Se in Italia la nostalgia va alla grande, anche oltre Oceano non va diversamente. Adesso per esempio, è pronta una nuova stagione di Baywatch: Hobie Buchannon, il figlio dello storico bagnino Mitch, diventa protagonista e prende in mano la narrazione. E quando diciamo che i guardiaspiaggia più famosi del piccolo schermo sono pronti per tornare, intendiamo che sono proprio loro: con i fisici da eletti dagli Dei, la stessa spiaggia, gli iconici costumi interi. Del resto, hanno alimentato i sogni erotici di una generazione, quei costumini rossi lì: perciò eccoli che si riprendono la scena in tutta la loro sgambatezza, con tanto di corsa al rallentatore per evidenziare a dovere tutto quello che può sballonzolare. Facevano sognare Chandler Bing e Joey in Friends, e insieme a loro si risvegliava l'ormone di milioni di telespettatori.
Poi certo, c'erano le storie: i salvataggi per alimentare l'azione, ma anche le vicende che andavano oltre la spiaggia. Le vite private di questi guardiaspiaggia, figure ibride tra il bagnino e il più scattante degli agenti di polizia ma che, come tutti, vivevano amori e fronteggiavano traumi, difficoltà, finendo così per parlare anche dei temi caldi del loro tempo.
Che il tanto vituperato "politically correct" sia sul viale del tramonto, non si vede solo su red carpet e passerelle dove la retorica dei corpi ha smesso di parlare di accettazione, di "siamo tutte bellissime", per ricominciare a seguire il vecchio trend della magrezza estrema, ma anche dal ritorno di uno show come questo.
Annunciata per gennaio su Fox, una serie come Baywatch e la sue inquadrature da tv commerciale anni '90, anche solo pochi anni fa sarebbe stata accusata di oggettificare i corpi. Non è certo un mistero che fosse proprio la componente estetica la responsabile di gran parte del suo successo: l'aver lanciato nello show business bellezze come quella di Pamela Anderson, divenuta un'icona sexy di quegli anni, e la fisicità delle guardie costiere di Malibù hanno contribuito a sedimentare la serie nell'immaginario collettivo. Allo stesso tempo, non sarebbe Baywatch senza quegli stessi elementi.
Pensare di riproporla oggi, significa avere questa consapevolezza: per essere riconoscibile, Baywatch ha bisogno dei costumi inguinali, degli addominali e delle corse sulla spiaggia che molto evocano e poco mostrano. Esattamente quegli elementi distintivi che fino a poco tempo fa, appunto, sarebbero stati additati pressoché all'unanimità come svilenti e mortificanti, specie per le donne.
Ma senza tutto ciò, Baywatch sarebbe un' altra serie: gli autori lo sanno, così come conferma proprio il primo trailer diffuso online.
Signori, Baywatch sta per tornare: e anche il politicamente corretto, non se la passa troppo bene.