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“La prendi. La metti a novanta e...”.
Bufera sul direttore del Salone del Libro
per le frasi sessiste alla scrittrice.
I consigli di Ottavio Cappellani

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

18 maggio 2022

“La prendi. La metti a novanta e...”. Bufera sul direttore del Salone del Libro per le frasi sessiste alla scrittrice. I consigli di Ottavio Cappellani
“Una cosa sconcia, oscena, feroce”. È solo uno dei tanti commenti sdegnati delle donne che Striscia la notizia ha interpellato sul caso esploso dalle affermazioni di Nicola Lagioia, scrittore e direttore del Salone del libro di Torino, nei confronti della collega Melissa Panarello. Domani parte l’importante manifestazione culturale e i due saranno presenti, ma per tutti gli altri lo scrittore Ottavio Capppellani ha voluto dare qualche consiglio pratico

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

“Con lei c’è una sola cosa da fare. La prendi. La metti a novanta appoggiata a un tavolo. Poi prendi Lolita di Nabokov. Strappi le pagine. Gliele infili una per una nel culo. Dopo un po’, per osmosi, qualcosa assimila per forza”. Questa frase indirizzata verso la collega Melissa Panarello l'avrebbe pronunciata anni fa lo scrittore Nicola Lagioia, oggi direttore del Salone del Libro che si apre il 19 maggio a Torino. E Striscia la notizia, l’altra sera, oltre a far ricordare a tutti il pensiero “lievemente” sessista, ha chiesto cosa ne pensano le donne italiane della cultura, con l’inviata Rajae che lo ha chiesto a Lidia Ravera (“mi mancava questa perla”), a Simonetta Agnello Hornby (“Una storia brutta tutta”), a Chiara Gamberale (“frase che offende più chi la dice”) a Myrta Merlino (“chi lo ha detto deve essere seppellito dalle sue parole”) e all’onorevole Laura Boldrini: “Una cosa sconcia, oscena, feroce”. Per ora nessun commento né da Lagioia né da Panarello, benché si ritroveranno alla manifestazione culturale torinese. Chi invece ha un consiglio per tutti gli scrittori che parteciperanno al Solone è il nostro Ottavio Cappellani, che ci ha mandato la nota che potete leggere di seguito.

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Nicola Lagioia, direttore del Salone del libro di Torino

«A quanto pare Nicola Lagioia è convinto che i libri si assimilino meglio, osmoticamente, per via rettale. Detto per il lettore medio: il libro devi infilartelo nel culo. Adesso: l’idea, ammesso che funzioni, non è malvagia; eviterebbe la miopia dei forti lettori e leggere in spiaggia sarebbe bello non solo per chi legge, ma anche per tutti gli altri. Non solo: come diceva Umberto Eco “al libro non devi cambiare le batterie né metterlo in ricarica”. Regalare un libro, assumerebbe tutt’altro significato e i tre moschettieri diventerebbero una gang-bang con imbucato a sorpresa (D’Artagnan).

Detto questo: io per quest’anno rinuncio ad andare – da spettatore, non ho libri appena pubblicati – al Salone del Libro di Torino, del quale Lagioia è direttore, perché mi è sorto un dubbio. Cioè, non so come spiegarlo: il Salone del Libro è pieno di eventi e presentazioni e letture e in buona sostanza si va lì per i libri. Ecco: non ho capito bene, secondo le nuove direttive del direttore Lagioia, come si svolgeranno esattamente le presentazioni dei libri quest’anno.
Un consiglio per chi va: se il tomo che presentano è di quelli belli grossi, non prendete posti “a sedere” (sì, c’è il doppio senso), ma restate in piedi, spalle al muro».

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  • Salone del libro torino
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  • Culture

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