image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

4 settembre 2026

Avete mai pogato sul country? Con J-Ax ora si può. In “Vita Morte Miracoli” non ci sono virgole né congiunzioni: si ascolta tutto d’un fiato

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

4 settembre 2026

“Vita Morte Miracoli” di J-Ax lo leggi tutto d’un fiato, senza congiunzioni. Lo ascolti tutto d’un fiato, senza pause. E c’è ancora un altro “senza” necessario a descrivere questo disco: senza filtri. C’è rabbia, ironia, politica, sesso, amore, Dio, famiglia e una sana dose di vaffanculo. In poche parole: c’è J-Ax, quello che cresce un sacco ma senza crescere mai. E scrive un disco che prende a martellate il perbenismo e l’hype scegliendo la cosa più fuori moda di tutte: essere libero, quindi vero. All Star, pogo e dito medio (quasi) sempre su: Alessandro Aleotti dimostra che a 54 anni non ha ancora nessuna intenzione di diventare adulto. Noi di MOW lo abbiamo ascoltato in anteprima, a poche ore dall’uscita di stanotte

foto di Ufficio stampa

Avete mai pogato sul country? Con J-Ax ora si può. In “Vita Morte Miracoli” non ci sono virgole né congiunzioni: si ascolta tutto d’un fiato

In questo disco c’è tutto. Parla della vita, di ogni sua sfaccettatura. Anzi, no: è esattamente Vita Morte Miracoli. Avete letto bene, senza nessuna “e” di congiunzione. Ax lo scrive tutto d’un fiato, seguendo il solito flusso che lo contraddistingue dagli Articolo 31 in poi. Ma il suo non è più il flow del ragazzetto ribelle che voleva fare il rap in Italia, con i dread e tutto il resto. A dire il vero non lo è già da un bel pezzo. Il suo è il racconto in musica di un artista fatto e finito, ma che ha ancora un database di parole da combinare e cantare. Con il solito graffio nella voce e una dialettica semplice, precisa. E questo disco l’essenza di J-Ax la racconta eccome. Lo storytelling porta la sua firma e lo capiamo già solo leggendo i testi, ma il bello arriva quando premiamo play.
La prima traccia, Odio la gente, è un vero e proprio inno all’odio. Un po’ come avevano fatto i Bluvertigo nel 1995 con Iodio. Anche J-Ax usa questa traccia come lista di cose che andrebbero depennate; in primis proprio la gente. E anche questo non è un semplicistico “odio tutti” decantato da una persona frustrata e infelice, anzi, Ax lo dice a chiare lettere: “Sinceramente non sono depresso, frustrato. Odio tutti felicemente”. Ammette (a differenza di chi mente) di essere una pessima persona e in questa ammissione scomoda c’è una libertà rara, che oggi, complice anche il mondo dei social, viene negata a favore di una positività imposta che genera un perbenismo nauseante. In questa prima traccia si potrebbe facilmente identificare la “morte” presente nel titolo del disco, ma in realtà c’è la “vita”: quella vera, cruda e narrata con legittimo cinismo. E attenzione perché questa sonorità country sarà presente in diverse canzoni del disco, in alcune tracce più e in altre meno. A J-Ax sono sempre piaciuti i crossover: ha unito rap e rock e ora rap e country.
Italia Starter Pack l’abbiamo già ascoltata all’ultimo Festival di Sanremo. Come lo descrivi un periodo storico brutto? Con una canzone brutta, volutamente brutta che fa “Pappapparappa”. Qui Ax ha ripreso le fila de L’italiano medio e stavolta lo ha fatto scegliendo una cifra stilistica diversa: se il brano del 2004 era intonato con energia e un’ironia che celava rabbia, tipica degli Articolo 31, Italia starter pack è ancora più incazzata, anche se potrebbe non sembrarlo. E la scelta di una melodia country, totalmente fuori dalle tendenze contemporanee, è la forma di protesta più potente che il brano porta con sè.

