Siamo stati al Distav dell’Università di Genova dove abbiamo parlato con Gabriele Bargi, ex studente di Monica Montefalcone, la docente di Ecologia marina tropicale che insieme a sua figlia Giorgia Sommacal, il professore Federico Gualtieri, la ricercatrice Muriel Oddenino e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti ha perso la vita durante un’immersione alle Maldive rientrante in una missione di ricerca scientifica promossa dall’ateneo. “Monica Montefalcone è stata una mia professoressa. L’ho avuta per un corso molto breve alla triennale, Scienze Subacquee, però penso sia la professoressa che mi ha dato di più a livello emotivo e che mi ha trasmesso più passione”, ci ha raccontato Gabriele. “Io voglio fare Biologia Marina alla magistrale e lei mi ha trasmesso una passione che, vedendola insegnare, mi ha fatto capire davvero cosa volessi fare nella mia vita. Purtroppo è successo quello che è successo. Sono cose che, purtroppo, accadono. Sono convinto che la professoressa Montefalcone abbia dato un grande contributo all’università. Lascerà un bellissimo ricordo di sé. Io per primo, insieme a tutti gli altri studenti di Biologia Marina e delle altre Scienze della Terra, seguiremo le sue orme. La passione con cui insegnava e svolgeva questo lavoro spero possa essere portata avanti da più persone possibili”.
Un momento particolarmente delicato per tutta la comunità, studenti e professori inclusi, che dopo un primo assalto da parte della stampa ora si è trincerata nel silenzio. “È una cosa difficile da digerire. Io mi ricordo di lei con il sorriso mentre spiegava, e oggi, se ci penso, purtroppo sembra tutto finito. Non la conoscevo così bene a livello personale, ma credo che lei ora vorrebbe vederci con il sorriso e con la volontà di portare avanti il nostro percorso di studi, per raggiungere tutti i nostri obiettivi e tutti i nostri sogni. Io non sono la persona più adatta a parlare di questa vicenda. Molte testate giornalistiche sono venute qui in UniGe e hanno iniziato a dire che non avrebbero dovuto fare questa escursione. Di sicuro erano persone competenti ed esperte. Secondo me, però, non è questa la cosa più importante di cui parlare adesso. Sono, purtroppo, incidenti che succedono ed è un mestiere che comporta anche dei rischi. La cosa più importante è portare avanti il ricordo della professoressa e di tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo progetto alle Maldive. A me questa vicenda ha colpito profondamente, anche a livello professionale. Era una persona a cui tenevo molto e che non vedevo l’ora di ritrovare durante la magistrale. La cosa importante è ricordare queste persone nel modo giusto e cercare di portare avanti la passione che ci hanno trasmesso”.
Attualmente l’autopsia dei corpi delle vittime è in corso all’ospedale di Gallarate e, a funerali conclusi, i ragazzi dell’Università di Genova commemoreranno le persone che hanno perso la vita alle Maldive con un’immersione al Cristo degli Abissi, la statua di bronzo sommersa dalle acque che bagnano San Fruttuoso.