Ma che dobbiamo fare con voi, vertici televisivi, noi poveri telespettatori? Sono anni che migriamo verso le piattaforme in cerca di novità, che elogiamo le serie internazionali, e voi pensate sia una buona idea riportare in tv I Cesaroni e Un Medico in famiglia. Sono anni che pure vi dimostriamo che quello che scriviamo su X, ai bei tempi Twitter, non si traduce mai in dati Auditel corrispondenti, eppure voi pensate, ancora, di riportare in tv I Cesaroni e Un Medico in famiglia. Due serie entrate nel cuore di milioni di telespettatori, di certo ad alto tasso di nostalgia, ma la nostalgia non è sempre buona consigliera: il piccolo schermo negli ultimi anni, è stato affollato di revival e sequel, ma non tutti sono Scrubs. Anzi: c'è il rischio che la maggior parte siano I Cesaroni.
In Rai però, sull'onda dei fan e di quella voglia di guardare a un rassicurante passato, secondo Chi sarebbe partito l'ok per gli sceneggiatori: i nuovi episodi sarebbero dunque in fase di scrittura e, una volta conclusa la fase creativa, Rai Fiction deciderà se realizzarli o meno.
Non sappiamo se rivedremo davvero nonno Libero su Rai 1, ma che la Rai stia valutando il da farsi, è già una notizia. Eppure, proprio in questi giorni, si sta consumando lo stillicidio de I Cesaroni-Il ritorno: in parte a causa delle programmazione di Canale 5, ma non solo. Gli ascolti infatti, avevano dimostrato un calo d'interesse notevole tra il primo e il secondo appuntamento: quando poi la rete, anziché accorciare La Ruota della Fortuna, ha deciso di programmarne un solo episodio per fare iniziare la seconda serata al suo consueto orario, il tracollo. Lunedì 18 maggio la serie, teoricamente un prodotto che sarebbe dovuto essere uno dei titoli di punta della rete, si è fermata appena al 13% di share, per 2milioni 164mila telespettatori (era partita al 22,6% con 3milioni 486mila telespettatori). Numeri che, anche volendo considerare gli streaming, dicono molto del riscontro da parte del pubblico e, soprattutto, pongono anche un altro quesito: se nella serie la differenza la facessero davvero gli streaming, allora che senso ha trasmetterla in tv?
Ma i motivi dell'insuccesso, e sono gli stessi in cui potrebbe incappare lo stesso Medico in Famiglia, sono anche altri: l'assenza di personaggi storici della serie, i buchi di trama rispetto all'ultima stagione andata in onda, il pubblico che è cambiato. Specie considerando il fatto che si tratta di quelle serie andate avanti per stagioni e che, per tenere alta l'attenzione del pubblico, hanno finito per diventare delle soap, con trame in cui gli spettatori non riconoscevano più i personaggi. Da Lele Martini che potrebbe non essere il padre (biologico) di Annuccia, alla figlia di Giulio Cesaroni finita nel dimenticatoio ora che la squadra è tornata alla Garbatella.
Riprendere in mano serie vecchie, ricordando il successo delle prime stagioni e dimenticando il calo dei finali, difficilmente si rivela una buona idea. Perché è sempre da quei finali che le storie ripartono; è lì che i personaggi avevano lasciato il pubblico. E un pubblico cresciuto, passato l'effetto di ritrovare i vecchi amici, quanto ci metterà ad accorgersi che mentre lui è evoluto, i vecchi amici sono rimasti lì dov'era lui anni fa? Oppure ancora peggio, sono cambiati pure loro, ma non in meglio?