Ma è nel brano omonimo del disco che J-Ax le suona di santa ragione. Qui batteria e violino predominano e l’artista sembra rivolgersi principalmente ai giovani che seguono i trend più beceri, in realtà, ancora una volta, la sua è una denuncia più ampia: il finanziamento di armi, l’hating, il capitalismo. Questa è tutta la merda che fa incazzare Ax, che nutre il suo cinismo e per questo può dirsi ancora vivo. Forse anche autodistruttivo, sì. Ma ancora affamato di vita. Forse in questo brano c’è un invito latente ad essere come lui. Perché se questa società tende a lobotomizzarci, a questo punto viva anche la rabbia, che distrugge sì, ma per ricostruire da zero.
E mentre tutto intorno diventa rosa, mentre ogni cosa deve fare hype, mentre le donne gareggiano per somigliare le une alle altre, J-Ax fa una dichiarazione sfrontata e a tratti anche un po’ cazzona: F.R.&G.N.A. è questa cosa qui. Una dedica a una donna rock che si gira dall’altra parte e alza il dito medio se si tratta di mode. Una donna libera, anche sessualmente, selvaggia e per questo pura. Non è la donna di Instagram, è quella con cui condividi la vita vera, che spesso ha anche il sapore di merda, ma se condivisa con lei diventa il sapore di “una birra gelata dopo uno schifo di giornata”. La sonorità? Un tuffo nello J-Ax dei primi anni 2000.
Alessandro Aleotti è del 1972 e lui le mode non le ha mai seguite. La verità che canta emerge anche dal brano successivo: Pelle, ossa ed All Star. E quale titolo più emblematico per descrivere la carnalità con la quale Ax vive la musica e quindi la vita? Perché il lui le due cose vanno di pari passo e in questo brano più che mai emerge. In quello che potremmo definire un autoritratto da sopravvissuto che ripercorre tutto senza rinnegare niente. Che parla di tutto ciò che è cambiato, tranne una cosa: la voglia di cambiare. E questo disco ce ne dà prova.
 

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da J-AX (@j.axofficial)

 

“Pollo fritto, rap e country. Non è chiaro il perché, ma Hippy Ya Yo (Però anche no), pur avendo un titolo buffo, in qualche modo e per qualche ragione ricorda Dubbi di Marracash. Il tema è il denominatore comune. Marracash cantava malinconico “Come fanno gli altri? Li vedo così convinti e senza dubbi”; J-Ax qui canta: “Voglio vivere come mi pare, però senza diventare un coglione: pace e amore, sì. Ma anche no”. Sono due facce della stessa medaglia. La denuncia contro la polarizzazione di questa società e, dunque, la forzatura a identificarsi in qualcosa di preciso e dettagliato, l’ossessione di incanalarsi in un preciso ruolo, con un preciso status. Marra la constatava, Ax la manda a fanculo. Questo è un inno all’indecisione. Anche questa ormai poco di moda. Ma ormai è chiaro: J-Ax con questo disco le mode vuole mandarle a fanculo. E se dovessimo trovare un denominatore nei suoi lavori discografici, quel fattore rimasto immutato nonostante i numerosi cambiamenti, sarebbe di certo questo.
Ma dopo la rabbia, il dito medio si abbassa per un po’. Le mani si intrecciano e parte una sorta di preghiera, lenta e parlata, piano e voce. Ma attenzione: la rabbia non è ancora svanita. Anzi, forse è più potente di prima: la rabbia a denti stretti, quella che non urla ma trattiene. E questa rabbia J-Ax in Scusami Dio la indirizza proprio a Lui. Un vero credente con Dio si incazza se nel mondo a soffrire sono sempre e solo gli innocenti, se predominano guerre, ingiustizie, malattie. Con chi dovrebbe incazzarsi chi crede se non con Dio? E alla fine Ax prende le distanze da ciò che è forma e da quel credere intimorito: “Io non credo per paura: se faccio il bene, lo faccio perché scelgo di farlo”.

