È la maledizione di Milly Carlucci: il contratto. Perché dopo Ballando Con le Stelle, è previsto che conduca un altro programma su Rai 1 a primavera: così, terminato lo show ballerino, anno dopo anno, una volta tocca al Cantante Mascherato, una volta a L'acchiappatalenti, una a Sognando...Ballando con le Stelle. Anno dopo anno, in attesa di trovarne uno che possa funzionare e si possa ripetere anche nella stagione seguente.
Ebbene, con la primavera che entra ufficialmente, eccoci qua: il momento è arrivato. Il Rubicone da attraversare, stavolta si chiama Canzonissima. Sì, proprio lo storico varietà della Rai: di cui sono rimasti solo il titolo e la sigla. L'apporto della versione Carlucci prevede la noia e un bancone affollatissimo.
A pochi minuti dall'inizio, l'ombra di Ballando con le Stelle incombeva e qualcuno già sgnignazzava via social: ma è sbagliato bollare questa Canzonissima versione 2026 come Cantando con le Stelle. Perché magari si cantasse, a Canzonissima: questi parlano. E poi parlano. E poi di nuovo ri-parlano. Del resto non poteva essere altrimenti, se per la giuria servono sette sedie.
In mancanza di idee, il ritorno di Canzonissima si inserisce nel trend della nostalgia che impera in tv, dove il caso della stagione televisiva è stato niente di meno che La Ruota della Fortuna. Sfruttando la gloria di un titolo che ha fatto la storia della televisione, Milly Carlucci ha chiamato alcuni big della musica italiana a comporre il cast, qualcuno dei quali eco sanremese. Poi, siccome alla chiamata avevano risposto appunto i big, si è pensato di non strapazzarli troppo: dunque niente pezzo proprio, niente gara e tanti complimenti. Ognuno di loro ha portato la sua "canzone del cuore", tema della prima puntata. Col risultato che più che Canzonissima, sembrava di assistere a una serata cover; tutto dopo due sabati di Sanremo Top, dove gli artisti del Festival si sono limitati a esibirsi con il loro brano.
A comporre il cast della puntata sono stati: Malika Ayane, Michele Bravi, Leo Gassmann, Elio e le Storie Tese, Irene Grandi, Elettra Lamborghini, Fausto Leali, Fabrizio Moro, Enrico Ruggeri, Vittorio Grigolo e i Jalisse. La giuria invece, è formata da: Simona Izzo, Caterina Balivo, Giacomo Maiolini, Claudio Cecchetto, Riccardo Rossi, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo.
Canzonissima ha ripetuto alcuni elementi caratterizzanti di Ballando con le Stelle. A partire dalla sequenza formata da: lunga clip per introdurre il concorrente, esibizione, logorrea della giuria al termine. In fondo, basta ricordare il numero di giurati, che la conduttrice aveva dichiarato che non sarebbe stata una giuria polemica, per capire com'è finita la storia: complimenti all'artista per la sua versione del pezzo, commenti interminabili. Insomma, in sintesi: noia. Anche perché Canzonissima si fregia pure dell'altro elemento caratterizzante dei programmi di Milly Carlucci: la giuria posizionata a sinistra della scena? No, la fine quasi all'una e mezza di notte. Tanto è servito, perché la giuria riuscisse a scegliere la cover migliore e, come in una visione mistica, scorressero i titoli di coda.
Titoli di coda durante i quali, una domanda continuava a non andarsene: ma se questa Canzonissima non è una gara, se il focus è sulla canzone e non su chi la canta, ma allora perché ci hanno rifilato quelle clip così lunghe sugli artisti e tutte quelle chiacchiere?