sono sotto gli occhi di tutti e sono stati realizzati grazie al fondamentale sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria. Siamo di fronte a una gestione che non ha paura della luce ma che anzi trova nel controllo un’occasione per confermare la bontà del cammino intrapreso”.
Giusto certo controllare i bilanci, ma se non dovessero trovare nulla di sbagliato ci troveremmo semplicemente di fronte a un vescovo dinamico, quasi futurista. Celebra la velocità, il dinamismo, il progresso. Non può fare che bene a un'istituzione vetusta come la Chiesa. Ma che poi, davvero i problemi della Chiesa oggi sarebbero il surf e la Tesla? Il vescovo che desta scandalo è quello che fa i viaggi in Sudamerica? Forse ci sarebbero cose più serie a cui pensare. Noi di MOW possiamo solo consigliare al monsignore di rivedere i suoi gusti in fatto di auto...