Il Parlamento si è ingolfato. È un'espressione che giornalisticamente si usa spesso per dire che i lavori parlamentari si sono per un motivo o per un altro bloccati. Beh, nel caso di oggi è una metafora particolarmente e ironicamente calzante. Il decreto carburanti — quello per tagliare le accise e mantenere “bassi” i prezzi alla pompa — ha rischiato di affogare per mancanza di carburante umano nell'emiciclo. Ebbene sì, la scena è surreale. È giovedì, il weekend si avvicina, l'estate bussa alle porte e i banchi della maggioranza sono semivuoti. Qualcuno ha fatto la settimana corta. Le opposizioni se ne accorgono e passano all'attacco, viene richiesta le verifica del numero legale (101 senatori) tre volte: alle 10:40, alle 11:05 e alle 11:27. Il resoconto stenografico (e la senatrice Ronzulli) certificano lapidari: “Il Senato non è in numero legale”.
Scene da ultimo giorno di scuola. A rimettere in piedi la baracca ci deve pensare, alle 11:50, il presidente La Russa in persona, che subentra a Ronzulli e convoca una quarta verifica. Dai banchi arrivano risatine e commenti, con una certa dose di humor involontario anche una senatrice della maggioranza — la senatrice Minasi — ha appoggiato la richiesta, ormai non si può contare più neanche sui propri. “Lo considero un atto di gentilezza”, glissa La Russa. Però, il numero legale finalmente c'è, la maggioranza è in riserva ma riesce a ingranare la prima e l'aula applaude. “L'applauso mi sembra eccessivo”, commenta lui. Un po' come l'applauso all'atterraggio, il pilota ha fatto il suo dovere ma siamo tutti contenti di non essere morti.
L'opposizione non si fa sfuggire il momento per gettare benzina sul fuoco (beh). Raffaella Paita di Italia Viva parla di “spettacolo indecoroso” e di maggioranza “in tilt”. Francesco Boccia del PD osserva che la maggioranza “non sta in piedi”. Tra poco, profetizza, il governo sarà costretto a mettere la fiducia su ogni provvedimento. Certo, c'è da dire anche che le stesse opposizioni che invocano “serietà” di fronte al caro carburanti che “attanaglia gli italiani” hanno passato la mattinata a fare ostruzionismo. Legittimo, ma paradossale sul medesimo decreto che vogliono approvare in tutta fretta. Il provvedimento contiene gli sconti sui carburanti approvati dal governo nelle scorse settimane: un taglio delle accise su benzina e diesel progressivamente ridotto, fino all'ultima proroga, che prevede uno sconto di 6,1 centesimi al litro, valido fino al 3 luglio. Per capirsi: con un pieno da cinquanta litri risparmiate tre euro, ma tant'è. Ora il provvedimento è stato approvato, a caro prezzo (come la benzina). La settimana parlamentare è finita, andate in pace... chi non era già andato.