image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Abbiamo letto “Antico presente” di Alessandro Giuli: ma com’è? La cosa migliore è la prefazione di Andrea Caradini che asfalta il ministro e distrugge il libro: “Fa quello che si faceva nel Ventennio fascista e…”

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

15 aprile 2025

Abbiamo letto “Antico presente” di Alessandro Giuli: ma com’è? La cosa migliore è la prefazione di Andrea Caradini che asfalta il ministro e distrugge il libro: “Fa quello che si faceva nel Ventennio fascista e…”
Alessandro Giuli raccoglie alcuni suoi articoli su Roma antica scritti per Il Foglio e li fa diventare un libro. Il problema? Che la prefazione di un vero esperto diventa la perculata definitiva al saggio del ministro sullo “spirito italico” (una roba un po’ troppo fascista?) e la speranza di tornare ai fasti dell’Impero…

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Chissà se imporsi di leggere un libro di un ministro in carica è un dovere della Patria, un obbligo da buon cittadino della Repubblica, un dovere a cui il giornalista culturale, per dirsi tale, deve adempiere. Antico presente – Viaggio nel sacro vivente (Baldini+Castoldi, 2025), poi, è una raccolta di articoli usciti sul Foglio, tra il 2004 e il 2016, dodici anni di neopaganesimo passato di sottecchi di chi oggi è quasi più odiato dagli ultracattolici di destra (che sostengono questo governo) che non dalla sinistra di opposizione. C’è anche da dire che gran parte della sinistra, oggi, uno come Alessandro Giuli non lo capisce. E non per l’eloquio eccentrico, a volte straripante. Ma perché Giuli, come dice giustamente Andrea Caradini nella prefazione al volume, è colto e per questo un caso raro nell’establishment politico attuale. Questi articoli lo dimostrano e dimostrano contestualmente un’altra grande verità intellettuale: che avere cultura, di per sé, non vuol dire niente. E infatti Giuli, in questo libro, pecca di giovanilismo, di dilettantismo, lo stesso di chi, in veste di studioso o di divulgatore (e di entrambe le cose, come in questo caso), si fa prendere la mano dall’entusiasmo e finisce per promuovere non tanto una storia ideale e contraffatta della sapienza e del sentimento politico dei romani, quanto un idealismo storiografico un po’ romantico e un po’ rozzo, che fa sì che il breve itinerario proposto da Giuli risulti buffo, forse un po’ comico.

"Antico presente" di Alessandro Giuli (Baldini+Castoldi, 2025)
"Antico presente" di Alessandro Giuli (Baldini+Castoldi, 2025)

Si potrebbe dire di Giuli ciò che Giuli dice di Musmeci Ferrari Bravo: “Pensare italicamente significò entrare in contatto con la forza sottile del genio italico issandosi sulla verticale del magistero antico secondo cui la comunicazione con il mistero ineffabile di Roma può avvenire per via d’intuizione folgorante”. È un anti-illuminisimo a metà tra il dionisiaco e l’apollineo, dove cioè la misura (apollineo) è più un termine di paragone, in tensione con una conoscenza orgiastica e allo stesso tempo ermetica, a suo modo confusionaria, mitica, orfica, irrazionale. È da questa tensione, presente, secondo il Nietzsche della Nascita della tragedia nella Grecia che vede Socrate come spartiacque di due età, l’età della passione e quella della ragione, che nasce, pare il culto di Giuli. Così il ministro, che firma il prologo di questi articoli quando già in carica, a fine 2024, ci invita a pensare italicamente, chiedendoci in realtà di pensare romanicamente. Lo snodo cruciale, per Giuli, è nel cesarismo, il primo dei tanti, a cui tutta la grande cultura (di destra?) dovrebbe ricorrere per nobilitarsi un po’, darsi un tono. Alle agrarie e campestri digressioni di Lollobrigida, dunque, si sostituisca il titanismo tragico di Giulio Cesare, il riformatore che uso metodi rivoluzionari, ricorda Giulia citando Luca Canali, la cui morte, anzi, il cui omicidio, era necessario, così come “Troia doveva cadere”. Appunto, non il Cesare storico, quando il Cesare del mito, sovrainterpretato, attualizzato, sragionato.

