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15 luglio 2021

"'Notti Magiche' non volevo neppure
scriverla, poi ci ha cambiato la vita”.
Edoardo Bennato ci ha mandato
un video esclusivo

  • di Redazione MOW Redazione MOW

15 luglio 2021

È passata senza risultare inattuale da Baggio e Schillaci a Insigne e Jorginho. Su "Un'estate italiana", meglio conosciuta come “Notti magiche” è intervenuto proprio uno degli artisti che l’hanno portata al successo. Parliamo di Edoardo Bennato, che ci ha inviato un video per spiegare com’è nato quel brano e che cosa ha rappresentato nella sua carriera, non soltanto dal punto di vista del successo commerciale
"'Notti Magiche' non volevo neppure scriverla, poi ci ha cambiato la vita”. Edoardo Bennato ci ha mandato un video esclusivo

Da inno dei mondiali del ’90 a inno degli Europei 2020 (svoltisi nel 2021). La musica a volte segue strade irrazionali, quasi carsiche, e può accadere che una canzone relegata nella nostalgia dei genitori possa diventare simbolica per generazioni che 31 anni fa neppure erano nate. È quel che è successo con "Un’estate italiana", che senza apparente motivo ha iniziato a circolare tra gli Azzurri dopo le prime vittorie – a meno che non siano stati Mancini, Vialli e il gruppo degli ex Samp a condividere la loro playlist - e si è trasformata in una evocazione senza tempo alla quale affidarsi per augurarsi i migliori auspici della Nazionale.

Scritta da Giorgio Moroder e adattata e interpretata da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato è così passata senza risultare inattuale da Baggio e Schillaci a Insigne e Jorginho. Sulla meglio conosciuta come “Notti magiche” è intervenuto proprio uno degli artisti che l’hanno portata al successo. Parliamo di Edoardo Bennato, che ci ha inviato un video proprio per spiegare com’è nato quel brano e che cosa ha rappresentato nella sua carriera, non soltanto dal punto di vista del successo commerciale: «Quando il mio amico Franco De Lucia disse "guarda che Caterina Caselli e Gianna Nannini vorrebbero da te il testo della canzone che sarà l’inno dei Mondiali di calcio", gli risposi: Ma sei pazzo? Cantavo e scrivevo senza manager e produttori, ero sempre in antitesi. Facevo tutto da solo. Vivevo circondato dagli amici del cortile, nel quartiere napoletano di Bagnoli c’erano persone di tutti gli accenti. Non avvertivo la contrapposizione Nord-Sud, ero libero di ridicolizzare tutti. Venni perfino licenziato dalla casa discografica dopo l’album "Non farti cadere le braccia" e iniziai a suonare per strada con armonica, tamburo e chitarra. Un’area politicizzata mi elesse idolo dell’insoddisfazione giovanile in Italia. Ero convinto che "Notti magiche" non me l’avrebbero perdonata, ma Caterina e Gianna mi convinsero».

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