Un’intervista o una partita a carte, anzi, una sera a cena con loro quattro. Il regista del film Il Malloppo (nelle sale con Vision Distribution) Volfango De Biasi e gli attori Diego Abatantuono, Michele Foresta (Mago Forrest) e Max Angioni. Durante l'incontro non la finivano di punzecchiarsi, interrompersi, scherzare, ma tra una domanda sul film, una citazione di Fantozzi e qualche perla dal Maestro Abatantuono qua e là, siamo riusciti comunque a capire qual è il segreto per continuare a fare questo lavoro con lo stesso identico successo di sempre, qual è la soluzione per sfuggire alla velocità che ci fa naufragare per poi rendersi conto che ieri, esattamente come oggi, il bisogno di ridere non è mai sparito.
L'intervista al cast de Il Malloppo
Per Michele Foresta. In una delle primissime scene del film, il suo personaggio dice, scherzando al ristorante, "Il mio lavoro è fatto di alti e bassi". Ecco, anche il settore del cinema possiamo dire che lo sia. Qual è il segreto per "restare"? Come si fa a "non perdersi"?
Michele, che sarei io (ride guardando i colleghi, ndr)! Questa è una domanda molto interessante la passerei a… Scherzo, è vero. Puoi dare il massimo nel tuo lavoro, puoi mettercela tutta, però purtroppo i risultati non dipendendo solo da te e dalle tue volontà, ma anche dagli altri, dai frangenti, dalle cose che succedono. Per quanto riguarda la longevità, invece, credo che anche se una persona cerca di dare il massimo, di essere curiosa, di prepararsi, molte cose anche in questo caso non dipendano poi davvero solo da noi stessi, ma dal pubblico, dal fato.
Per Diego Abatantuono. Vista la situazione globale attuale, ricca di incertezze, di difficoltà, hai l’impressione che la commedia nel 2026 abbia una sorta di responsabilità diversa verso il pubblico rispetto al passato?
Situazione che non è rosea. La commedia dovrebbe avere sempre una responsabilità perché tutte le forme d’arte comportano responsabilità, dato che poi le canzoni e i film vengono visti non solo da chi fa questo lavoro. Dunque, anche nel film più comico, l’ambientazione, i personaggi, le scelte di questi ultimi determinano un preciso messaggio per il pubblico, poi può non essere il tema principale, ma la responsabilità arriva. Quando i film sono solo divertenti allora si chiamano “le comiche”, per dire, e sai che vai al cinema solo per ridere. Cito Villaggio che è il contrario esatto di quello che ho appena detto: tutta la serie dei Fantozzi e tutta la commedia degli anni Settanta fino agli Ottanta aveva molto da dire, era anche politicizzata.
Max Angioni. Dopo anni a teatro e in tv è arrivato il cinema, questo è il secondo film con Volfango De Biasi. C'è una tua versione, diversa dalle altre, che esiste solo quando sei sul set?
Certo. Io sul palco sono istrionico, in televisione sono esagitato, mentre al cinema sono molto concentrato sulle frequenze del regista, essendo il regista l’unico baluardo che abbiamo per capire se ciò che stiamo facendo sta andando bene o male. Sono totalmente sintonizzato sulle sue frequenze. Al cinema c’è il Max più attento.
Voi che siete così diversi anche nella vostra comicità, cosa vi fa ridere l'uno dell'altro?
Diego: Mi fa ridere Max perché è intelligente, veloce, è bravo, si sta affinando. Su Michele, che dire. Chi è che non ride con il Maestro Mago Forrest? Tutti e due sono bravi.
Forrest: Beh io non rido con il Mago Forrest, e neppure mia moglie. Diciamo che Max oltre alla parola ci mette il fisico, mi ricorda Jack Black, in un certo senso. Diego in scena fa ridere, fa commuovere e sa essere serio. Anche nella vita fa sempre ridere con i suoi aneddoti, bisognerebbe pagare un biglietto per stare a cena con lui.
Diego: E invece, stupidamente, faccio il cinema,
Forrest: E paga pure la cena.
Diego: Per quello faccio ridere, perché le persone vanno via contente.
Per Volfango De Biasi. Il film, l'arte parlano sempre al pubblico. Ma se proprio potessi scegliere una cosa, una caratteristica del suo film da far arrivare agli spettatori, quale sarebbe e perché?
Più o meno la stessa che mi auguro per tutti i film che ho fatto. Sono stati realizzati sempre con passione e amore, con impegno. Quando lavoro con loro (Angioni, Abatantuono, Foresta) ho un problema devastante perché mi fanno ridere sempre e spero che questa mia felicità arrivi anche agli spettatori.