Andrea Carandini
Andrea Carandini

È in una storia mineraria, filosofica, del passato, che Giuli vede il futuro dell’Italia. Al centro, accanto alla sapienza, una virtù assertiva, che alcuni non stenterebbero a definire patriarcale, il coraggio: “Nelle ossa dei discendenti degli avi antichi palpitano ancora gli elementi sedimentati di arcaiche formazioni magmatiche e minerarie, origine del roccioso coraggio italico. La sfida di questo coraggio sta nel debellare l’eversore, il demone delle macerie”. Non rende giustizia ai fossili, non li lascia fossili, li prende per vivi per buoni ai fini di una nuova propaganda tradizionalista, evoliana, conservatrice, ma non alla maniera inglese, la corrente che secondo alcuni Giorgia Meloni sta provando a fare attecchire. Giuli è al governo un conservatore eversivo, un paradosso vivente, piacevolmente colto, che si vorrebbe elegante (e magari lo è; chi bada a queste cose saprà dirlo). Tuttavia resta, come scritto nella prefazione da Caradini, un “giovane, ha talento, e ha davanti a sé il tempo per attuare questa maturazione che reputo essenziale al bene della Repubblica”. Quale maturazione? Quella che lo spinga nelle braccia dell’illuminismo, del liberalismo della ragione, affinché non cerchi in una genealogia posticcia le tracce di un futuro che, speriamo, possa somigliare invece il meno possibile all’Impero Romano. Ah, la prefazione! La parte migliore (e più recente del libro) in cui uno studioso, che francamente pare preso dall’imbarazzo di dover introdurre un libro di cui forse avrebbe gradito non sentire neanche parlare, fa due cose: la prima, prende le distanze da Giuli, dal suo ambiente politico, dalle sue inclinazioni vagamente spiritualiste e banalotte; la seconda, ricorda a cosa somigli il lavoro di antiquariato (per dirla ancora con Nietzsche) fatto dal ministro della cultura: “Il suo libro va letto perché riporta l’attenzione sulla nostra storia più antica. […] Lo fa estendendo all’oggi la sacralità antica, come si è fatto fino al primo ventennio del Novecento – Luigi XIV voleva discendere da Romolo –, e come si è fatto subordinando la ricerca alla politica del Ventennio fascista: un enorme presupposto che non condivido”. E poi la perculata: “Fa riflettere il sottotitolo di questo libro: Viaggio nel sacro vivente. […] Di sempre vivente nella specie dei Sapientes, io conosco solo il provare emozioni inconsce, l’avere sentimenti subconsci e consci, il parlare una lingua tramite cui pensare, l’avere una consapevolezza narrativa di sé, il conoscere con la ragione e il saper distinguere il vero dal falso e il bene dal male”. Mamma mia, farsi prefare da un illuminista un libro sul revanscismo nostalgico e neopagano… Da premiare, quantomeno, il coraggio. Virtù del pensare italico, parola di Giuli.

https://mowmag.com/?nl=1

More

TRUFFA O GENIALATA? Ipnocrazia di Tlon ha fatto incaz*are il popolino della cultura, ma che c’è di scandaloso? No, l’intelligenza artificiale non è il problema e chi ha letto un po’ di filosofia sa perché Janwei Xun (Colamedici) ha ragione (quasi su tutto)

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

MOWbook

TRUFFA O GENIALATA? Ipnocrazia di Tlon ha fatto incaz*are il popolino della cultura, ma che c’è di scandaloso? No, l’intelligenza artificiale non è il problema e chi ha letto un po’ di filosofia sa perché Janwei Xun (Colamedici) ha ragione (quasi su tutto)

La Space Family è finita? Valentino Bisegna e Sara Di Sturco si separano, come dice l’esperto di gossip Alessandro Rosica, oppure è un’altra trollata da TikTok e Youtube?

di Redazione MOW Redazione MOW

tutto vero?

La Space Family è finita? Valentino Bisegna e Sara Di Sturco si separano, come dice l’esperto di gossip Alessandro Rosica, oppure è un’altra trollata da TikTok e Youtube?

Capezzone smonta il ministro Giuli (che esce con il libro “Antico presente”): “È questa l’alternativa culturale di destra? Unione euroafricana e dialoghi coi cinesi su Gramsci e il Partito Comunista? Ma dove caz*o vogliamo andare…”

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Il buongiorno si vede dal...

Capezzone smonta il ministro Giuli (che esce con il libro “Antico presente”): “È questa l’alternativa culturale di destra? Unione euroafricana e dialoghi coi cinesi su Gramsci e il Partito Comunista? Ma dove caz*o vogliamo andare…”

Tag

  • Opinioni
  • Cronaca
  • Attualità
  • Libero
  • Partito Comunista
  • ministro della cultura
  • Alessandro Giuli
  • Daniele Capezzone

Top Stories

  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione
  • MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti

    di Irene Natali

    MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti
  • Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

    di Irene Natali

    Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Abbiamo fatto ascoltare El Galactico, il disco dei Baustelle, al poeta Aldo Nove. Il risultato? "Ci fanno credere, tra Moana e Nietzsche, che ha ancora senso la musica..."

di Aldo Nove

Abbiamo fatto ascoltare El Galactico, il disco dei Baustelle, al poeta Aldo Nove. Il risultato? "Ci fanno credere, tra Moana e Nietzsche, che ha ancora senso la musica..."
Next Next

Abbiamo fatto ascoltare El Galactico, il disco dei Baustelle,...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy