image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Siamo l’Italia o il Vaticano? I quattro poliziotti indagati per i fatti di Rogoredo trasferiti come la Chiesa fa con “certi” preti. Intanto Cinturrino…

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

  • Foto di: ANSA

27 febbraio 2026

Siamo l’Italia o il Vaticano? I quattro poliziotti indagati per i fatti di Rogoredo trasferiti come la Chiesa fa con “certi” preti. Intanto Cinturrino…
Se davvero basta cambiare corridoio per lavarsi la coscienza, allora non siamo uno Stato ma una sacrestia con le mostrine: via dalla strada, via dagli occhi, in attesa che il rumore si spenga. Tutto formalmente ineccepibile, per carità, ma c’è di mezzo un morto ammazzato, ci sono di mezzo persone che vestivano (e vestono) il Tricolore e, soprattutto, c’è di mezzo una fiducia (già tradita) che non si trasferisce con un ordine di servizio

Foto di: ANSA

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

“Affrontare le fiamme è pericoloso, spostare il fumo portando altrove i tizzoni ancora incandescenti, invece, è prudente e l’effetto che si ottiene, anche se più lento, è lo stesso: spegnere il fuoco”. Nel mestiere del raccontare, soprattutto quando si fa cronaca, la regola prima è sempre la stessa: mai metterci niente di personale. Però quella frase, ascoltata tempo fa in una intervista a un uomo di Chiesa, è tornata prepotentemente in testa adesso. Il motivo? I quattro poliziotti indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento nell’inchiesta sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, non sono stati sospesi. Non sono stati rimossi in via cautelare. Sono stati trasferiti. Destinati a altri incarichi non operativi: lontano dalle volanti, lontano dal contatto con il pubblico, “a disposizione dell’ufficio personale”. Insomma: scrivanie, ingressi da sorvegliare, scartoffie. Altrove come tizzoni incandescenti che devono fare fumo dove risulta meno visibile.
Il provvedimento è stato disposto dal questore di Milano, Bruno Megale, pochi giorni dopo l’arresto dell’assistente capo Carmelo Cinturrino, oggi detenuto a San Vittore con l’accusa di omicidio volontario. La custodia cautelare in carcere è stata confermata dal gip Domenico Santoro, che ha parlato di concreto rischio di inquinamento delle prove e di condizionamento dei colleghi. Roba seria, se si considera che c’è di mezzo un morto ammazzato e che proprio su ciò che è accaduto nei minuti successivi allo sparo si gioca una parte decisiva dell’indagine coordinata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo aver colpito Mansouri, Cinturrino avrebbe inscenato una legittima difesa. Una riproduzione di Beretta 92 recuperata in commissariato e collocata accanto al corpo. I soccorsi chiamati 23 minuti dopo lo sparo. Ventitré minuti che motivano l’accusa di omissione di soccorso proprio nei confronti dei quattro colleghi presenti quella sera. Uno di loro sarebbe tornato in ufficio per prendere l’arma finta. Due avrebbero ammesso di conoscere da tempo i “metodi spicci” dell’assistente capo, senza però aver mai formalizzato segnalazioni lungo la catena di comando. Si valuta anche l’omessa denuncia. Tutto da verificare, tutto da provare, in una fase in cui le responsabilità individuali sono ancora oggetto di accertamento.

20260227 130703361 4897
Abderrahim Mansouri e Carmelo Cinturrino

Ma è innegabile che ciò che emerge è già così devastante per l’immagine dello Stato. Cinturrino, soprannominato “Luca Corvetto” tra Rogoredo e il Corvetto, viene descritto in diversi racconti come uno che nei boschetti dello spaccio si muoveva con metodi poco ortodossi: pestaggi, pressioni, presunte estorsioni. Racconti che gli investigatori stanno valutando con cautela, distinguendo, come doveroso, le illazioni dalle circostanze riscontrabili visto che comunque molte soffiate arrivano da quel mondo dello spaccio in cui le parole corrono veloci e spesso senza prove. Ma il solo fatto che si parli di un clima, di un ascendente, di una paura diffusa tra colleghi più giovani, apre un problema che va oltre la singola notte. Oltre il singolo episodio. Oltre, insomma, una misura disciplinare nei confronti dei quattro colleghi di Cinturrino oggi indagati che è stata definita “dura”, ma che “dura” non è. Neanche un po’.
Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha spiegato che l’iter per la destituzione di Cinturrino non attenderà l’eventuale rinvio a giudizio: “Chi tradisce la nostra missione tradisce il giuramento di fedeltà alla Repubblica”. In parallelo si lavora a un azzeramento dei vertici del commissariato di via Quintiliano, una rifondazione della catena di comando per isolare il problema e ripartire. Tutto formalmente corretto. Tutto rispettoso della presunzione di innocenza e dei tempi del procedimento disciplinare, anche per evitare ricorsi e annullamenti. Ma la sostanza politica — e simbolica — è quello che è. Perché trasferire non è sospendere. Spostare non è fermare. La prudenza è amministrativamente ineccepibile, ma agli occhi dell’opinione pubblica, rischia di somigliare a uno spostamento di pedine, tipico della Chiesa coi preti pe*ofili, più che a una decisione vera. Chiara. Netta. Siamo l’Italia delle garanzie o il riflesso di un meccanismo antico, quello per cui si cambia parrocchia per guadagnare tempo? Meritiamo risposte da cittadini italiani o da fedeli di quello Stato dentro il nostro Stato che, appunto, sposta i preti con certi vizietti (o addirittura promuove i parrocucci di paese in odore di ‘Ndrangheta a amministratori di milioni e milioni di Euro di soldi pubblici)?
Intanto, dal carcere, Cinturrino scrive. Parla di paura, si dice triste e pentito. “Quel ragazzo – afferma - doveva essere in prigione e non morto”. Chiede pure scusa ai colleghi, ma rivendica encomi e anni di servizio senza sanzioni disciplinari. La famiglia di Mansouri replica che uccidere e inscenare non è un errore, ma qualcosa di orribile. E chiede verità piena. Il punto –oltre la provocazione – sta esattamente qui: quando un’istituzione che vive di fiducia si trova a fare i conti con un omicidio, con un’ipotesi di messinscena e con silenzi interni mai formalizzati da chi veste la Bandiera, ogni scelta pesa il doppio. Compresa quella che sulla carta è soltanto un trasferimento temporaneo in attesa degli sviluppi giudiziari.