Ancora una dimensione di intimità è quella che ci regala Alessandro in Ciao papà. Una lettera country. Leggendo il testo ci aspettavamo un brano quasi sussurrato come Scusami dio, invece in questa lettera c’è un filo di malinconia sottile, mangiata dalla consapevolezza di un artista adulto. Una vita alla ricerca forsennata. Una vita dedita a realizzare i propri sogni, a fuggire dai luoghi che non potevano contenerli. Per poi accorgersi, alla fine, che la vera rivincita è poter finalmente restituire qualcosa ai genitori: lì c’è il tesoro tanto ricercato e Ax se ne accorge ora che lui è padre. Non è da tutti i rapper togliersi la maschera del duro per dire questo.
Da Tutti al mare a Tutti ammale è un attimo. Alle prime note sembra una canzone di Bennato, sarà la fisarmonica. Questa è la cronaca tragicomica del rientro dalle vacanze. Tra soldi bruciati, abbronzatura, paranoie, traffico, scuola, lavoro e quella depressione collettiva da “fine estate”. Tutti postano “voglia di andare”, ma alla fine tornano esattamente dove erano. Perché dove altro vuoi tornare? Dove ancora vuoi fuggire? L’estate finisce, il conto arriva e settembre ci trova tutti ammale, “con l’occhiale da sole sotto le occhiaie”.
Ma questo è un disco di J-Ax. Poteva mancare l’inno agli outsider di periferia? Per tutti quelli che non si fanno addomesticare. E chi meglio di lui? Sono le “Bestie fuori dalle feste”, quelli che non si fanno comprare dal grano. In un mondo di venduti questo è ancora l’atto più rivoluzionario che si possa compiere. Qui il graffio nella voce di Ax si fa sentire più del solito.

20260904 090532521 9755
La copertina di "Vita Morte Miracoli"

Poi c’è una sorta di sequel di F.R.&G.N.A., ma in versione decisamente più addolcita, anche se “in Segreto”. La voce di Ax sembra quasi volersi nascondere, ma quella di Alessandro è più forte: è una serenata in cui mette via la maschera da duro e ci mostra il suo lato più romantico. Segreto è dedicato alla donna che ama, ma è una canzone senza zucchero e priva di qualsivoglia idealizzazione. Ma, al tempo stesso, lei è l’unica cosa per cui l’artista dice di avere ancora fede. Una sorta di madonna carnale verso cui esprime una gratitudine talmente profonda da volerla salvare, così come da lei è stato salvato.
Non provate a chiedere a J-Ax “che lavoro fai”? Vi risponderebbe: “Ma i cazzi tuoi mai?”. Ecco, in questo esordio c’è l’essenza di Alla faccia di. Un vaffanculo collettivo a chi giudica, rosica e cerca di mettergli il guinzaglio. E in effetti, possiamo dirlo: chi c’è mai riuscito? J-Ax rivendica il suo modo di vivere e fare musica, fregandosene di chi gli dice che non cresce mai o che non merita il successo. Il dito medio qui si alza ancora ed è più teso che mai.

E qui c’è il pezzo che chi scrive questo articolo ha preferito. La sintesi perfetta dei giorni d’oggi. Niente per niente è una presa per il culo all’ipocrisia odierna, fatta di attivismo e slogan social: oggi una causa, domani quella opposta, purché l’algoritmo approvi. “Io faccio schifo come te”, ancora J-Ax fa la cosa più controtendenza del momento: ammette il marcio e toglie la patina a questo mondo tutto rosa fatto di grafiche perfette e video editati ad hoc per diffondere il proprio ego, mica i valori. “Quelli della body positivity si stanno già facendo di Ozempic”: boom. Il pezzo sembra quasi un omaggio a Je so pazzo di Pino Daniele.
Ma voi ve lo ricordate il Rap n’ Roll del 2009? L’ultima traccia di Vita Morte Miracoli ne è una reminiscenza. Pogo è un inno al rock senza filtri contro la coolness costruita. Qui J-Ax prende a martellate il pop patinato, contrapponendo nerd, metallari, zarraggine e soprattutto il pogare fino a distruggersi. Quale simbolo migliore della libertà che decanta questo disco? Pogo è davvero la traccia più rappresentativa dell’album. La sonorità riprende il filo di F.R.&G.N.A. Goduria finale. Viene già voglia di pogare sotto palco.
E Vita Morte Miracoli si conferma - come preannunciato dallo stesso titolo - un succoso frullato di tutto ciò che serve alla musica italiana oggi. Altro che sofisticati matcha! In due parole? Nuda verità. E se non scegliamo di sintetizzare il disco con la parola “libertà” è solo perché non si può essere liberi senza essere veri. E in questo J-Ax, ancora una volta, ci fa scuola.
Durante il release party del disco ad Ax abbiamo chiesto come fa a centrarle tutte. "Per andare al centro? Bisogna sbagliare mille volte". E poi una chicca: anche J-Ax c'ha messo un po' a capirlo, ma la provincia è molto meglio della Milano infighettata. "Quindi viva la provincia, viva il country".

