Qui o si fa la tv del futuro, o niente: è quello che devono essersi detti ai piani alti della Rai, in tempi di palinsesti. Infatti, dopo il ventennale di Ballando con le Stelle, per la primavera 2026 c'è un programma nuovo di zecca in cantiere per Milly Carlucci: Canzonissima. Si, proprio quello lì: lo show storico dell'azienda di Viale Mazzini, quello che ci ha lasciato in eredità i tanti momenti che hanno fatto la storia della nostra tv come Alberto Sordi e Raffaella Carrà che ballano il Tuca tuca, la sigla Zum zum zum, le imitazioni di Alighiero Noschese e tutte le esibizioni dei grandi artisti dell'epoca: da Mina a Massimo Ranieri, da Caterina Caselli a Ornella Vanoni, a Gianni Morandi e tutti i cantanti che hanno segnato un'epoca. Il tutto passando da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Nino Manfredi, Corrado Mantoni, Walter Chiari: trasmesso dal 1956 al 1975, lo show è una pietra miliare della nostra tv, con gli sketch puntualmente riproposti durante l'estate a Techetechetè.
Così, la Rai che guarda al futuro, ha pensato bene di riproporlo anche nel 2026 seguendone la struttura che alterna performance musicali a sketch comici e intrattenimento. Non si sa ancora niente, tranne che il programma partirà a marzo e che lo ha annunciato la stessa Milly Carlucci.
Quello che sappiamo invece, è che la Rai nel 2018 ebbe l'idea di riproporre Portobello affidandolo ad Antonella Clerici: fu un sonoro flop, tanto che la stessa Clerici avrebbe poi ammesso che riportarlo in tv, era stato un errore. Di certo, un'altra cosa che sappiamo, è che questa televisione guarda sempre al passato: al punto da vagliare l'ipotesi di puntare non solo su Canzonissima, ma persino su Ok, il prezzo è giusto e Stranamore. Del resto, il successo della concorrenza è La Ruota della Fortuna: un format che ha la bellezza di 39 anni, dato che ha esordito in Italia nel 1987.
La scorsa estate infatti, quando Pier Silvio ha riportato il game show rilucidato a nuovo sul piccolo schermo, anche in Rai avevano provato a rovistare nella nostalgia: l'idea era quella di sfruttare l'onda della Ruota per riportare indietro dal passato un altro titolo di successo, magari provando ad attualizzarlo per l'occasione. La scelta era caduta su Ok, il prezzo è giusto: format da vera tv commerciale, tant'è che infatti andava in onda su Mediaset. Il programma era indicato nei listini di Rai Pubblicità, probabilmente destinato a Flavio Insinna, ma poi non se ne è più fatto niente.
Repubblica ha poi anticipato un'altra incursione dell'azienda di viale Mazzini nelle trasmissioni della rivale, dato che secondo la testata, la Rai sarebbe interessata a Stranamore e a Il gioco delle coppie: anche qui però, scrive Fanpage, i diritti sono blindati a Cologno Monzese. Com'era già successo con Ok, il prezzo è giusto che, dopo la trattativa, sembrava in procinto di tornare su Canale 5 per dare respiro alla Ruota della Fortuna. Il programma di Gerry Scotti infatti, è in onda da luglio senza pause, talvolta persino bissando in prima serata con lo speciale Ruota dei Campioni.
Una tv che deve tutto alle idee del passato: o continuando a trasmettere programmi dal corso pluridecennale o, in alternativa, provando a sfruttare quelli lasciati nel cassetto. Show figli della loro epoca, spesso possibili grazie -e solo- proprio ai protagonisti della loro epoca. Perché se un game show come la Ruota rimane ad esempio, facilmente immaginabile ai giorni nostri, come difatti dimostrano i dati di ascolti, difficile pensare che valga altrettanto per Canzonissima, la cui fortuna è stata proprio la levatura degli artisti che vi prendevano parte.
Tutto ciò si riconferma anche nella difficoltà di assegnare un secondo programma adatto a Milly Carlucci, come da contratto: nella primavera 2024 fu L'acchiappatalenti, in quella 2025 Sognando...Ballando con le Stelle per trovare il nuovo insegnante di ballo dello show del sabato sera (vinto poi da Chiquito); ora si prova a rispolverare Canzonissima, nel tentativo di trovare una trasmissione che funzioni in questa seconda parte della stagione televisiva.
Il segno che ormai nella tv pubblica vale tutto: persino provare a pescare nei format dell'azienda rivale.