Attenzione alla Corea del Nord. Proprio mentre i voli di mezza Europa sono scossi da allarmi bomba e misteriosi attacchi hacker colpiscono i supermercati, il presidente nordcoreano Kim Jong Un ha deciso di alzare i toni contro l'Unione europea e le Nazioni Unite, accusate di interferire negli affari interni nordcoreani. Si tratta di una coincidenza interessante, soprattutto considerando quanto sta accadendo sul fronte della guerra ibrida e degli blitz informatici che stanno interessando il Vecchio Continente. Ne abbiamo parlato proprio ieri, richiamando l'attenzione su una pista che rischia di essere sottovalutata: quella, appunto, dei cyber guerrieri di Pyongyang. Non ci sono prove ufficiali ma indizi curiosi. Innanzitutto gli hacker al servizio di Kim hanno capacità tecniche straordinarie, interessi economici enormi e una consolidata esperienza nelle operazioni informatiche condotte contro obiettivi occidentali.
Ma cosa è successo? Il governo di Kim ha duramente criticato una nuova bozza di risoluzione dell'Unione europea sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord, presentata alla Terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La missione nordcoreana presso l'Onu ha definito l'iniziativa una “provocazione politicamente motivata” accusando Bruxelles di distorcere deliberatamente la situazione interna del Paese. Il messaggio rivolto agli europei è stato piuttosto esplicito: “L'Ue dovrebbe occuparsi dei propri affari”. La nuova iniziativa europea dovrebbe essere esaminata dalla Terza commissione entro la fine di novembre, prima del voto dell'Assemblea. Non è tutto. La tensione diplomatica si inserisce in una fase in cui Kim sta accelerando anche sul versante militare, mostrando nuovi droni tattici, missili da crociera e sistemi lanciarazzi multipli. E Bruxelles ha introdotto nuove sanzioni contro persone e società coinvolte nella cooperazione militare ed economica tra Mosca e Pyongyang.
Kim avrebbe più di una ragione per vendicarsi dell’Ue. La polemica sul dossier dei diritti umani é la dimostrazione più evidente di come Pyongyang sia, eccom, interessato delle mosse di Bruxelles. C’è poi un altro aspetto da approfondire: la Corea del Nord ha trasformato il cyberspazio in uno strumento fondamentale per aggirare le sanzioni internazionali, raccogliere denaro e finanziare il proprio apparato militare. Un'inchiesta dell'emittente estone ERR ha inoltre ricostruito come gruppi legati a Pyongyang abbiano cercato di infiltrarsi nei computer di esperti informatici europei attraverso false offerte di lavoro, identità rubate e incarichi di prova contenenti software malevoli. In Estonia sono stati segnalati diversi casi, compreso quello di una vittima che ha perso 10mila euro in criptovalute. Le indagini europee non hanno ancora individuato i responsabili degli ultimi attacchi ma il cerchio potrebbe presto restringersi anche attorno ai temibili hacker di Kim. Come vi avevamo anticipato.