Un pianoforte, un ospite e il racconto in musica: sono pochi gli ingredienti di Via dei matti n.0, programma dell’access di Rai 3 andato in onda dal marzo 2021 al febbraio di quest’anno. Cinque edizioni che, però, non ne avranno una sesta: Stefano Bollani e Valentina Cenni infatti, si fermano.
In attesa della presentazione dei palinsesti Rai, sono loro stessi a congedarsi dal pubblico con un video messaggio su Instagram. Coppia in studio e nella vita, i due hanno salutato i telespettatori ringraziandoli per averli seguiti con generosità; un affetto tale che, proprio in estate, la rete programmerà le repliche della stagione precedente.
Ispirato da un verso di Sergio Endrigo, in ogni puntata un tema diverso, Via dei matti n.0 ha tenuto compagnia all’ora di cena, per una mezz’ora circa, prima di Un Posto al Sole. Rai 3 passava dalla nicchia della divulgazione musicale al nazionalpopolare della soap partenopea, a cui pure i suoi spettatori sono affezionatissimi. Anzi: la soap, trent’anni di vita, è una vera istituzione per la rete, pur costituendo un unicum all’interno della programmazione di quella che una volta veniva chiamata “tele Kabul” per la vicinanza al partito comunista. Il programma di Bollani, collocato strategicamente prima, ha giovato dell’attesa per i coinquilini di Palazzo Palladini: almeno all’inizio, quando la prima stagione registrava oltre il milione e mezzo di telespettatori.
Ma era il 2021, il Paese era ancora chiuso in casa causa pandemia: già dall’edizione successiva infatti, i numeri sono cambiati. Fino all’ultima stagione, quando sono scesi anche sotto gli 800mila telespettatori. Rispetto alla prima stagione dunque, la platea di Stefano Bollani e Valentina Cenni si è praticamente dimezzata: una tendenza che, però, è della tv tutta.
Dati alla mano perciò, anche se dalla Rai non è ancora arrivata alcuna comunicazione in merito, è facile ipotizzare che la motivazione sarà proprio quella degli ascolti. E si ripropone ciclicamente il vecchio dilemma: può un programma, per quanto di qualità, rimanere in onda se il pubblico non lo premia a sufficienza? Sarebbe lo scopo di un tv pubblica, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di proporre non solo intrattenimento, ma anche programmi culturali: altrimenti, se la missione diventa esclusivamente il profitto, la Rai è Mediaset, o qualsiasi altra azienda privata. Allo stesso tempo, chiudere un prodotto come Via dei matti n.0 significa perdere uno di quei programmi che caratterizzano proprio il servizio pubblico, distinguendolo da una tv che punta solo agli ascolti e alla raccolta pubblicitaria.
Sono davvero tempi strani: Mediaset che si vanta di fare “cultura” con La Ruota della Fortuna, la Rai che un programma davvero culturale lo chiude.