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16 febbraio 2026

Sanremo è il soft power della destra? Dopo la “rivoluzione” di Amadeus Carlo Conti restaura la noia nazional popolare

  • di Irene Natali Irene Natali

16 febbraio 2026

Cinque anni di gestione Amadeus hanno lasciato un Festival di Sanremo svecchiato e lucidato a nuovo; Carlo Conti invece, l'ha già rimesso a prendere polvere. Il conduttore toscano è la restaurazione dopo la rivoluzione, e l'evento puzza già di noia e prevedibilità

Foto di: Ansa

Sanremo è il soft power della destra? Dopo la “rivoluzione” di Amadeus Carlo Conti restaura la noia nazional popolare

Cinque anni di annunci, entusiasmo, festival seguitissimi anche dai giovani: questo era il Festival di Sanremo con Amadeus, conduttore e direttore artistico per un intero quinquennio dall'edizione 2020 al 2024. Ora che la direzione artistica del Festival è passata a Carlo Conti, il conduttore toscano ha preso l'eredità dal collega e l' ha portata avanti a modo suo: passandoci sopra con lo schiacciasassi.
Se l'edizione 2025 è stata infatti un passaggio di testimone, il Festival che si appresta a iniziare il prossimo 24 febbraio è quello della restaurazione avvenuta. Amadeus ha lasciato un Festival svecchiato e lucidato a nuovo; Carlo Conti l'ha rimesso a prendere polvere. Perché Carlo Conti non vuole polemiche, lui deve arrivare a fine serata senza intoppi: dunque non si prende nemmeno i rischi di uno spettacolo che faccia parlare di sé. Del resto, l'anno scorso il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era congratulata nel salotto di Francesco Giorgino: finalmente un Festival con la musica al centro, senza "soloni" che devono fare il monologo mentre tu vuoi solo sentire la musica. Sottotesto: mica come quelli di prima. 

Morgan e Bugo a Sanremo 2020
Morgan e Bugo a Sanremo 2020

Il Festival di Sanremo è l'evento nazionalpopolare per definizione: quello che, nella teoria, dovrebbe unire il pubblico davanti alla tv. Amadeus aveva interpretato questo principio riunendo le tante anime del pubblico: chiamando i big ma anche i nomi amatissimi dai giovani, inglobando il Fantasanremo che rendeva il pubblico attivo anziché semplice spettatore, scegliendo pezzi che potessero girare in radio. Con Amadeus erano tornati in gara infatti big come Elisa, Gianni Morandi, Marco Mengoni, i Negramaro per il ventennale della loro carriera; ma aveva portato sul palco anche Geolier, Angelina Mango, il tormentone di Tuta Gold, i Maneskin che vincevano e volavano all'Eurovision diventando un fenomeno mondiale.
Amadeus aveva scelto Chiara Ferragni, in quel momento al picco della sua carriera e reputazione: una scelta magari criticabile, ma di certo espressione della volontà di sperimentare e puntare su un personaggio nuovo rispetto all'universo sanremese. C'erano poi stati gli imprevisti che hanno impresso i Festival di Amadeus nella nostra memoria di telespettatori: il “dov'è Bugo?” di Morgan, Blanco che prende a calci le rose, il ridicolo siparietto con John Travolta, Fiorello che si accampa a Radio 2, il conduttore che balla sul palco, Ghali che dice “stop al genocidio” in diretta, Amadeus che si dichiara antifascista in sala stampa.

