Il coraggio del confronto: senza filtri e senza infiltrati. Così s’intitola l’evento organizzato da Gioventù Nazionale di Fratelli d’Italia al Laghetto dell’Eur dal 16 al 20 settembre. E qui giovedì 17 settembre Giovanni Donzelli si confronterà con il direttore di Fanpage Francesco Cancellato che, insomma, a Fratelli d’Italia gliene ha fatte di ogni, ultima fu la trovata di infiltrarsi tra le file proprio dei giovani destroidi. Galeotta fu la conferenza stampa di Giorgia Meloni in cui Cancellato per un errore di scaletta venne escluso dai giornalisti aventi diritto di porre questioni alla Premier. Basta, però, osservare la locandina dell’evento. Scritte bianco-beige e rosso mite su sfondo verdone molto radical. La fiamma missina, poi fratelliditalianizzata e ora non più accesa, ma di un rosso pastello, mite mite. Non più una fiamma, ma un falò attorno al quale riunirsi tutti, belli e brutti, tenendosi per mano. Un luogo dove raccontare favole prima di andare a dormire, ma pure dove instaurare un dialogo ecumenico dove mettere da parte l’orgoglio: alla Temptation Island, in salsa Mediaset. Una sorta di prova del nove che conferma quanto avevamo decifrato a proposito del nuovo rebranding de ilGiornale da parte di Tommaso Cerno che ha fatto il pieno di grandi firme, da Lirio Abbate a Fabrizio Massaro, per puntare dritto al centro.
Bye bye estrema destra. Addio Casapound e preparati Generale Vannacci a subire il peso delle inchieste che la stampa di centro-destra ora ti scatenerà addosso. Ora che M & M (Meloni e Marina) hanno raggiunto un’intesa e individuato un nemico in comune. Ora, dunque, è il centro l’obiettivo ed è quindi un salotto romano del “volemose bene”. Un salotto del “ma non sapete neanche scherzare” alla TheJournalai. Donzelli, tra l’altro, non è nuovo a questo genere di iniziative e aveva già dato il la a questo processo di appeasement e di fair play molto alla Berlusconi con i media più progressisti a partire dalla gustosa ospitata a Nessuno Escluso di Will, condotto da Pietro Forti. Questo non vuol dire che non vi debba più essere un confronto, ma certi argomenti, si sa, è meglio affrontarli senza la pretesa di avere ragione a tutti i costi. Con leggerezza. Agli aventi diritto di voto che si collocano in un centro, che sia sinistra o destra, non bisogna dare fastidio con la rabbia e d’altronde, non ve ne sarebbe motivo.
Le famose preferenze “a metà” con il capolista bloccato a Elly Schlein, in fin dei conti, non dispiacciono così tanto come a Giuseppe Conte, che di recente con la “dispotica” segretaria del Pd che vuole allungarsi il mandato in barba al congresso, si è arrabbiato un po’. Sarà anche un modo per spaccare un po’ di più quel Campo Largo che tra Pd e 5 Stelle sull’Ucraina non vanno proprio d’accordo? Lo provano le parole della segretaria Dem alla Festa dell’Unità a Reggio Emilia. La stessa Schlein che non sarebbe affatto dispiaciuta da un voto anticipato, né tanto meno dalle primarie di partito, dice, considerandole però eventualità e non più certezza come avrebbe voluto il famoso statuto. Ma questo è un altro discorso. Il punto è sempre lo stesso. Quello del teorema: “fare centro”.