“Vedo tra il pubblico i suoi due figli”
“Ah sì? Ne ho tanti di figli sparsi per il mondo”
“Volevo chiederle se vi fosse nell’aria un passaggio di gestione”
Andrea Salerno, direttore di rete spalanca gli occhi e abbozza un sorriso tiratissimo, mooolto imbarazzato per la domanda del cronista. Effettivamente è roba da toccarsi per scaramanzia. Urbano Cairo nel suo completo gessato blu a righe bianche e cravatta azzurra trasmette tranquillità, se la ride. “Perché no, perché no”, riecheggia la sua voce tra gli altoparlanti nella sala per i convegni dell’Hotel Savoia in Piazza della Repubblica, che si vocifera chiuderà due anni per lavori di ristrutturazione mandando in cassa integrazione i propri dipendenti. Questa è poesia all’italiana vera, ma poco c’entra con la presentazione dei palinsesti La7 per il 2026/2027 che proprio al Savoia si è tenuta, stamani, tra pasticcini sfiziosissimi e tantissimi giornalisti, e quindi, tantissime domande. Le tv del gruppo vanno bene ci spiega la cartella stampa: totale giorno 5,0% con un +3%, un 6,6% nel prime time al +2% con 1,3 milioni di spettatori. E come vuole Confucio, squadra che vince non si cambia. Qualche piccola variazione sul tema, diciamo, con un bel Piazza Pulita 100 (vi dovrete sorbire ben 100 minuti di Corrado Formigli) dalle 4 alle 6 puntate, ciascuna con un’inchiesta molto approfondita. Dopodiché “il principe della conduzione” Aldo Cazzullo – parole di Cairo ai microfoni della conferenza stampa – ritornerà con 16 puntate più 4 speciali di cui siamo tutti molto contenti.
La vera novità è che La7 si è comprata M, la serie su Mussolini che Sky ha scelto di non produrre più, presentata poi dal senescente Corrado Augias in La Torre di Babele, un ottimo modo per alimentare polemiche attinenti ad un presente costellato di Futuro Nazionale e vannacciano toccasana per lo share di programmi come Otto e Mezzo di Lilli Gruber. Poi 3 belle puntate sulla P2 con Gifuni protagonista. Acquistati anche i diritti per il film su Donald Trump: The Apprentice; Mr Nobody Against Putin. E che non si dica che La7 è la televisione delle opposizioni, “Cazzullo & Co. Non sono certo pericolosi bolscevichi” spiega Urbano Cairo alla domanda del cronista che si riferisce alle parole di Enrico Mentana (uomo della tv di Cairo, appunto) al festival di Dogliani. Chiunque del governo e non è invitato a parlare su La7. “Far parlare Trump contro Meloni su La7 è (per la premier) un REGALO DELLA MADONNA”. Sì, proprio un regalo della Madonna, crisi diplomatica internazionale inclusa, ma la politica interna, si sa, è l’unica cosa che conta davvero in Italia. Anche perché si tratta di un terreno “nebuloso”, dice Cairo, quando gli domandano se si candiderà a sindaco di Milano. “Certo, sto cercando qualcuno che si compri tutto” scherza gettando il sassolino nello stagno, l’editore di Rcs ex segretario particolare di Silvio Berlusconi. “Perché no?” insiste sorridendo. Non scopre il bluff finché non spiega che si è pure commissionato dei sondaggi su di sé: “ed erano altissimi”. Poi però cita Giuliano Da Empoli per smentire la sua discesa in campop: “la politica è un terreno più complicato di quello in cui si muovono gli imprenditori. Sapevo che mi avreste fatto questa domanda. Ma lo sapete quanti facoltosi imprenditori tecnocrati hanno visto infliggersi umiliazioni nell'arena politica?”. Berlusconi allora è l’eccezione che conferma la regola, domanda un cronista: “ha fatto il 30% di quel che era il suo potenziale”. Ma quei sondaggi erano altissimi anche dalle parti del Toro? Cairo ride a denti stretti, finge di chiedere le generalità dell’attentatore e poi spiega di essere “disponibilissimo a cedere il Toro dopo 21 anni lunghi e importanti”, ma che nessuna proposta vincolante è ancora pervenuta.
E Vannacci? Che dice Cairo del generale Vannacci come editore e cittadino? “Vannacci è una novità nel mondo della politica italiana. Ha un consenso crescente nei sondaggi. È stato lanciato da Salvini e dalla Lega, ma sta facendo cosa sua. C'è un vento generale in Europa e non solo, ma in tutto il mondo. Si vedano le elezioni in Colombia, America, Germania, Francia, Inghilterra. Un vento di un certo tipo che spinge anche lui. Non do giudizi politici su di lui. Tutti hanno il diritto di dire quello che pensano”. Ritratto perfetto e obiettivo che non ci permetteremmo mai di definire “paraculo”. Altre domande? No, nessuna. E’ il tempo del buffet. Risotto allo zafferano, immancabile, ottimo prosciutto crudo di Parma, focaccia di farina nera croccante e oliata al punto giusto, pane artigianale e panini al sesamo. Rolatine di peperoni, arancia, carciofi e radicchio, scaglie di grana, melanzane grigliate, calici di prosecco a volontà. Signore e signori, la presentazione dei palinsesti di La7.