Demi Moore 'incanta' sul carpet inaugurale di Cannes. Lo avete letto, sì? La diva di 'Ghost' e 'The Substance' svetta nelle foto apertura di pressoché ogni articolo (inter)nazionale sulla prima sfilata della Croisette. Però, è un osso. E, pur non avendone alcuna esigenza già in partenza, sta scomparendo sempre di più. Lei come tantissime altre colleghe dello star system hollywoodiano: deperiscono a vista d'occhio, a ogni età, stanno in piedi a stento, sfidando tutte le leggi della fisica. Mentre altre, per esempio Beyoncé e Rihanna, restano in forma umana, è vero. Ma non possiamo fare finta di niente di fronte alla 'cura Mauthasen' di cui troppe celeb d'oltreoceano sembrano essere, da tempo, schiave. Perché non è un 'fenomeno' accettabile, perché, basta un minimo di buonsenso, non potrà andare a finire bene.
Di fronte alle attuali foto di Moore, la gente sui social ha reagito correttamente, ossia tra choc, sgomento e preoccupazione. Nessuna delle tre appartiene al concetto di 'body shaming'. Eppure, i media USA e anche quelli italiani descrivono l'attrice 'sensazionale', in grado di 'incarnare un ideale di bellezza sofisticata e consapevole'. Il New York Post riesce perfino a titolare sulle sue braccia 'toniche' che 'rubano la scena' a tutte le altre sulla Croisette. Quelle, però, non sono nemmeno più braccia, paiono fili. C'è la realtà e la narrazione che se ne fa. Il grosso problema è che, da quando esiste il mondo, purtroppo la narrazione, ripetuta all'infinito, diventa la realtà: l'unica possibile, malgrado l'evidenza. 'Non si parla dei corpi altrui' resta l'unica eredità della oramai scoppiata bolla che prendeva il nome di 'body positivity'. E allora, in virtù di tale (ottuso) dogma, dovremmo farci andare bene che le ossa siano ancora celebrate come aspirazionali, se no la 'sensibilità' di qualcuno potrebbe rimanere offesa? No, non si gioca sulla pelle della gente. Quindi, in mezzo a un impressionante frastuono di retorica mediatica aberrante, tocca dire ancora una volta le cose come stanno. Anche se non vi piaceranno e no, non sono rassicuranti.
Dalle giovani teen idol alle dive veterane, in USA negli ultimi anni si registra un calo spaventoso. Di peso. Tra le fila di queste povere creature famose, c'è anche Demi Moore, icona di bellezza statuaria da decenni. Nonostante ciò, continua a deperire tra gli applausi dell'intero mondo, come fosse una roba bella, sana e giusta. Non lo è. In realtà, preoccupa moltissimo vederla così. E già vi sento: "Non sappiamo cosa c'è dietro", "Non bisogna giudicare i corpi degli altri", "Non capisci quant'è offensivo definirla scheletro?". Bimbi, non sono io a mancare di rispetto qui. Le e soprattutto vi manca di rispetto, invece, chiunque (e sono la maggioranza) scelga di usare superlativi d'elogio per descrivere lei e tutte le altre, vittime dello stesso sistema che ormai oltreoceano è 'standard'. Mancano di rispetto alla vostra intelligenza e pure ai vostri occhi. Non serve spiegare, voglio sperare, come mai definire le (furono) braccia di Moore 'toniche', come qui fa il New York Post, sia per dirne il meno, pericolosissimo. In primis, non è vero. In secondo luogo, non c'è nulla di sano, figuriamoci poi se potrà mai esser addirittura 'bello' o auspicabile.
Anche i media italiani si sottraggono all'evidenza: non commentano se non per complimentarsi con l'eleganza e la bellezza supreme dell'attrice. Le immagini dicono una cosa, le parole ne raccontano una versione opposta, manipolata, falsa, super positiva e data in pasto a milioni di persone. Milioni di persone che, per il momento, reagiscono indignate. Ma, ne sono certa, tempo qualche anno s'arrenderanno, ci arrenderemo tutti: vedremo Demi Moore e compagnia 'stupenda', 'iconica', 'tonica' perfino. Perché così ci è stato ripetuto fino a farcelo sembrare 'vero', nonostante la cruda realtà che ci si para (e parerà) davanti.
