Alberto Stasi ha mentito, sostenendo di essere entrato nella villetta di via Pascoli dopo che Chiara non gli aveva risposto più volte al telefono e scoprendo così il cadavere della sua fidanzata. E’ una delle certezze u cui s’è fondata la sentenza di condanna. Ma è davvero una certezza? Già l’indagine della procura di Pavia l’ha messa seriamente in discussione, limitandosi però a spiegare perché non siano state trovate impronte delle scarpe che Alberto Stasi aveva sostenuto di indossare quel giorno. Solo che Luigi Grimaldi, ex autore delle Iene, un’impronta l’ha trovata. La stessa Procura della Repubblica di pavia l’ha presa in considerazione, arrivando però a ammetter che quell’immagine non può fornire certezze. Adesso c’è anche uno studio ulteriore, presentato dallo stesso Grimaldi nel salotto YouTube di Bugalalla e firmato dal professor Felici, dell’Università di Perugia.
La relazione, redatta a Perugia nel giugno 2026, riesamina le foto della scena del crimine attraverso passaggi di elaborazione digitale per verificare la coincidenza tra una traccia ematica a forma di "V" sul pavimento e la suola delle scarpe Lacoste (taglia 41) indossate dall'imputato. Secondo lo studio, dimostrare la paternità di quell'impronta confermerebbe la versione di Stasi sul suo ruolo di scopritore del corpo di Chiara Poggi, circostanza finora considerata falsa dai giudici e posta alla base della sua condanna. Il percorso metodologico, si legge, si sviluppa in passaggi. L'immagine della piastrella originale (lunga circa 31 cm) è stata raddrizzata digitalmente per eliminare le distorsioni prospettiche e ottenere una vista zenitale scalata. Successivamente, l'enfatizzazione del contrasto cromatico ha isolato e reso più leggibili le tracce ematiche senza alterarle.
Il fulcro dell'analisi, invece, risiede nella sovrapposizione geometrica: ribaltando specularmente l'immagine della suola destra di Stasi (lunga 27,5 cm) per riprodurre l'effetto timbro a terra,, l'elaborazione mostra una coincidenza morfologica quasi perfetta. Il pattern a spina di pesce, la forma a "V", i solchi geometrici e la curvatura del bordo laterale combaciano accuratamente con i segmenti di sangue sul pavimento. La perizia evidenzia persino una traccia puntiforme sovrapponibile al logo "Lacoste". Quello del professor Felici è un contributo scientifico oggettivo che, pur non sostituendosi ai verdetti giudiziari, introduce dettagli tecnici importanti e per questo è stato inviato anche alla stessa Procura della Repubblica di Pavia.
Sempre nello stesso video, inoltre, i periti informatici di Primo Grado, Roberto Porta e Daniele Occhetti, sono tornati a parlare dell’ormai famoso video privato girato da Chiara Poggi e Alberto Stasi e che, secondo la Procura della Repubblica di Pavia, rappresenterebbe l’origine dell’ossessione del nuovo indagato, Andrea Sempio, verso Chiara. Quel video, spiegano, poteva essere copiato, trasferito o salvato nel giro di pochissimi secondi e non avrebbe richiesto ore per essere copiato, come ha sostenuto la difesa dello stesso Sempio in una recente occasione televisiva. Il video pubblicato da Buga? Eccolo qui sotto…