Se a qualcuno fosse per caso sfuggito, Ghali si esibirà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026. L'artista sarà una delle star che inaugureranno i giochi di Milano e Cortina d'Ampezzo; insieme a lui Andrea Bocelli, Mariah Carey, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore e Laura Pausini. Lo spettacolo sarà trasmesso da Rai 1, Rai News e Raiplay.it a partire dalle 19.50.
Nel frattempo, Ghali ha pubblicato su Instagram un post in cui denuncia le condizioni impostegli per la sua performance. Un post che gioca d'anticipo e, ovviamente, è diventato subito virale: così adesso, l'attesa è tutta per lui.
Appena il rapper era stato annunciato, la sua partecipazione alla cerimonia era stata subito contestata dalla Lega. Il motivo? Quello “stop al genocidio” di Sanremo 2024, che per la Lega lo rendevano un odiatore di Israele e della destra. Risultato? Era intervenuto il Ministo dello Sport Andrea Abodi per rassicurare tutti: Ghali avrebbe detto solo ciò che sarebbe stato concordato con gli organizzatori. Una mossa furbissima, dato che poi si era parlato solo di Ghali: l'esatto opposto rispetto all'intento di contenerlo. E adesso si replica: Ghali è di nuovo al centro dell'attenzione.
Su Instagram infatti, l'artista ha pubblicato un post in cui scrive: “Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l' Inno d'Italia. So perché perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingue. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore So che è tutto un Gran Teatro”. Tutto ciò scritto in tre lingue: italiano, inglese e arabo.
Insomma, la faccenda è chiara: Ghali lamenta di essere stato scelto come una sorta di specchietto per le allodole. In mezzo a nomi filo governativi come Andrea Bocelli o che, come la Pausini, non esprimono mai nessuna posizione, lui sarebbe il contraltare per dimostrare che l'evento è aperto a tutti. Allo stesso tempo però, le sue posizioni e la sua identità sono scomode.
Bene fa Ghali a denunciare: il suo stile è noto. A Sanremo ad esempio, aveva cantato un medley in cui univa un brano in arabo, Bayna, il suo Cara Italia e L'italiano di Toto Cutugno. Così come sono altrettanto note le sue origini e le sue posizioni politiche, di cui non ha mai fatto mistero.
Però, a leggere il post, una domanda viene: ma allora Ghali, perché ci vai lo stesso? Perché denunciare prima di andare in scena, oltre ad attirare l'attenzione sulla performance, pone un'aspettativa sulla stessa. A questo punto infatti, ci aspettiamo qualcosa sul palco: come ha fatto Bad Bunny ai Grammy Awards, quando ha rivendicato pubblicamente le sue origini e fatto un appello contro gli agenti dell' Ice. Altrimenti, in caso contrario, essendosi esposto prima e non a giochi fatti, sembrerà tutta una strategia per fare hype: anche perché, guarda caso, col post fresco fresco di viralità, Ghali ha appena rilasciato un nuovo singolo dal titolo Basta.
Che farà Ghali: sfrutterà il momento sul palco per andare fino in fondo, oppure seguirà le direttive lasciando che il post su Istagram gli faccia da scudo?