Carlo Conti promo Sanremo 2026
Carlo Conti nei promo di Sanremo 2026 Ansa

Il carrozzone sanremese di Amadeus era interminabile, assolutamente imperfetto, ma aveva in sé il senso dello spettacolo. Quel senso dello spettacolo che, al contrario, nell'ingabbiatissima gestione Conti non ha spazio per respirare né tempo per accadere. Perché il conduttore è da sempre molto attento a tenere tutto in equilibrio, senza lasciare che nulla prenda il sopravvento sulla scaletta. Grande ritmo, poca anima: l'evento nazionalpopolare come lo intende Conti infatti, è quello che non crea polemiche, non attira l'attenzione. Un programma televisivo che scorre, poco importa se senza lasciare traccia.
La considerazione qui è duplice, dato che riguarda sia gli ascolti che lo show. A Rai 1 interessa vendere la pubblicità, dunque l'obiettivo sono i numeri: l'importante è che la gente guardi Sanremo, al di là della qualità o dell'interesse, o dell'apprezzamento, che può suscitare. Allo stesso tempo però, il successo dello show lo costruisce lo spettacolo: e se il pubblico si disaffeziona, poi calano pure gli ascolti. L'anno scorso il ricordo era ancora quello dei Sanremo di Amadeus, ma il vero banco di prova per Conti sarà il Festival 2026.
Intanto, hanno perso forza anche gli annunci che, con la direzione artistica di Amadeus, erano dei piccoli eventi. Per non parlare del contenuto di questi annunci, che puzzano di già visto.

Carlo Conti e Laura Pausini
Carlo Conti e Laura Pausini conducono Sanremo 2026 profilo FB di Laura Pausini

Quali sono? Innanzitutto Laura Pausini co-conduttrice per tutte le sere. Al suo fianco si alterneranno poi Can Yaman la prima sera, Achille Lauro, Lillo Petrolo e Pilar Fogliati la seconda, Irina Shayk la terza, mentre il venerdì sera toccherà a Nino Frassica. Per quanto riguarda invece gli ospiti, ci saranno Tiziano Ferro ed Eros Ramazzotti in coppia con Alicia Keys. Max Pezzali invece, sarà sulla nave Costa tutte le sere: Carlo Conti si collegherà dall'Ariston. Per la finalissima invece, Conti ha piazzato la mazzata definitiva al vento nuovo che soffiava sull'evento: Andrea Bocelli.
Laura Pausini è alla sua nona volta all'Ariston: è stata ospite già nel 2001, 2006, 2016, 2018, 2021 e 2022 (nel '93 e '94 in gara con La Solitudine tra i giovani, l'anno seguente nei big con Strani Amori). Tiziano Ferro è stato co-conduttore con Amadeus per tutta la durata dell'edizione 2020; Achille Lauro invece è stato ospite fisso nel 2021, mentre Eros Ramazzotti veniva accolto nel 2024 per celebrare i 40 anni di Terra Promessa. Nino Frassica infine, ha già co-condotto l'anno scorso. Paradossalmente, la vera novità sarebbe stato Andrea Pucci, il cui ritiro ha profondamente indignato Giorgia Meloni che, però, potrà consolarsi con la Pausini e Bocelli: due artisti ligi alle istituzioni e che di certo, le faranno dormire sonni tranquilli. 
Il cast invece, per quanto potrebbe riservare sorprese, manca del nome da grandi numeri; in compenso ci sono i figli di Gigi D'Alessio, Gianni Morandi e Alessandro Gassmann. Del resto, il sesto posto di Giorgia lo scorso anno avrà messo in allarme i veri big, temendo di finire bassi in classifica: una paura che i big hanno da sempre, ma che dopo l'ultima edizione si è fatta ancora più viva.
Per la cronaca, questi sono gli artisti che si esibiranno sul palco dell'Ariston: Tommaso Paradiso, Chiello, Serena Brancale, Fulminacci, Ditonellapiaga, Fedez e Masini, Leo Gassmann, Sayf, Arisa, Tredici Pietro, Sal da Vinci, Malyka Ayane, Luchè, Samurai Jay, Raf, Ermal Meta, Nayt, Elettra Lamborghini, J-Ax, Michele Bravi, Enrico Nigiotti, Maria Antonietta & Colombre, Francesco Renga, Mara Sattei, LDA e Aka7even, Levante, Dargen D'Amico, Eddie Brock, Patty Pravo e le Bambole di Pezza.
Insomma: il Festival di Sanremo 2026 non è ancora iniziato, eppure la sensazione che l'evento abbia già riniziato ad ingrigire, è fortissima.

 

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