 

More

“La famiglia e il tricolore perché se li è presi la destra? Dov’è la sinistra? La lotta si fa dal basso verso l’alto”. J-Ax arriva nello spazio di MOW e spacca Sanremo. L’intervista del direttore

di Michele Larosa Michele Larosa

MOWida

“La famiglia e il tricolore perché se li è presi la destra? Dov’è la sinistra? La lotta si fa dal basso verso l’alto”. J-Ax arriva nello spazio di MOW e spacca Sanremo. L’intervista del direttore

“Ave Maria, piena di rabbia”: la poesia di una detenuta che vince un premio. Ma è una citazione di Salmo

di Marika Costarelli Marika Costarelli

ave maria piena di rabbia

“Ave Maria, piena di rabbia”: la poesia di una detenuta che vince un premio. Ma è una citazione di Salmo

La ami ma non riuscite a montare neanche un mobile Ikea? Ecco perché c'è “Meraviglioso Errore” di Gianna Nannini

di Sara Murgia

meraviglie

La ami ma non riuscite a montare neanche un mobile Ikea? Ecco perché c'è “Meraviglioso Errore” di Gianna Nannini

Tag

  • Cultura
  • Musica
  • J-Ax
  • Disco
  • recensione

Top Stories

  • Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”

    di Marika Costarelli

    Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”
  • Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"

    di Irene Natali

    Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"
  • Le scopate di Belen a “Falsissimo” hanno scatenato la discussione della redazione, ma la verità è che dietro si nasconde il dibattito sul vero potere. E in esclusiva Corona ci spiega di cosa ha parlato e perché “siete stupidi”

    di Ottavio Cappellani

     Le scopate di Belen a “Falsissimo” hanno scatenato la discussione della redazione, ma la verità è che dietro si nasconde il dibattito sul vero potere. E in esclusiva Corona ci spiega di cosa ha parlato e perché “siete stupidi”
  • Michele Morrone farà il film Maserati con Al Pacino e Anthony Hopkins? Complimenti al manager, l’uomo più capace del mondo

    di Domenico Agrizzi

    Michele Morrone farà il film Maserati con Al Pacino e Anthony Hopkins? Complimenti al manager, l’uomo più capace del mondo
  • Svolta clamorosa sull’omicidio di Tupac Shakur: finalmente c’è un colpevole, ma non sappiamo ancora chi lo ha ucciso

    di Marika Costarelli

    Svolta clamorosa sull’omicidio di Tupac Shakur: finalmente c’è un colpevole, ma non sappiamo ancora chi lo ha ucciso
  • Il nuovo trailer Hbo di “Harry Potter e pietra filosofale” è filologicamente (quasi) perfetto. Ditelo ai babbani

    di Mattia Nesto

    Il nuovo trailer Hbo di “Harry Potter e pietra filosofale” è filologicamente (quasi) perfetto. Ditelo ai babbani

di Marika Costarelli Marika Costarelli

foto di

Ufficio stampa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Metti una sera a cena con Diego Abatantuono, il Mago Forest e Max Angioni. E non chiamatele (solo) risate: l’intervista al cast del film Il Malloppo di Volfango De Biasi

di Ilaria Ferretti

Metti una sera a cena con Diego Abatantuono, il Mago Forest e Max Angioni. E non chiamatele (solo) risate: l’intervista al cast del film Il Malloppo di Volfango De Biasi
Next Next

Metti una sera a cena con Diego Abatantuono, il Mago Forest e...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy