La storiella dell’incidente dovuto al destino bastardo è durata solo il tempo che poteva durare. Poi anche la magistratura svizzera ha dovuto iniziare a lavorare nell’unica direzione possibile: quella che passa dall’accertamento di colpa collettiva per quanto accaduto la notte di Capodanno a Le Constellation di Crans Montana. Quarantuno morti e centoventicinque feriti. Finalmente un nome e un cognome, oltre le vittime, ce l’hanno anche i nuovi indagati, travolgendo quella facciata di perbenismo fatta di chalet di lusso e banche che non fanno troppe domande.
Ve l’avevamo anticipato (dovete riconoscercelo) e così è stato: si è arrivati ai piani alti del Comune, si è riconosciuta la puzza di mafia corsa e che, con un colpo di scena quasi futuristico, si è arrivati persino a bussare alla porta di Mark Zuckerberg (come riferisce la stampa svizzera). La procura di Sion, con una rogatoria internazionale urgente verso la California e verso la sede legale di Meta, ha deciso di recuperare tutto quello che i Moretti (e non solo i Moretti) hanno fatto sparire dai social subito dopo la tragedia, quando ancora si raccoglievano corpi e si soccorrevano i feriti.
Otto profili Facebook rimossi in un clic, compreso quello del locale e quelli personali di Jacques e Jessica Moretti. Cercavano di far sparire le prove dei lavori di ristrutturazione fai-da-te del 2015, di quelle schiume fonoassorbenti piazzate sul soffitto da Jacques che sono diventate la miccia dell'inferno, e di quei "cortei" di bottiglie con candele pirotecniche che erano il marchio di fabbrica del Constellation. Insomma, le prove di una gestione criminale dell'estetica che non ha mai tenuto conto di ciò che sarebbe potuto succedere.
E’ tutto? No. Perché il Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia della Svizzera ha deciso di affiancare gli inquirenti tradizionali per seguire la pista del riciclaggio di denaro di provenienza criminale. Si parla apertamente di legami con il banditismo corso, di locali aperti e chiusi per pulire soldi e di un immenso Schema Ponzi messo in piedi con il benestare di qualche istituto di credito elvetico. E poi c’è la politica. Quella che ha “dimenticato” di controllare tutto quello che andava controllato. Nicolas Féraud, il sindaco di Crans, è finito nel registro degli indagati per omicidio colposo insieme ad altri quattro pilastri dell'amministrazione. Un avviso di garanzia doveroso, ma non scontato, visto che la procuratrice Béatrice Pillaud appartiene allo stesso partito del sindaco. Quel conflitto d'interessi aveva fatto mormorare per settimane, finché la magistrato non ha dovuto prendere atto che il Comune ha fallito nel suo dovere di vigilanza. Hanno guardato dall’altra parte mentre Jacques Moretti faceva tutto quello che chiunque altro non avrebbe potuto fare.