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15 marzo 2025

“C’è ancora domani” della Cortellesi è stato davvero un successo negli Usa? Non proprio. Lo youtuber CineFrank: “Accoglienza imbarazzante. Ecco la verità”. Ma allora perché la stampa italiana ce l’ha venduto così?

  • di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

15 marzo 2025

Abbiamo un caso cinematografico che in Italia ha sbancato, ma che negli Stati Uniti si è trasformato in… un’operazione fallimentare? Secondo CineFrank e viste le programmazioni (fantasma?), sembrerebbe proprio di sì. Ma di chi è la colpa? “Accoglienza imbarazzante”, sentenzia lo youtuber. E allora perché la stampa italiana urla al successo parlando di un film che “sta facendo impazzire tutti” se, nella realtà dei fatti, il pubblico americano a malapena ha avuto la possibilità di vederlo? Ecco cosa sta succedendo
“C’è ancora domani” della Cortellesi è stato davvero un successo negli Usa? Non proprio. Lo youtuber CineFrank: “Accoglienza imbarazzante. Ecco la verità”. Ma allora perché la stampa italiana ce l’ha venduto così?

C’è ancora domani di Paola Cortellesi è stato il film-evento in Italia: Biglietto d’oro, incassi da record, pubblico in lacrime e standing ovation. Successo più che meritato, al centro del film un dolore enorme di una donna sola e la speranza per un’Italia diversa. Per fortuna è stato capito, amato, visto e rivisto centinaia di volte dagli spettatori italiani, tuttavia pare che ci sia un errore nel modo in cui il viaggio del film oltreoceano sia stato raccontato e comunicato nel nostro Paese. Perché sembrerebbe che C’è ancora domani, negli Stati Uniti ci sia a malapena arrivato. Certo la critica l'ha visto e apprezzato, quella sì. The Hollywood Reporter lo ha definito “tragico, romantico e molto, molto divertente”, il Financial Times lo ha giudicato “immensamente godibile”, il New York Times  “straziante ed edificante”. Ok, ma se i giornalisti e critici cinematografici hanno ancora un compito, cioè portare la gente al cinema, allora in America è mancato un passaggio. Il film è uscito il 7 marzo 2025, distribuito da Greenwich Entertainment, con una programmazione che prevedeva circa trenta città americane. Ma secondo quanto riportato dal profilo YouTube CineFrank, l’accoglienza del film negli Stati Uniti è stata a dir poco “imbarazzante”. “Ci troviamo davanti a un film che verrà proiettato in pochissime sale dell’Amc, che trasmette qualsiasi cosa, per pochi giorni”. Risultato? Incassi irrisori. Secondo IMDb, C'è ancora domani ha registrato appena 71.664 dollari tra Stati Uniti e Canada, con un weekend d’apertura da 3.936 dollari. 

Paola Cortellesi e Valerio Mastrandrea
Paola Cortellesi e Valerio Mastrandrea in C'è ancora domani

“Quello che mi fa ridere sono certe testate giornalistiche che farebbero di tutto per tenersi buone le varie produzioni. La vera perplessità nasce quando si cerca di far credere al pubblico italiano cose che non sono vere, cioè che qualcuno negli Stati Uniti stia impazzendo per C’è ancora domani. Come potrebbe mai impazzire il pubblico americano per questo film, se di fatto non riesce nemmeno a vederlo?”, afferma Francesco Dattilo (CineFrank). Secondo lo youtuber, il film di Paola Cortellesi non sarebbe stato considerato abbastanza commercializzabile per il mercato americano. Come mai? Tra le varie ragioni da considerare, potrebbe esserci il fatto che le tematiche femministe vengano percepite in modo diverso, forse meno urgenti rispetto all’Italia. Inoltre bisogna pensare che il nome di Paola Cortellesi, conosciutissimo e super amato in Italia, non è noto in America. E questo certo non avrà aiutato. A conferma di tutto un discorso legato a ciò che può funzionare o meno con la distribuzione e l'accoglienza di un film negli Stati Uniti, nel lungo video-rivelazione si fa riferimento al caso di It Ends With Us la controversa storia con Blake Lively protagonista che ha avuto un successo travolgente in America. Perché? Merito di volti noti (discorso che vale anche da noi per gli attori italiani) e una narrazione più accessibile al grande pubblico. Insomma, in Italia, si continua a vendere C'è ancora domani come un sucesso internazionale, anche in America. Ma se lo proiettano in pochissime sale (e per pochi giorni), come ci conferma lo youtuber, come si fa a parlare realmente di “successo”?

Vinicio Marchioni e Paola Cortellesi
Vinicio Marchioni e Paola Cortellesi
https://mowmag.com/?nl=1

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