Quando l'altro giorno ho pubblicato un articolo di grande preoccupazione riguardo ad Arisa - che uno scheletro certo non è, ma ci sta scomparendo di fronte al muso tanto velocemente, ho ricevuto moltissimi commenti di pasionaria protesta: "Come ti permetti?!", "Non sai cosa c'è dietro", "Ognuno sceglie per sé e non ci devi mettere il becco". Retorica, retorica e ancora retorica. Posto che personalmente io mi auguro con tutto il cuore che Rosalba Pippa stia bene, non è un'invadenza, una mancanza di 'empatia' spaventarsi ed esprimere preoccupazione rispetto a una metamorfosi così impressionante e repentina. Molti mi hanno scritto, sempre nel tentativo di 'difenderla' dalla mia assurda e gratuita cattiveria, che "adesso è più bella". Bravi campioni, e come mai 'è più bella'? Perché è più magra, giusto? Ok, così non fate altro che perpetrare il peggio cliché, l'ABC della tossicità riguardo ai corpi (altrui): bellezza uguale magrezza, siamo meglio solo quando 'dimagriamo'. Non si stava cercando, a livello mondiale, di combattere questo stupido e pericoloso 'dogma'? Sì, negli ultimi anni, stando ai social, sembrava che lottassimo tutti contro 'gli standard estetici della società che ci vuole da sempre magrissime per poter essere attraenti'. Ma appunto è successo 'sui social', tanti c'hanno mangiato, e ora portano avanti l'ìdeale contrario. Anche voi, rendendovene conto o meno, lo portate avanti ogni volta in cui commentate che qualunque celeb abbia perso (troppo) peso sia 'rinata' e 'ora sta bene con se stessa'. Specie quando la stessa celeb non è mai stata obesa, per esempio. E Arisa non lo è mai stata. Men che meno Demi Moore.
In Usa, e purtroppo sappiamo benissimo che ciò che succede là prima o poi arriva da noi, sono tante le star che dichiarano di fare uso di Ozempic e che lo consigliano al pubblico, descrivendolo soluzione perfetta per perdere peso. L'Ozempic è un farmaco per il diabete, ma viene utilizzato anche per curare l'obesità (che è una condizione clinica, non un ideale da perseguire). Ha proprietà 'anoressizzanti'. I medici lo prescrivono in casi limite ossia quando un paziente non riesce, per salute, a perder peso in nessun'altra maniera. Può succedere: problematiche ormonali, ghiandole impazzite che fanno come je pare impermeabili a ogni tipo di allenamento e dieta equilibrata. Ecco, ora oltreoceano le iniezioni di Ozempic vengono raccontate a tutti quanti in qualità di formula magica ed efficace per dimagrire. Ne sono testimonial per esempio l'ex tennista Serena Williams, la Barbara d'Urso americana Oprah Winfrey, la fu ambasciatrice della body positivity Lizzo. Infatti, nessuna di queste ha giurato a Ippocrate. Sta solo facendo pubblicità.
Oltre alla evidente bestialità di 'normalizzare' l'(ab)uso di un medicinale che porta a perdere fino a cinque-sette chili in una settimana, c'è un altro fatto su cui interrogarsi: l'Ozempic (e suoi surrogati) non è mai stato utilizzato in questa maniera (ossia per 'dimagrire velocemente') fino a un sospiro fa. Ciò implica che gli effetti collaterali che comporta nel medio-lungo termine si vedranno nel corso dei prossimi anni, non esiste una storia clinica a riguardo. Chiunque lo stia assumendo adesso per futili motivi, lo scrivo perché è arrivato pure qui da noi, è una cavia. Una cavia che presta la propria pellaccia a una sperimentazione, facendosi iniettare 'qualcosa' che lo/la rende silfide oggi. Ma 'domani' chissà. L'Ozempic (e derivati) costa parecchio, può arrivare fino a 700 euro a confezione, le sottomarche generiche in commercio invece di meno, sono più abbordabili. Gente guadagna sulla vendita (possibilmente massiva) di 'sta roba? Sì, esatto. Altrimenti non esisterebbe nemmeno così tanta sfacciata pubblicità.
