La notizia era nell'aria, e alla fine, a poco più di un mese dall'inizio di Sanremo 2026, Carlo Conti si è manifestato al Tg1 e ha dato il lieto annuncio: dopo un lungo travaglio, la sua direzione artistica ha dato alla luce una co-conduzione per il prossimo Festival. Una presenza femminile che sarà al suo fianco per tutte le cinque sere, a cui poi si aggiungeranno anche altri nomi. Ebbene, Carlo Conti sarà affiancato da Laura Pausini.
Un nome che sul palco non è certo nuovo, dato che questa sarà la sua nona presenza tra ospitate e partecipazioni a inizio carriera (nel '93 con La Solitudine, nel '94 con Strani Amori): dev'essere per questo che l'annuncio ha entusiasmato i fan della cantante, deludendo tutti gli altri. L'effetto di deja-vu è dietro l'angolo: la tv che si ripete un'altra volta. La noia, citando un pezzo che Sanremo l'ha già vinto.
Laura Pausini è una star internazionale con, tra gli altri premi, cinque Latin Grammy e un Golden Globe sulla mensola di casa; alla carriera musicale poi, si aggiunge quella televisiva come coach in vari talent tra Spagna, Messico e Usa. Sulla carta dunque, una scelta ineccepibile.
Nata artisticamente proprio a Sanremo, si tratta di uno di quei nomi che non si metterebbe mai in gioco partecipando come concorrente, ma è comunque diventata ormai di casa. La Pausini co-conduttrice ricorda l'operazione Tiziano Ferro nel 2020: un altro che è diventato una star internazionale, un altro di quelli che non parteciperebbe mai perché potrebbe finire dietro nomi meno blasonati rispetto al suo, ma per fare altro, al Festival ci va eccome. Perché Sanremo è Sanremo, parappapappapapà.
Nel 2020 però, l'anno di Ferro, c'erano Amadeus e Fiorello: invece adesso Ama se n'è andato e non ritorna più. Ama che in realtà non schiodava affatto a volerla dire tutta, eppure i suoi Festival sono stati sì quelli delle lungaggini, delle dirette infinite, ma pure quelli del “dov'è Bugo”, di John Travolta che balla il “qua qua”, di “piccola Chiara” che legge la letterina alla se del futuro, di Blanco che prende a calci le rose: tanti momenti che ci hanno fatto commentare, sfottere, sghignazzare. Momenti che ancora ricordiamo e ci hanno intrattenuto anche dopo la serata: e sì, la musica non c'entra niente, ma qui è di Sanremo che stiamo parlando, uno show televisivo.
Al contrario Carlo Conti, arrivato dopo cinque edizioni di Amadeus, nella passata edizione ha pigliato tutta questa eredità di cazzeggio e ci è passato sopra con lo schiacciasassi. Perché i guizzi tolgono tempo, allungano, scapigliano la scaletta: un vezzo che un Carlo Conti non si può permettere. Carlo Conti ha fretta, lui ha il pigiama pulito che lo aspetta in hotel e nessuno potrà ostacolare questa grande storia amore: nemmeno il palco dell'Ariston.
In realtà, chi malauguratamente guarda un po' di tv, conosce bene Carlo Conti frettoloso dritto in picchiata verso la meta, cioè la fine di puntata. Obiettivo che si traduce nell'ammazzare qualsiasi deviazione dal gobbo che gli si para davanti, chiudendo subito ogni polemica o, al limite, fingendo di non coglierla. In questo senso, il Festival non ha fatto eccezione.
Conti odia gli imprevisti, né vuole stupire: perché, appunto, questo comporterebbe di allontanarsi da ciò che è stabilito. Conoscendo il conduttore toscano allora, chi meglio di Laura Pausini per affiancarlo? Un nome nazionalpopolare per eccellenza, un'artista con una fortissima fan base in Italia e all'estero: voce pulita, testi banali e timore di cantare Bella Ciao perché potrebbe risultare divisiva, che problemi potrebbe mai creare a Carlo Conti? Poi ci si mette sopra un po' di accento romagnolo, un po' di simpatia a tutti i costi ed è fatta: a Carlo Conti va bene così, non è mica Gianluca Grignani.
Alla notizia della Pausini co-conduttrice, è partita una lamentela generalizzata via social: chi non apprezza il personaggio, chi ritiene che il tutto puzzi di scontato; del resto, tra il 2016 e il 2022 è stata ospite la bellezza di quattro volte. "È come film di orrore", verrebbe da dire citando Bastianich a MasterChef. Poi però bisogna ricordare che Carlo Conti nel 2015 è stato capace di portare sul palco la famiglia Anania perché la più numerosa d'Italia, scambiando Sanremo con Io studio dello Show dei Record. Perciò, prima di lamentarci della Pausini, teniamo a mente un assunto fondamentale: questo Sanremo si preannuncerà pure noioso, tra l'assenza di big e la co-conduzione che puzza di già visto, ma Carlo Conti può fare anche di peggio.