Manca poco al Festival di Sanremo 2026, che quest'anno si svolgerà da martedì 24 a sabato 28 febbraio. Carlo Conti avrà al suo fianco per tutte le sere Laura Pausini co-conduttrice: la cantante però non sarà l'unica, perché sul palco saliranno anche altri nomi per affiancare la coppia. Quelli finora ufficializzati sono due, Achille Lauro per la seconda serata e Can Yaman per la prima.
Carlo Conti dunque punta più che mai al nazionalpopolare, nello spirito più generalista possibile del Festival. O almeno di quelli targati Conti, che chiama a raccolta il fu artista fuori dagli schemi, ormai completamente inglobato nel sistema, e un volto della fiction: due nomi molto amati dal pubblico femminile, per motivi diversi. Due nomi che, ciascuno a modo proprio, si stanno affrancando dall'immagine con cui sono diventati famosi.
Di Lauro lo sappiamo già: dalla tutina rosa allo smoking, dal “ci sono cascato di nuovo” alle ballad sugli “inscoscienti giovani”; dall'immagine dell'artista che non rispetta le convenzioni, al ragazzo gentile amato dalle nonne.
Can Yaman invece, è l'emanazione del potere delle turcate di Canale 5. Arrivato sugli schermi italiani sette anni fa, non se n'è più andato. Yaman infatti, era uno dei protagonisti della dizi Bitter Sweet-Ingredienti d'amore, con cui ha trovato la popolarità nel nostro Paese: da lì, la sua popolarità è cresciuta con altre serie turche e, in seguito, ha iniziato a recitare anche nella produzione italiana Viola come il mare. Ma in tempi più recenti, ha provato a scrollarsi di dosso le soap. In particolare con Sandokan, produzione internazionale che l'ha portato sugli schermi Rai: poteva dunque Carlo Conti, farselo sfuggire? Tanto più ora che il bell'attore turco è pure volto Rai.
Una scelta che ricorda quella di Gabriel Garko, chiamato da Carlo Conti sul palco come co-conduttore nel 2016. Garko era stato l'attore di punta delle fiction Ares, in titoli come L'Onore e il Rispetto, Il Peccato e la Vergogna, Pupetta: il coraggio e la passione. Erano gli anni in cui Garko era all'apice del successo: sul palco si rivelò terribile, ma tanto era chiaro che non fosse stato reclutato per le sue doti da conduttore.
Can Yaman si inserisce nella stessa visione del Festival; non a caso, il direttore artistico è lo stesso. Chiamare un personaggio popolare, perché il Festival di Carlo Conti unisce: essendo poi l'attore noto anche all'estero, l'obiettivo è quello di strizzare l'occhio al pubblico che segue in Eurovisione.
Se poi Can Yaman sarà un bello che balla, lo scopriremo ovviamente solo durante la diretta. Intanto, un paio di generazioni televisive coltivate a turcate, sono accontentate.
A proposito: incappato in un arresto durante un'operazione antidroga nel jet set di Istanbul, rilasciato poco dopo, Can Yaman lanciò poi strali ai giornalisti dal suo profilo Instagram. Se questo è l'antipasto, chissà come se la caverà in sala stampa all'Ariston.