E se qualcuno vorrà obiettare che, in ogni caso, il farmaco sia stato approvato da una trafila di certificazioni a stelle e strisce, eccomi a ricordare di provare a dare un occhio a 'Dopesick', su Disney Plus. La serie che racconta la strage di dipendenze e morte avvenuta proprio in America perché una casa farmaceutica multimilionaria aveva ben pensato di spacciare un potentissimo oppioide per antidolorifico da banco. Così, per vendere di più. C'è rimasta secca tantissima gente, in decenni da incubo per l'intera nazione. Però quel farmaco, l'OxyContin, era stato approvato e messo in commercio, 'andava bene', aveva superato 'tutti i controlli'. Ora non voglio dire che l'Ozempic sia lo stesso. Voglio proprio dire, però, che un 'errore' del genere è già successo. Tra gli anni Novanta e i Duemila, non secoli orsono. Magari sarà il caso di stare all'occhio, se già il mero buonsenso non ve lo impone.
Ozempic o meno, il brutto fatto è che le star stanno fisicamente scomparendo davanti ai nostri occhi. E che i media internazionali ignorano o edulcorano la questione, elogiando questa e quella e quel che rimane dei loro corpi in articoli zeppi di superlativi. È una manipolazione, una manipolazione tanto efficace quanto irresponsabile. E la cosa peggiore è che tanto fumo venga somministrato sotto l'egida di ideali belli e buoni: l'empatia, il rispetto, la buona educazione. Non è bello sentirsi 'giudicate' per quanto spazio (non) occupiamo, abbiamo circa tutte questa esperienza e non è certo gradevole. Intanto, però, non può diventare leva per far passare sotto silenzio un cambiamento culturale che riduce all'osso perfino Demi Moore. Dispiace per lei, ma ancora di più dispiace per le conseguenze che cotanta aria insana potrà portare. Sulla società, non 'soltanto' sulle attrici ricche e famose di Hollywood. Negli anni Novanta e Duemila troppe persone si sono affamate fino all'anoressia per raggiungere 'standard' impossibili, una ipermagrezza, come quella delle modelle da passerella tipo Kate Moss, che per forza voleva dire bellezza: non vedi quanti applausi ricevono? Non vedi che enorme successo hanno ottenuto? Basta dimagrire e tutto ciò potrebbe essere tuo.
L'anoressia è ancora in giro, purtroppo, non è stata debellata. Tanto quanto ogni altro tipo di disturbo alimentare che, nella peggiore delle ipotesi, ha condotto e conduce al cimitero persone di ogni età e sesso. Non è che 'da adulti' ci si possa cascare di meno, non si facciano più cazzate. Sarebbe bello, pure auspicabile. Ma non è ciò che succede davvero. Crescere e/o vivere in un mondo mediatico che sta ricominciando, in realtà non ha mai smesso, a celebrare fisici cadaverici come 'icone di stile e bellezza' a quali sane conseguenze potrà mai portare? A nessuna, infatti. 'Non si parla dei corpi altrui', purtroppo, è scudo di retorica vuota che improvvisamente fa il giro e arriva a giustificare, a normalizzare in silenzio fenomeni 'di costume' che hanno i denti molto aguzzi e azzannano (da) sempre. Fare finta di niente o edulcorare facendo leva sull'empatia, sulla emotività della gente è affare sporco assai. Ed è questa la cosa peggiore: i 'buoni' sembrano loro. Quelli che mistificano e fanno spallucce di fronte a un qui e ora nerissimo. Non lasciatevi rassicurare dai 'buoni'. Perché la realtà, ahinoi anche oggi, è tutto fuorché rassicurante. "Fatti i cazzi tuoi" non è una risposta.