Un nuovo progetto è una grande ambizione. Ma se stanno nascendo nuovi partiti sia nel centro-sinistra che nel centro-destra, evidentemente siamo in una fase politica ben precisa: il progressivo declino dei partiti tradizionali. La sfiducia dei cittadini nei confronti della classe dirigente e l'avvicinarsi delle presidenziali sono due ingredienti perfetti per creare una nuova opportunità. Ed è quello che ha fatto, con furbizia, Alessandro Onorato. Con furbizia perché non ha creato un partito da zero, ma ha riunito centinaia di amministratori locali delle liste civiche. Sindaci, consiglieri, assessori: politici territoriali con già un bacino di elettori assicurati, tutti con il desiderio di mettersi o rimettersi in gioco, entrare nella politica nazionale, farsi strada tra la folla per un nuovo incarico di rilievo.
E Onorato li ha accontentati, li ha fatti sentire importanti, li ha fatti sentire rappresentati, e ha dato loro un'alternativa tangibile. Si è scherzato su un gioco di parole che anche lo stesso Onorato ha ritenuto simpatico: Progetto Cinico. Ma, gentile assessore, il cinismo non è sempre pessimismo, ma solo il risultato di una serie infinita di fallimenti, colletti bianchi e malapolitica. E soprattutto, se un nuovo partito è composto da politici già inseriti, con i loro precedenti anche non troppo lusinghieri o con un passato nel PD o nel Movimento 5 Stelle, il timore che possa essere solo l'ennesima fotocopia con un volto diverso è abbastanza legittimo. Il cinismo non deve essere un deterrente, ma un motivo in più per cercare di dimostrare di voler fare davvero qualcosa per l'Italia. Un'Italia ormai massacrata.
Onorato ha dedicato un'assemblea solo ed esclusivamente ai propri iscritti, in cui sono stati eletti i rappresentanti nazionali e si è discusso degli obiettivi futuri. Tra questi, la parità di genere all'interno dei ruoli di potere, assegnati per oltre il 30% alle donne, ma ancora in minoranza rispetto agli uomini. In cosa dovrebbe differenziarsi questo nuovo partito? L'abbandono di slogan e l'azione focalizzata sui territori. Sono stati già creati dei laboratori civici nazionali per poter lavorare sui valori guida del partito e il futuro programma elettorale su: produttività e lavoro, fisco, crescita del Mezzogiorno, ambiente, trasporti, giustizia, sanità, scuola e università, giovani, diritti e pari opportunità, welfare, pubblica amministrazione, innovazione digitale, agricoltura, cultura, turismo, sport, difesa, sicurezza e politica estera. Un piano che dall'esterno sembra tanto bello quanto utopistico, dato che si tratterebbe di un cambiamento radicale di tutta la stratificazione lavorativa e sociale del nostro territorio. “Non veniamo dalle correnti, né dalle segreterie, né dai talk show. Veniamo dai territori. Abbiamo amministrato, abbiamo sbagliato, abbiamo corretto, abbiamo ottenuto risultati. Ora vogliamo portare quel metodo nel governo del Paese. Per troppo tempo la politica italiana ha selezionato fedeltà, noi vogliamo selezionare competenze“.
Dopo l'assemblea, l'inaugurazione: è stata celebrativa, festosa, con musica, bandiere e cartelloni. La stampa pronta all'assalto e Onorato, tra t-shirt e completo elegante, torna vittorioso per il suo discorso consapevole che, nel caso in cui il partito dovesse funzionare, sarebbe diventato storia. Ma la grinta non gli manca, e neanche la versatilità, l'umiltà e la disponibilità nei confronti degli altri. Anche il suo discorso era tanto meraviglioso quanto utopistico: aiutare le aziende, aiutare i giovani, aiutare la sanità, aiutare questo e aiutare quell'altro. Ci sarebbero così tante cose da sistemare che verrebbe da dire: se negli ultimi vent'anni la situazione è gradualmente peggiorata fino al declino, come si può fondare un nuovo paese da capo a piedi — o a stivale?
Presenti anche Conte e Schlein: condividono le idee, apparentemente supportano il progetto, ma non si sa ancora se ci sarà una coalizione. Ma la realtà è che se il centro-sinistra non riesce a coalizzarsi si torna a dare vantaggio a Giorgia Meloni. E Renzi? Renzi è stato più volte motivo di dibattito. «Perché non c'è?», domandavano tutti al rammaricato Onorato. «L'ho invitato, ma non è venuto. Fine». I più attenti sapranno che è stata una scelta politica mirata, quella di non presentarsi.
Un sostenitore a occhi chiusi è invece il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha detto a MOW: "Io credo che questo progetto abbia un obiettivo chiaro, riportare al centro della politica nazionale le istanze che vengono dai territori, dagli amministratori locali, dai cittadini. Proprio in questa situazione di grandi difficoltà ascoltare le persone e dare una risposta a quelli che sono i problemi concreti del vivere quotidiano, è il modo migliore per avvicinare i cittadini alla politica e dare loro anche una prospettiva positiva e di partecipazione".