Prendi un titolo storico, magnificalo aggiungendogli un "super" e riportalo in tv un trentina di anni dopo, per di più allungandolo pure in prima serata: scoprirai che la nostalgia sarà pure canaglia, ma Pier Silvio Berlusconi molto di più. Perché adesso tocca pure al Super Karaoke, versione del format che aveva lanciato Fiorello negli anni '90, poi conclusosi passando il testimone al fratello Beppe nel '95 e, vent'anni dopo, tentando un revival omaggio con Pintus.
Sarebbe dovuto partire mercoledì 27 maggio su Canale 5, ma il programma è stato momentaneamente rimandato; intanto, quel che è certo, è che la conduzione è stata affidata a Michelle Hunizker e che le due puntate sono state registrate a fine marzo in piazza Trento e Trieste a Ferrara. Anche qualcos'altro è certo: che la tv è sempre più vecchia.
Sull'onda di una Ruota della Fortuna che funziona, dobbiamo sorbirci, oltre alla Ruota stessa a ripetizione, i tentativi di ripescaggio di programmi dall'archivio dei titoli di successo: Canzonissima su Rai 1 e la versione 2026 del Karaoke su Canale 5, quelli realizzati. Per le fiction, segue la medesima logica la settima stagione de I Cesaroni. Sulla stessa onda, era al vaglio l'acquisizione da parte della Rai de Ok, il prezzo è giusto, poi sfumata perché i diritti erano stati riacquistati da Mediaset, che li deteneva. A queste operazioni revival, si aggiungano tutti gli altri programmi che sulle reti ammiraglie vanno in onda: trasmissioni più che decennali, portate avanti secondo logica dell'usato sicuro.
Si procede così, principalmente, lungo due direttive: il revival che mira a quell'emotività dove solo la nostalgia può riuscire, e il procedere lungo binari già tracciati. Puntualmente, si ripresenta qualche show che citando il comunicato stampa di turno, torna in veste "completamente rinnovata" per adeguarsi ai tempi che cambiano e alle nuove esigenze del pubblico. Poi, altrettanto puntualmente, dietro qualche ritocco di circostanza, di solito la sostanza rimane pressoché inalterata.
Il Karaoke ad esempio, era un format di access prime time. Fiorello, nelle fase finale il fratello Beppe, girava per le piazze d'Italia intrattenendo il pubblico a casa e dava vita al primo talent della tv, dato che tra le fila dei presenti si trovavano sì varie stonature, ma pure voci interessanti. Davanti allo schermo, lì per caso, tra gli altri passarono pure Elisa e Tiziano Ferro. Per quanto lo si possa modificare, il cuore del programma è quello: gli sconosciuti pescati dalle piazze che cantano. Può tutto questo reggere una prima serata? No, infatti il format si avvarrà di ospiti vip, palco da grande show e, sulla carta, uno spirito completamente diverso da quello del Karaoke che, al contrario, aveva una confezione molto artigianale.
Ma il cantante famoso che duetta con lo sconosciuto di turno non è nemmeno il Karaoke: piuttosto, è un momento di tanti programmi già visti, ad esempio uno dei vari Io Canto, ma con la variante della piazza. Ecco dunque che torniamo al punto di partenza: il nuovo che non è mai nuovo, ma spesso non riesce nemmeno ad essere autentico.
Va detto che nel 2015 si era già provato a riportarlo esattamente com'era, ma su Italia 1: l'esperimento con Angelo Pintus venne presto accantonato, proprio a causa dell'accoglienza del pubblico. Già nel '95 gli ascolti erano scesi, e il Karaoke non era più il fenomeno di pochi anni prima. Con questi precedenti, il sospetto che il format su cui puntare fosse un altro, viene.