Quando Magazine Libero dà la notizia ufficiale della nuova relazione tra Belen Rodriguez e Gaetano Fidanzati, personal trainer scherza sul “Fidanzati” e afferma che “mai cognome” potesse essere “più azzeccato” senza però indugiare a quale famiglia appartenga davvero. Silenzio voluto? Certamente una via per la delicatezza, perché nonostante la pesante eredità di un cognome criminale, l’attuale fidanzato di Belen, con quel mondo avrebbe scelto di starne il più possibile alla larga. Si è celebrata ieri, peraltro, l’udienza in aula bunker presso il carcere di San Vittore a Milano dove tra i condannati in rito abbreviato c’è anche suo padre, Giuseppe Fidanzati. 14 anni di reclusione per associazione mafiosa nel consorzio tra le tre mafie in Lombardia. Parliamo del tristemente noto consorzio criminale tra Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra. Consorzio con cui Gaetano Fidanzati Jr., classe 1991 e personal trainer molto noto nella Milano notturna, non c’entra nulla. Porta però lo stesso nome di suo nonno, detto don Tanino, temutissimo boss dell’Acquasanta che nel 2009 a Milano venne condannato per associazione mafiosa nel maxi processo di Palermo. Dal canto suo Gaetano, il nipote, qualche piccolo precedente ce l’ha. Nel 2017, mentre si trovava ad Ibiza ricevette la notifica in quanto indagato per spaccio di stupefacenti nell’inchiesta Old Story Eden. La madre, però, lo convinse a costituirsi. L’operazione della Squadra Mobile milanese in quel caso smantellò una rete di trafficanti italiani e albanesi che importava e distribuiva cocaina e marijuana tra Milano e il Nord Est. In questo caso Gaetano Jr. era indagato come intermediario tra i fornitori albanesi e l’acquirente, ma l’accusa presentava ad ogni modo l’attenuante per lieve entità del fatto.
Esperienza che si dice gli sia bastata per capire che quella non era la strada che faceva per lui. L’operazione Old Story Eden fu importante perché in essa venne arrestato Laurence Rossi, importatore grossista di cocaina che una volta in manette, preferì collaborare con la giustizia per portare a casa la pelle. Dalle sue rivelazioni su clienti, fornitori e sull’organizzazione e la spartizione delle piazze di spaccio milanesi tra le varie cosche criminali l’anno seguente prese piede una nuova operazione della Squadra Mobile, denominata Red Carpet. Siamo nel 2018 e vengono arrestate 23 persone. In questo frangente temporale viene alla luce quel che stava ribollendo nella criminalità della periferia nord di Milano. La carrozzeria New Car (ex Ambrocar) di Novate Milanese infatti viene presa di mira da una spedizione punitiva. Otto o nove uomini incappucciati armati di pistole calibro 9, fucile a pompa e flessibile, bloccano i dipendenti dell’autorimessa, e si lanciano con ferocia contro il proprietario: Massimiliano Toscano. Calci e pugni, di tutto e di più e in pochi secondi Toscano finisce a terra mentre la lama di flessibile si accende. I gentili signori hanno intenzione di segargli via un braccio, ma lui riesce in qualche modo a divincolarsi e fuggire. Dalle indagini della Squadra Mobile viene fuori che quella carrozzeria è il crocevia del narcotraffico e della compravendita di armi milanese. Vi gravitano personaggi dai cognomi parecchio pesanti, dall’ndrangheta a Cosa Nostra. Viene fuori che il mandante di questa missione punitiva è Rocco Ambrosino, ex socio di Massimiliano Toscano con cui l’idillio si rompe proprio nel 2018. La causa è quel vuoto di potere venutosi a creare con la morte di don Mimmo Pompeo, il boss legato alla famiglia ndranghetista degli Arena di Isola Capo Rizzuto. Scomparso nel febbraio del 2017 don Mimmo era l’ultimo rimasto a tenere in piedi quella difficile pax mafiosa tra la Comasina, Bruzzano e Quarto Oggiaro che nonostante l’arresto nel 2011 Pepé Flachi, si era riuscita a costruire. Un vuoto di potere che, però, i giovani rampolli sanno che non poteva durare. Tutti hanno voglia di crescere e diventare importanti.
Tra gli uomini di Rocco Ambrosini che prendono parte al raid dell’Ambrocar ci sono giovani criminali che, come ha raccontato anche il Corriere della Sera, sulla fedina penale presentano solo piccoli precedenti, ma alle spalle hanno cognomi pesanti. Uno di questi è ad esempio Cristofer Scirocco, nipote proprio di Pepé Flachi arrestato. Le amicizie di Ambrosino, però, non si limitano a chi prende parte al raid di Novate Milanese. Si estendono oltre. Non più la Milano da bere, ma la Milano by night delle discoteche. Vedi Franco Terlizzi, ex naufrago dell’Isola dei Famosi che compare nell’inchiesta Redux-Caposaldo perché vicino a Flachi e Paolo Martino. Agli atti di Red Carpet ci sono anche delle foto di Ambrosino sorridente con i suoi amici in discoteca. Tra questi c’è pure Gaetano Fidanzati Jr., che però non è indagato e, come vi dicevamo, con quel mondo lì non vuole averne a che fare. Si dice in giro, nonostante il padre in carcere con accuse molto pesanti, che l’attuale fidanzato di Belen sia uno che da tempo ha messo la testa a posto. La cura per il corpo è diventata è diventato il suo lavoro ed è infatti tra i personal trainer più richiesti tra i vip a Milano. Tra i suoi clienti ci sono personaggi come Tony Effe, suo carissimo amico. È inoltre cintura viola di Ju Jitsu Brasiliano ed è il preparatore atletico di Ignazio Moser, marito di Cecilia Rodriguez, sorella di Belen, con la quale è stato paparazzato dai giornalisti di Chi qualche settimana fa. Che si tratti di una storia passeggera oppure no, non spetta noi a dirlo, ma ad ogni modo per entrambi, tutto è bene ciò che finisce “Belen”.