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12 ottobre 2020

Tesla si aggiorna senza preavviso
e spende 3600 euro.
Il rimborso è un'odissea

  • di Marco Ciotola Marco Ciotola

12 ottobre 2020

Il proprietario di una Tesla Model 3 ha fatto un aggiornamento del software della vettura di 4.280 dollari (oltre 3.600 euro) per un click di troppo. Ora sta lottando per ottenere un rimborso, ma le cose non sembrano affatto facili. Una storia sfortunata (e controversa)
Tesla si aggiorna senza preavviso e spende 3600 euro. Il rimborso è un'odissea

Uno dei vantaggi delle auto Tesla è che il colosso di Elon Musk mette a disposizione i cosiddetti aggiornamenti software "over-the-air", che consentono ai proprietari di aggiornare le prestazioni della propria auto e aggiungere funzionalità senza dover mettere piede in una concessionaria o acquistare un modello più recente. Lo svantaggio è che potresti richiederli e ottenerli per sbaglio, spendendo la bellezza di 4.280 dollari – 3.640 euro – per un click di troppo sul tuo smartphone.

Esattamente quello che è successo ad Ali Vaziri, proprietario di una Model 3 che ha infilato troppo frettolosamente il suo telefono nei jeans, non consentendo allo screensaver di subentrare. 5 minuti dopo è salito in macchina, ha tirato fuori lo smartphone e si è ritrovato i complimenti per l’acquisto appena concluso.

“Il mio telefono era nei jeans. Salito in auto l'ho collegato al caricatore, e un minuto dopo ho ricevuto un messaggio di transazione effettuata. Non avevo mai acquistato nulla tramite l'app Tesla prima”, ha dichiarato un inconsolabile Vaziri, intervistato dal quotidiano statunitense Business Insider.

Poco male, direte voi, solo una frustrazione del momento facilmente superabile chiedendo e ottenendo un rimborso. Ma le cose non sembrano affatto facili, visto che i suoi reclami sono rimasti tuttora inascoltati.

In più, approfondendo la questione la CNBC ha evidenziato come lo sfortunato utente avesse collegato una carta di credito al suo account Tesla, utile a pagare la tariffa mensile di “connettività premium”. Ma da quella stessa carta risultano addebiti di migliaia di euro superiori agli importi dovuti, per una funzionalità di assistenza alla guida mai richiesta: Enhanced Autopilot.

I tentativi di Vaziri – che ha ripetutamente contattato concessionario, centro servizi e assistenza clienti Tesla – non hanno mai avuto successo, con diversi rimpalli tra parti che l’hanno alla fine spinto a tentare di annullare la transazione tramite la sua banca.

CNBC fa notare che circostanze simili si sono ripetute già molte volte tra gli utenti, ricordando che solo lo scorso gennaio era dovuto intervenire addirittura il CEO della compagnia, Elon Musk, per sollecitare il rimborso a un cliente che senza volerlo aveva acquistato un aggiornamento da 4.300 dollari, dopo che ogni suo reclamo aveva avuto una risposta negativa.

“La macchina si è dimostrata fantastica fin dall'inizio. Ma quello che è successo nelle ultime settimane ha tutti i tratti di un vero e proprio incubo. Il servizio clienti Tesla è orrendo”, ha dichiarato Vaziri.

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