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13 luglio 2025

Abbiamo visto la serie Too Much su Netflix, ma com’è? La prova che senza Lena Dunham e Girls tutto sarebbe diverso (e peggiore). Ed Emily Ratajkowski…

  • di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

13 luglio 2025

C'era una volta Girls. Ora c'è Too Much, la nuova serie di Lena Dunham realizzata insieme al marito Luis Felber. La protagonista si chiama Jessica, ed è ancora una di noi. Una ragazza innamorata e autentica che dal primo minuto della serie ci ha riportato una sensazione familiare, quella stessa che avevamo provato con Girls, la serie senza la quale tutto oggi sarebbe diverso (e sicuramente peggiore)
Abbiamo visto la serie Too Much su Netflix, ma com’è? La prova che senza Lena Dunham e Girls tutto sarebbe diverso (e peggiore). Ed Emily Ratajkowski…

Tutto quello che volevamo da Girls è tutto quello che speravamo per Too Much. Il capolavoro di Lena Dunham nato più di dieci anni fa aveva - finalmente - offerto un modo vero e autentico per raccontare delle donne, ragazze in preda a mille casini con gli uomini, le amiche, i soldi. Americane, confuse, incasinate. E tutto questo è in un certo senso anche Jess. La protagonista di Too Much, la nuova serie Netflix creata da Lena Dunham, ma non interpretata da lei. Ora che ha 39 anni, Dunham torna finalmente al mezzo su cui si è fatta conoscere, più sicura e padrona di sé in certi aspetti, ma meno geniale in molti altri. Solo che, a differenza di Girls, non è lei qui la protagonista della sua storia, anche se lo sembra di continuo. “È sempre stata scritta per Meg, e non ero io” Dunham. “In questo periodo non ho un forte desiderio di stare davanti alla macchina da presa”. Jessica è Megan Stalter, una sorta di Lena che si è vista e raccontata da fuori. Megan che si consola con le storie d'amore dell'Inghilterra rurale, Megan che vuole cambiare vita: lasciare quella che conosceva in America, immaginarne una nuova a Londra. Qui, a Londra, conosce Felix (Will Sharpe) e tutto inizia (anche la serie). E poi si, tra sesso e derive contemporanee, c'è anche Emily Ratajkowski versione attrice che interpreta un'influencer con cui la nostra ha uno strano rapporto.

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Ma tornando ancora indietro. Lena Dunham aveva venduto Girls alla Hbo quando aveva solo 23 anni. E 23 anni li avevamo noi quando l'abbiamo vista. Dunham l'aveva scritta, diretta, interpretata e ora che su Netflix non la troviamo più in carne e ossa ma soltanto dietro la macchina da presa fa così strano. Noi che siamo cresciute pensando a Girls, guardando alle nostre amiche esattamente per come erano quelle ragazze. Perché per una volta quello che vedevamo grazie a Lena erano femmine che dicevano parolacce, svuotate dalle solite rappresentazioni. Niente più taglie, luoghi comuni, fantasie sessuali predefinite, solo noi che non dovevamo essere felici, o meglio, non per forza. Anzi il più delle volte le nostre erano stronze, prese male, disilluse, amareggiate, confuse, imperfette. Com'è la vita, in fondo. Insomma, niente è come Girls. E neanche Too much. Ma in fondo quella sensazione provata quando abbiamo incontrato quella serie anni fa, certo meno intensa, l'abbiamo assaporata oggi su Netflix. E d'un tratto, siamo felici.

girls ansa
Lena Dunham (al centro), Zosia Mamet (a sinistra) e Allison Williams (a destra) tengono il Golden Globe per 'Girls' nel 2013 Ansa

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