More

Sentito Cruciani sul poliziotto che ha sparato a Rogoredo? Quando il rigore conta più della propaganda

di Michele Larosa Michele Larosa

la zanzara

Sentito Cruciani sul poliziotto che ha sparato a Rogoredo? Quando il rigore conta più della propaganda

Rogoredo Afghanistan: reportage dalla distopia, ovvero un non luogo. Jeffrey Epstein è vivo e abita qui

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

reportage

Rogoredo Afghanistan: reportage dalla distopia, ovvero un non luogo. Jeffrey Epstein è vivo e abita qui

Ma che caz*o succede con la sicurezza a Milano? Parla il sindacato di Polizia: "Ice alle Olimpiadi ma sotto la nostra autorità”. E l’agente che spara allo spacciatore? “Ok la solidarietà di Salvini, ma…”

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

che succede in città?

Ma che caz*o succede con la sicurezza a Milano? Parla il sindacato di Polizia: "Ice alle Olimpiadi ma sotto la nostra autorità”. E l’agente che spara allo spacciatore? “Ok la solidarietà di Salvini, ma…”

Tag

  • Rogoredo
  • Cronaca
  • Vaticano

Top Stories

  • Bye bye Europa! I dati di Stellantis parlano chiaro: il futuro del colosso di John Elkann è in Usa

    di Andrea Muratore

    Bye bye Europa! I dati di Stellantis parlano chiaro: il futuro del colosso di John Elkann è in Usa
  • Il Barone della curva Sud sta dalla parte della Nord: “Il petardo ad Audero? Non può pagare tutta la tifoseria”. E la frecciata agli ultras della Fiorentina? Nell’ambiente non è stata presa bene

    di Domenico Agrizzi

    Il Barone della curva Sud sta dalla parte della Nord: “Il petardo ad Audero? Non può pagare tutta la tifoseria”. E la frecciata agli ultras della Fiorentina? Nell’ambiente non è stata presa bene
  • Vincenzo Schettini, ex studente in esclusiva a MOW: "In classe faceva video per YouTube al posto delle lezioni, assegnava voti in più tramite emoji, molti non parlano per paura"

    di Grazia Sambruna

    Vincenzo Schettini, ex studente in esclusiva a MOW: "In classe faceva video per YouTube al posto delle lezioni, assegnava voti in più tramite emoji, molti non parlano per paura"
  • Delitto di Garlasco: la perizia Cattaneo già vale zero (per qualcuno)? Chiara Poggi massacrata nella notte...

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la perizia Cattaneo già vale zero (per qualcuno)? Chiara Poggi massacrata nella notte...
  • Caso Resinovich: una folla per l’addio a Claudio Sterpin. Ma la svolta del giallo di Liliana potrebbe arrivare dai corpi congelati negli USA (Sebastiano Visintin ci spera)

    di Emanuele Pieroni

    Caso Resinovich: una folla per l’addio a Claudio Sterpin. Ma la svolta del giallo di Liliana potrebbe arrivare dai corpi congelati negli USA (Sebastiano Visintin ci spera)
  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: “un avvocato è propenso a far confessare” Stasi e “Marco sapeva di un filmato”. Ok la guerra dei “poveri” scontrini di Sempio, ma le “nuove” intercettazioni?

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: “un avvocato è propenso a far confessare” Stasi e “Marco sapeva di un filmato”. Ok la guerra dei “poveri” scontrini di Sempio, ma le “nuove” intercettazioni?

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Foto di:

ANSA

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Le bombe di Dargen D’Amico in conferenza stampa: attacca il Codacons e dice che l’Aperol gli fa schifo, asfalta l’Ansa sugli scontri di Torino e dimostra di essere ingovernabile

di Michele Larosa

Le bombe di Dargen D’Amico in conferenza stampa: attacca il Codacons e dice che l’Aperol gli fa schifo, asfalta l’Ansa sugli scontri di Torino e dimostra di essere ingovernabile
Next Next

Le bombe di Dargen D’Amico in conferenza stampa: attacca il...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy